Per i traders che scelgono di comprare e investire in Azioni nel Vecchio Continente si apre un nuovo scenario di profonda incertezza. Le Borse europee hanno esteso le perdite per la quarta sessione consecutiva, nella giornata di venerdì. C’è grande preoccupazione sul fatto che la ripresa economica possa svanire poiché i casi di coronavirus continuano a crescere a livello globale.

L’indice paneuropeo STOXX 600 è sceso dello 0,4%, con le aziende energetiche che hanno fatto registrare un ribasso dell’1,4% a causa del calo dei prezzi del petrolio per le preoccupazioni sulla domanda di carburante. Gli altri settori più sensibili al calo sono stati quello delle assicurazioni e il comparto bancario, rispettivamente in ribasso dello 0,8% e dell’1%.

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Borse Europee sotto la lente di ingrandimento degli analisti

Secondo gli esperti, lo STOXX 600 era destinato a subire una piccola perdita settimanale, dato che un precoce rialzo di una ripresa delle azioni cinesi è stato compensato dai timori di ulteriori blocchi delle attività produttive, in particolare negli Stati Uniti, dove sono state segnalate più di 60.500 nuove infezioni COVID-19 nella giornata di ieri.

Tra le singole aziende quotate, si segnala il caso di Dufry, compagnia di viaggi svizzera, il cui Titolo è sceso del 5,3% dopo l’annuncio del taglio del 20/30% del personale, a causa del crollo delle vendite generato dal coronavirus.

Voce fuori dal coro è società tedesca di test genetici Qiagen, cresciuta del 3,1% dopo aver registrato un aumento del 68% degli utili trimestrali, grazie alla forte domanda di prodotti utilizzati nei test per il coronavirus.

La reazione di Piazza Affari

L’FTMIB è riuscito a chiudere la settimana in rialzo dell’1,3%. I dati industriali positivi provenienti da Italia e Francia hanno contribuito a mentenere viva la speranza di una ripresa economica. Tuttavia, come sopra sottolineato, l’aumento dei contagi nel mondo ha frenato i guadagni.

Nel dettaglio, l’Italia ha registrato un aumento della produzione del 42,1% a maggio rispetto al dato del mese precedente. Quasi il doppio di quanto prevedevano gli analisti, con il Ministro dell’economia Gualtieri che si è espresso positivamente per ulteriori guadagni a giugno e luglio.

Sia i dati di produzione che quelli di vendita al dettaglio, a maggio, hanno dimostrato che la riapertura dopo il lockdown è stata abbastanza rapida. Ciò dovrebbe ridurre, in linea di principio, il rischio di un’estrema contrazione del PIL nel secondo trimestre.

Tuttavia, continuano gli esperti, occorre considerare che la maggior parte delle riaperture nel settore manifatturiero sono già avvenute a maggio. I dati di giugno, dunque, avranno spazio limitato per un aumento della produzione.

Buone notizie anche dalla Francia, con l’aumento della produzione nelle fabbriche, nelle miniere e negli impianti di trattamento delle acque francesi.

L’attenzione ora si concentra sulla riunione della Banca centrale europea e sul vertice dell’Unione, durante la prossima settimana. La speranza è che gli Stati membri approvino immediatamente il Recovery Fund da 750 miliardi di euro (851,70 miliardi di dollari). Un ulteriore ritardo potrebbe impedire ad alcuni Stati, tra cui l’Italia, di attuare diverse misure economiche a sostegno delle imprese, dei lavoratori e delle famiglie.

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