In un’audizione congressuale particolarmente attesa, che ha avuto luogo nella giornata di ieri, Repubblicani e Democratici hanno messo sotto accusa i quattro CEO delle quattro più importanti aziende tecnologiche statunitensi e mondiali. Mark Zuckerberg di Facebook Inc., Jeff Bezos di Amazon.com Inc., Sundar Pichai di Google Alphabet Inc e Tim Cook di Apple Inc. – le cui aziende hanno un valore di mercato complessivo di circa $ 5 trilioni di dollari – sono stati accusati di aver paralizzato i piccoli rivali nella loro ricerca di una quota di mercato.

Apri un Conto con i Migliori Broker Regolamentati

Piattaforma: ForexTB

Deposito: 250€

Licenza: Cysec

  • Corsi di trading gratis
  • Indicatori e segnali gratis

⭐⭐⭐⭐⭐

RECENSIONE

*Terms and conditions apply

Piattaforma: eToro

Deposito: 200€

Licenza: Cysec

  • Social/Copy Trading
  • Demo gratis

⭐⭐⭐⭐⭐

RECENSIONE

*Terms and conditions apply

Piattaforma: Iq Option

Deposito: 10€

Licenza: Cysec

  • Piattaforma professionale
  • Demo gratis

⭐⭐⭐⭐⭐

RECENSIONE

*Terms and conditions apply

L’udienza

L’audizione è avvenuta in videoconferenza, a causa del coronavirus. E’ stata la prima volta che i quattro CEO sono comparsi tutti insieme davanti ai legislatori.

Sebbene fosse la prima testimonianza congressuale di Bezos, quello che viene considerato l’uomo più ricco del mondo sembrava il meno spaventato. Cook ha sollevato meno domande di Bezos e le ha gestite in modo efficiente. Zuckerberg ha subito il maggior danno di immagine, inciampando a volte di fronte alle incoerenze delle e-mail interne.

Pichai, CEO di Alphabet e Google, ha ricevuto il massimo fervore dai conservatori della giuria e ha avuto le accuse più gravi, pur ripetendo più volte ai legislatori che sarebbe felice di esaminare varie situazioni e tornare a riferirne.

L’incontro ha scatenato diverse polemiche anche per via di alcuni problemi tecnici. Bezos è sfuggito all’interrogatorio per circa un’ora, per alcune difficoltà di connessione. Ma è stato poi immortalato dallo schermo mentre faceva uno spuntino.

L’audio scadente e le immagini a intermittenza hanno inoltre generato una sere di recensioni negative  sulla configurazione virtuale su Twitter.

Le accuse

Entrando nel dettaglio delle accuse, Google è stata principalmente incolpata di aver rubato recensioni da Yelp Inc. A Facebook, invece, è stato contestato l’acquisto di Instagram, visto come un tentativo di bloccare una minaccia, piuttosto che come strategia espansionistica volta anche a migliore i servizi offerti dalla società.

Ad Amazon è stato chiesto di fornire maggiore dettagli sull’utilizzo dei dati di venditori terzi. In particolare, da alcune indagini è emerso che la compagnia di Bezos avrebbe utilizzato i suddetti dati per ottimizzare le proprie decisioni di vendita.

Infine, ad Apple è stata contestata la politica di commissioni utilizzata per gli sviluppatori. Secondo il congresso, le commissioni più alte dell’Apple Store farebbero convergere i migliori sviluppatori tutti sulla piattaforma di Cupertino.

I quattro colossi della Big Tech hanno respinto ogni accusa, difendendo il proprio operato a 360°. Nel frattempo, i titoli azionari delle compagnie corrono in Borsa.

Chi ha scelto di comprare Azioni Apple un anno fa ha un ritorno, oggi, di oltre l’80%. La quotazione dell’azienda continua a realizzare sul mercato un record dopo l’altro.

Per i trader che invece hanno scelto di investire su Azioni Amazon, il ritorno attuale, su un anno, è di circa il 60%. Anche il Titolo del venditore online viaggia molto vicino ai massimi storici, dopo aver superato una resistenza dopo l’altra negli ultimi mesi.

Più modesta la crescita di Google e Facebook, che comunque viaggiano in positivo, nonostante la crisi del mercato generata dal coronavirus. Secondo gli analisti, le recenti accuse alla Big Tech non andranno ad interferire sui risultati finanziari ottenuti fino ad ora dai quattro colossi.

 

Altri articoli dello stesso autore: