Nelle ultime settimane, i rapporti tra il governo Trump e il Messico sono caratterizzati da diverse tensioni. Questa tensione tra i due paesi, ha avuto inoltre ripercussioni molto negative per l’economia mondiale. Questo ha portato il governo ha cercare nuove strategie per riportare la situazione sotto controllo.

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I primi interventi di Trump

Per prima cosa è stato posto un taglio dei tassi di interesse per abbassare la speculazione. Questa idea ha guadagnato terreno dopo il rilascio di deboli segnali dal settore privato, riportando ottimismo e ristabilendo dei rapporti tra Stati Uniti e Messico, che potrebbero inoltre concordare termini per evitare nuove tariffe sulle merci messicane.

I guadagni hanno poi prolungato la ripresa di martedì dopo che il presidente della Federal reserve, Jerome Powell, ha suggerito che era possibile un taglio dei tassi di interesse, e altri funzionari della banca centrale hanno indicato che potrebbero dover reagire alle guerre commerciali degli Stati Uniti. Una tale mossa può essere resa necessaria per preservare la crescita economica Statunitense in questo momento di guerra commerciale con la Cina.

Dipendenti privati ​​statunitensi vengono reclutati a un ritmo più lento degli ultimi nove anni e a maggio, secondo i dati del rapporto nazionale sull’occupazione di ADP. I dati che vengono fuori dai globali libri paga del settore non agricolo del Dipartimento del lavoro degli Stati Uniti di venerdì, ha portato gli analisti a incolpare le figure deboli colpite da queste tensioni commerciali, che non hanno reagito di conseguenza.

Gli investitori sono stati anche sostenuti dal presidente Trump che ha detto che pensa che il Messico voglia raggiungere un accordo per fermare una nuova guerra commerciale. Mark Luschini, capo strategia per gli investimenti presso Janney Montgomery Scott a Philadelphia, ha dichiarato che un accordo con il Messico allevierebbe il rischio di non riportare calma nei rapporti commerciali con gli USA. Lo stesso ha poi affermato che ci sarebbero ripercussioni dall’entusiasmo di ieri a proposito dell’anticipazione che la Fed potrebbe essere più reattiva nell’adattare la politica monetaria.

Si riprendono gli indici americani prima dell’NFP

Alle 15:00 Eastern Time, il Dow Jones Industrial Average è salito a 167,58 punti, ovvero lo 0,66%, a 25,499,76. L’S & P 500 ha guadagnato 16,93 punti, ovvero lo 0,60%, a 2.820,2, e il Nasdaq Composite ha aggiunto 28,26 punti, ovvero lo 0,38%, a 7.555,38.

Secondo Luschini, il mercato statunitense era maturo per una ripresa, a causa di un calo di oltre il 6% nei tre principali indici di maggio, quando i timori di un rallentamento globale sono riemersi sulla scia di una ripresa nelle tensioni commerciali USA-Cina. Ma ha avvertito che, poiché gli investitori sembravano aver favorito settori sicuri come servizi pubblici, beni immobili e beni di prima necessità, piuttosto che settori più rischiosi, occorreva essere cauti nel leggere troppo l’anticipo di mercoledì. Nel petrolio, il greggio Brent è sceso sotto i $ 60 al barile mercoledì per la prima volta dal gennaio di quest’anno, prima di tornare a $ 60,65.

Sembra quindi potersi ristabilire la situazione commerciale degli Stati Uniti, che affronterà oggi il dato più importante del mese, l’NFP, che darà un’indicazione significativa per l’andamento di giugno. Chi vuole investire sulle azioni dovrebbe attendere queste informazioni con molta attenzione. 

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