Due eventi che si prevedono molto tesi, stanno influenzando molto le scelte degli speculatori in borsa.

Le azioni che di solito hanno un andamento chiaro infatti, stanno subendo continui cambi di rotta, preoccupando così gli investitori.

È quindi importante valutare molto bene gli svolgimenti dei rapporti internazionali per capire come muoversi.

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Ancora infuocato l’asse USA-Cina

La prima stuazione calda da tenere sott’occhio è sicuramente quella del Medio Oriente, dove i rapporti tra Stati Uniti e Iran stanno preoccupando tutto il mondo.

Lunedì infatti gli Stati Uniti hanno annunciato lo spiegamento di circa 1.000 soldati in più, citando preoccupazioni su una minaccia proveniente dall’Iran e agitando i nervi sui mercati finanziari già preoccupati dal dilagare delle tensioni commerciali con la Cina.

Dopo alcuni segnali di ripresa di rapporti commerciali tra Trump e il governo cinese, sembra esseri nuovamente raffredata l’idea di un nuova collaborazione.

Il tonfo dei chip

Un altro particolare da tenere in considerazione è sicuramente l’avvertimento sul settore dei chip sul commercio, che hanno influenzato le azioni europee martedì.

Per risolvere i dubbi è in vista un incontro chiave di due giorni della Federal Reserve per cui i trader prevedono che si apra la strada a un taglio dei tassi di interesse.

Il produttore di chip tedesco Siltronic è crollato dell’8% dopo essere stato l’ultimo a mettere in guardia le restrizioni statunitensi sulle esportazioni in Cina, danneggiando il business.

L’amministratore delegato tedesco ha inoltre affermando che le vendite del secondo trimestre sarebbero significativamente inferiori al primo trimestre e probabilmente sarebbero ulteriormente calate in futuro.

Come hanno reagito gli indici?

Anche gli indici europei stanno subendo ripercussioni chiare dalla situazione poco chiara, infatti sono continui gli alti e i bassi delle principali borse europee.

L’indice pan-europeo STOXX 600 è sceso dello 0,17% a 0708 GMT, mentre il FTSE 100 britannico ha sovraperformato con un aumento dello 0,2%.

L’avvertimento sugli utili giunge subito dopo la notizia scioccante del chipmaker statunitense Broadcom, giovedì scorso, secondo cui le emissioni commerciali avrebbero messo a segno 2 miliardi di dollari sulle vendite del 2019.

Segnali di ripresa per i chip

Nonostante il tonfo dei chip, c’è comunque speranza tra gli investitori per un cambio di rotta, che potrebbe quindi riportare le principali borse a una ripresa importante.

Altri due produttori di chip tedeschi, Infineon Technologies e STMicroelectronics, hanno perso rispettivamente il 5,8% e il 2,2%, riducendo il settore tecnologico dello 0,8% in meno.

La mossa di Infineon, tuttavia, è arrivata dopo aver lanciato un aumento di capitale di 1,5 miliardi di euro per contribuire a finanziare l’acquisizione di Cypress Semiconductor

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