Entro la fine del prossimo anno, il Tesoro dello Stato Italiano uscirà dal capitale di Banca Mps. La notizia sembra essere stata accolta favorevolmente dai mercati. I traders che desiderano investire in Azioni oggi possono tenere in considerazione il Titolo MPS, in questo momento a quota 1,531, in rialzo dello 0,99%. Da fine maggio ad ora, la quotazione della banca guidata da Marco Morelli ha fatto registrare un buon movimento, recuperando parzialmente i guadagni persi durante la crisi delle Borse di Marzo. La variazione su 1 anno è in negativo del 5,25%, con il massimo di 52 settimane fissato a 2,24 euro.

Privatizzazione Mps, le parole del Ministro dell’Economia

Attualmente, il Tesoro dello Stato Italiano detiene il 68% del capitale di Monte dei Paschi di Siena. Il Ministro Gualtieri e la Commissione UE hanno raggiunto un accordo per la privatizzazione della banca entro la fine del 2021.

La decisione è stata presa in un momento in cui, paradossalmente, l’emergenza coronavirus ha spinto verso la nazionalizzazione di molte imprese, su tutto il territorio europeo.

La notizia è stata data dallo stesso Gualtieri che ha voluto sottolineare l’uscita dello Stato come passo chiave del risanamento delle casse dell’istituto, programmato e avviato nel 2017. Gualtieri si dice convinto che il nuovo accordo porterà la banca al successo, come impresa privata che ha superato la crisi e che potrà ricominciare a muoversi verso il consolidamento.

Tuttavia, il Ministro non ha fornito dettagli su come lo Stato uscirà da Mps. Si ipotizzano due strade: la cessione o l’aggregazione con un altro istituto di credito ( Banco Bpm?).

Sulla vicenda è intervenuto Tommaso Fattori, candidato di Sinistra alla presidenza della Regione Toscana:

Ritengo che Mps debba rimanere anche in futuro in mani pubbliche, d’altro canto la stessa Germania ha una ricca rete territoriale di banche pubbliche. Ma al di là della prospettiva, è evidente a chiunque che è del tutto irrealistico il completamento del processo di privatizzazione concordato con l’Europa prima della fine del 2021.

M5S chiede la nazionalizzazione

Se Gualtieri vede nella privatizzazione di Mps un successo dello Stato e dell’Istituto, per il superamento della crisi che aveva reso necessario l’intervento del Governo, altri esponenti politici non la pensano allo stesso modo.

Oltre a Tommaso Fattori, sulla questione si è espressa anche Carla Ruocco, presidente della Commissione d’inchiesta sulle banche ed esponente del Movimento Cinque Stelle.

La Ruocco ha confermato che il partito rimane disponibile a mantenere un ruolo dello Stato in Mps. Dopo il salvataggio dell’istituto, il M5S chiede un passo avanti nella nazionalizzazione, e non un passo indietro verso la privatizzazione. L’obiettivo dei pentastellati è quello di creare una Bad Bank in grado di aiutare davvero le imprese, anche grazie al recente accordo tra l’istituto senese e Amco.

In conclusione, la notizia dell’uscita dello Stato da Mps lascia una scia di perplessità sul fronte politico. Tuttavia, la reazione del mercato sembra, al momento, positiva.

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