Piazza Affari chiude la settimana di mercato in positivo, trainata dal settore bancario. Gli investitori continuano ad avere fiducia nella ripresa economica del Vecchio Continente, grazie anche all’intervento della BCE di giovedì che ha confermato l’aumento di 600 miliardi per il Pepp. Nel comparto bancario, spicca BPER che chiude a +8%. Salgono anche Intesa Sanpaolo, Unicredit e Mediobanca. Banca Profilo, in asta, ha invece raggiunto un rialzo del 27%, a seguito della pubblicazione del nuovo piano industriale al 2023. Soltanto qualche settimana fa, proprio su Unicredit, Intesa e Mediobanca si accaniva il pessimismo degli investitori. Oggi ci sono meno timori e il mercato sembra aver ritrovato un certo di grado di serenità per valutare le quotazioni senza il filtro del coronavirus.

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Mercato azionario: Mediobanca infiamma Piazza Affari

Leonardo Del Vecchio, presidente di Luxottica e presidente esecutivo di EssilorLuxottica, ha chiesto alla BCE di aumentare le proprie quote di Mediobanca fino al 20%, dall’attuale quota del 9,9%.

L’obiettivo dell’imprenditore milanese è duplice: estendere il controllo sull’istituto di credito e su Assicurazioni Generali di cui Mediobanca detiene il 13%.

Del Vecchio si è avvalso del supporto di Vittorio Grilli, ex ministro ora in JP Morgan, e dell’avvocato Sergio Erede. Le interlocuzioni con Bankitalia sono durate circa sei mesi, anche a causa dei rallentamenti dovuti al coronavirus. Solo a fine Aprile, l’istruttoria è arrivata alla BCE dalla quale si attende ora una risposta, entro fine giugno.

Secondo diverse indiscrezioni, Del Vecchio vorrebbe evitare possibili ingressi negli asset storici di MedioBanca e Generali, da parte di imprenditori esteri. Alberto Nagel, manager dell’istituto di credito, non ha ancora pubblicamente commentato la notizia. Tuttavia, è noto che il banchiere difenda fortemente lo status da public company della Banca milanese.

In qualche modo, tutta questa situazione ha contribuito ad aumentare l’interesse per il Trading su Azioni Mediobanca da parte degli investitori. Il titolo è in rialzo costante da metà maggio, anche se i livelli pre pandemia sono ancora lontani. Infatti, la variazione su 1 anno è ancora in negativo 15,3%.

Settore bancario: l’impatto del Covid19 secondo gli esperti

In Italia, l’emergenza coronavirus ha colpito soprattutto le Regioni del Nord, cuore produttivo del Paese. La crisi economica che sta ora prendendo il sopravvento sulla crisi sanitaria sta colpendo principalmente le imprese.

Il Governo italiano ha messo in campo una serie di provvedimenti che, probabilmente, permetteranno alle aziende di riprendersi, ma non di colmare i buchi lasciati dal calo del fatturato. Un effetto domino che include il credito al consumo, i posti di lavoro e il reddito.

E’ quasi scontato che le banche subiscano le conseguenze di questo scenario bellico, con una crescita di crediti non performing e utp nella seconda parte del 2020.

Massimiliano Goffi, portfolio manager di Axactor Italy, ha dichiarato in proposito:

Le modalità con cui queste cessioni possono essere portate a termine sono sostanzialmente confermate nell’utilizzo delle cartolarizzazioni, sia per la cessione di crediti garantiti da beni sottostanti, attraverso l’utilizzo di reoco, che di crediti unsecured, così come, grazie anche alle nuove correzioni normative, per i crediti utp.

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