I migliori produttori al mondo non sono ancora in grado di produrre chip abbastanza velocemente da soddisfare l’insaziabile domanda del mercato. E ciò si traduce in alcune conseguenze per chi fa trading online, dal momento che tali aziende rientrano nel gruppo dei migliori titoli tecnologici per chi desidera investire in azioni.

La carenza globale di semiconduttori sta causando una bella grana a molte industrie. I chip vengono utilizzati dai produttori di: PC, dispositivi mobili, console di gioco, veicoli, dispositivi di rete e macchine industriali. Tutti si affrettano ad acquistarne abbastanza, nel mezzo della crescente domanda per tutti questi prodotti.

Gli investitori che operano nel gioco in Borsa, nell’intento di evitare un commercio azionario problematico, dovrebbero innanzitutto capire cosa sta succedendo.

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I grandi errori di Intel

Intel (NASDAQ: INTC), il più grande produttore mondiale di CPU per PC e data center, ha sofferto una carenza di chip a partire dal 2018, dopo che il suo travagliato sviluppo di nuovi chip a 10 nm ha influenzato la sua produzione di chip a 14 nm. La società non aveva ancora risolto questa carenza quando è inciampata di nuovo, l’anno scorso, ritardando il lancio dei suoi nuovi chip a 7 nm. I passi falsi di Intel hanno indotto più produttori di PC ad acquistare CPU di AMD (NASDAQ: AMD).

A differenza di Intel, che produce i propri chip internamente, AMD affida la produzione della maggior parte dei suoi chip a Taiwan Semiconductor Manufacturing (NYSE: TSM), la fonderia di chip più avanzata al mondo. Di conseguenza, la crescita e la quota di mercato di AMD hanno esercitato una maggiore pressione sugli stabilimenti di TSMC già prima della pandemia.

Diminuzione dei prezzi dei chip di memoria

Nel frattempo, i prezzi dei chip di memoria sono aumentati vertiginosamente nel 2017 e 2018, ma sono diminuiti nel 2019 e nel 2020 a causa della debolezza della domanda dai mercati dei PC e degli smartphone. In risposta, i principali produttori di chip DRAM e NAND, tra cui Samsung, SK Hynix e Micron Technology, hanno frenato la loro produzione prima della pandemia.

La crisi COVID-19

In breve, il mercato era già traballante quando la pandemia è iniziata lo scorso anno. Tuttavia, la pandemia ha temporaneamente interrotto le spedizioni di semiconduttori poiché la domanda globale di nuovi dispositivi mobili, PC e aggiornamenti dei data center è aumentata in risposta al lavoro a distanza, all’apprendimento online e ad altre tendenze della permanenza a casa.

La maggior parte dei produttori di chip si è ripresa dalle interruzioni iniziali. Anche i produttori di chip di memoria hanno rapidamente aumentato nuovamente la loro produzione in risposta a questa crescente domanda.

Ma il settore dei chip non è ancora riuscito a soddisfare il mercato sui nuovi chip. Le fabbriche di TSMC hanno già registrato un utilizzo superiore al 100% negli ultimi 12 mesi. L’azienda ha pertanto annunciato un investimento di $ 100 miliardi nei prossimi tre anni per espandere le proprie operazioni. Intel ha recentemente avvertito che la carenza globale di chip potrebbe durare altri due anni e richiederebbe investimenti “immensi” per essere risolta.

Venti favorevoli

La domanda globale di chip è stata generalmente ciclica negli ultimi decenni. Tuttavia, la crescita delle nuove tecnologie – inclusi servizi cloud, reti 5G e servizi AI – sta alimentando un “super ciclo” di aggiornamenti dei chip che potrebbe durare molto più a lungo di un ciclo tradizionale.

I dispositivi connessi, come smartphone e automobili, richiedono un numero crescente di chip. Skyworks Solutions, che produce chip wireless per un’ampia gamma di settori, prevede che ogni smartphone 5G utilizzi chip front-end per un valore di $ 25, rispetto ai $ 18 per dispositivi 4G e solo $ 8 per i dispositivi 3G.

Skyworks prevede inoltre che quasi tre quarti di tutte le auto verranno spedite con connettività cellulare entro il 2024. IHS e Deloitte hanno stimato che i costi di tutti i componenti elettronici delle auto hanno rappresentato il 45% dei loro costi nel 2020, rispetto al solo 18% nel 2000. E che il rapporto potrebbe continuare a salire.

Molti produttori di chip si aspettavano che questo superciclo aumentasse significativamente le loro vendite prima della pandemia, ma la crisi ha accelerato molte di queste tendenze interrompendo temporaneamente le spedizioni. Questa pressione farà trascinare ancora la carenza globale.

La guerra tecnologica in corso

La guerra tecnologica tra Stati Uniti e Cina, che si è intensificata sotto il presidente Donald Trump e continua sotto il presidente Joe Biden, è un altro problema urgente. Gli Stati Uniti hanno già imposto sanzioni contro diverse grandi aziende cinesi, tra cui SMIC e Huawei, tra preoccupazioni per la sicurezza nazionale.

Queste sanzioni stanno aggravando la carenza di chip avanzati in Cina, ma stanno anche spronando il governo cinese a investire in modo aggressivo nei suoi produttori di chip nazionali per ridurre la sua dipendenza complessiva dalle tecnologie estere. Il che potrebbe causare, infine, un disaccoppiamento disordinato tra i mercati statunitensi e quelli cinesi.

Altre sfide future

L’amministrazione Biden ha recentemente proposto di spendere 50 miliardi di dollari per rafforzare il settore della produzione di chip in America. Probabilmente, però, la liquidità non risolverà l’attuale carenza di chip.

Questo perché la maggior parte del mercato globale dei semiconduttori fa ancora affidamento su società estere come l’olandese ASML, TSMC di Taiwan e la sudcoreana Samsung, che sono probabilmente più importanti della maggior parte dei produttori di chip americani.

Inoltre, diverse recenti battute d’arresto, tra cui un’interruzione di corrente al TSMC, una pausa di produzione alla Samsung e un incendio al produttore giapponese di chip Renesas, evidenziano la fragilità della catena di fornitura dei semiconduttori e la sua schiacciante dipendenza dai gatekeeper stranieri.

Cosa significa questa carenza per gli investitori?

In questo contesto, agli investitori viene consigliato di acquistare azioni di società essenziali come ASML e TSMC – che trarranno vantaggio dall’elevata domanda per i loro prodotti e servizi – evitando settori affamati di chip come l’industria automobilistica. I trader dovrebbero anche concentrarsi su produttori di chip fabless meglio gestiti come AMD e NVIDIA invece di Intel.

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