Secondo le ultime notizie, sulle orme di PayPal, anche VISA e Mastercard si preparano a lasciare Libra, il progetto della moneta virtuale promossa da Facebook. Pare che, delle 30 società, già tre dei colossi dei pagamenti finanziari  fanno dietro front, e il 14 ottobre, alla riunione che si terrà a Ginevra  si saprà quali attori finanziari e università parteciperanno al progetto, approvando lo statuto della Libra Association e nominando il board of directors.

Pronti a cavalcare l’onda del possibile successo di un nuovo strumento di pagamento globale, sono STRIPE e PayU, e altri circuiti di carte di credito di pagamenti online mentre non figurano nessuna delle grandi banche internazionali. Il tesoro americano ha inviato lettere a Visa, Mastercard e Paypal e Stripe, al fine di avere chiarimenti sul rispetto delle regole antiriciclaggio, suscitando dubbi e facendo riconsiderare il loro coinvolgimento con Libra.

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Motivazioni umanitarie del progetto Libra

L’ambizione del progetto è di configurare il sistema finanziario planetario, fornire servizi nei paesi in via di sviluppo privi di conto corrente, facendo risparmiare ai migranti parte delle spese di commissione sulle rimesse globali. Ma, l’ipotesi di una valuta globale gestita da privati, ha catalizzato sin da subito ferme opposizioni. Anche la Commissione europea ha chiesto una serie di chiarificazioni, che riguardano l’impatto sulla stabilità del sistema, il riciclaggio del denaro e la privacy dei dati.

Facebook ha annunciato l’intenzione di lanciare la criptovaluta digitale Libra nel giugno 2020 ma già perde pezzi ancor prima di partire.

 Il ministro delle finanze francesi, Bruno Le Maire, pur sollecitando un progetto simile di valuta digitale, ha ostacolato Libra sulla sua scia. Anche il governatore della Banca inglese Mark Carney, ha proposto una supervaluta digitale per contrastare l’egemonia del dollaro.

È ormai risaputo che diverse banche studiano da anni sistemi per digitalizzare la valuta monetaria. Anche la Cina è in corsa per questo progetto globale. PayPal ha dichiarato di voler interrompere qualunque forma di partecipazione nel gruppo con sede in Svizzera. La società si occupa di pagamenti digitali in tutto il mondo è recentemente ha firmato un importante accordo sul suolo cinese. Una bella batosta di non per il progetto di Facebook. Queste news hanno sollecitato notevolmente il coloro i quali scelgono di investire in criptovalute quotidianamente.

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