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Azioni Pfizer (PFE): prezzo, grafico e ultime notizie

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Profilo e analisi

Le aree di business per fatturato sono: farmaceutica umana (91,8%), veterinaria (5,4%) e attività secondarie varie (2,8%). Le aree servite dalla Pfizer, Inc. sono gli USA (43,5%), Europa (29,1%), Asia (16%) e altri continenti, principalmente Africa, (11,4%). Nel 2009 la compagnia viene classificata, dalla rivista Fortune, 46° al mondo per fatturato mentre la IMS Health Midas la considera la prima azienda al mondo nel settore farmaceutico, con un fatturato di 57,024 miliardi di dollari. Nel 2010 la Pfizer, Inc. acquisisce la King Pharmaceuticals per 3,6 miliardi di dollari. La politica di tagli del personale si lega ai numerosi scandali che vedono la Pfizer, Inc. sotto indagine agli inizi del primo decennio del nuovo millennio. La compagnia si risolleva a fatica attraverso un programma di riorganizzazione aziendale. Il titolo Pfizer, Inc. ha attualmente superato le fasi critiche dei primi anni del 2010, riconquistando solide quotazioni di mercato.

La società negli ultimi 20 anni è stata protagonista di numerose novità lanciate nel mercato dei medicinali. Appena dopo la fusione con Warner Lambert, il colosso americano, Pfizer lanciò un medicinale chiamato Vfend, contro le infezioni da funghi e Relpax come trattamento per l’emicrania. Questo inizio ha subito attirato gli investitori che hanno chiesto più volte di poter acquistare quote societaria, ma inizialmente è stato sempre rifiutato. Negli anni successivi la società si è contraddistinta per la sua ricerca contro il cancro, che ha portato numerose informazioni utili per le chemioterapie. Attualmente la casa farmaceutica si sta impegnando con tutte le forza per capire come sconfiggere definitivamente il Covid19.

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Fare trading sulle azioni Pfizer, Inc. si presenta come la scelta ideale per investitori in cerca di un titolo di fiducia, sul quale fare affidamento per investimenti pianificati sul lungo termine.

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Comprare azioni Pfizer: cosa analizzare per conoscere l’azienda?

I trader che hanno intenzione di comprare Azioni Pfizer devono rivolgere la propria attenzione a tutto ciò che riguarda l’azienda, ma in particolare ai seguenti ambiti:

  1. Il modello di business dell’azienda;
  2. Profitti e perdite presenti negli ultimi bilanci aziendali;
  3. Studio dei competitor dello stesso settore;
  4. Le persone chiave collegate all’azienda (i c-level);
  5. Il sentiment dei lavoratori dell’azienda;
  6. Livello di indebitamento dell’azienda;
  7. La RoadMap societaria.

Nei seguenti paragrafi ci soffermeremo su ognuno di questi aspetti, cercando di capire la solidità attuale e le previsioni future sul business della compagnia statunitense.

Pfizer: modello di business

Il business model di Pfizer poggia sullo sviluppo, sulla produzione e sulla vendita di un’ampia gamma di prodotti biofarmaceutici. Tutti i prodotti della società vengono ottenuti attraverso processi biotecnologici. L’azienda opera sia nei mercati sviluppati che in quelli emergenti, e ha attuato, da diversi anni, una solida strategia di collaborazioni per lo sviluppo di particolari terapie o medicinali. Naturalmente, è nota a tutto il mondo la partnership con BioNTech per la produzione del vaccino anti covid19.

Il modello di business di Pfizer ha inevitabilmente subito alcune modifiche proprio per la partecipazione dell’azienda alla corsa al vaccino. Ma soprattutto dopo il successo di questa operazione. In sostanza, ora la compagnia ha un enorme patrimonio da destinare a tutti gli altri progetti. Nel dettaglio, l’azienda Pfizer investe tantissimo sulla sperimentazione, in particolare nei segmenti infettivologia e Oncologia. Ma il brand è leader anche nel campo delle malattie rare, con diversi studi in atto per più di una patologia.

Occorre ricordare che le aziende farmaceutiche, per legge, non possono vendere direttamente i farmaci ai pazienti. Tali società, pertanto, utilizzano strumenti di marketing diretto e indiretto per “creare il bisogno” e costruire il proprio marchio. La leadership di Pfizer è indiscussa anche per questo aspetto. Uno dei metodi indiretti utilizzati dalla società statunitense si basa sul marketing legato alla consapevolezza. Ciò significa rendere consapevoli i consumatori che alcuni sintomi si riferiscono ad una patologia spesso sottovalutata e che Pfizer ha un farmaco che è la soluzione.

Profitti e perdite di Pfizer

Come azienda farmaceutica, Pfizer ha diversi costi da gestire. Innanzitutto, i costi di ricerca e di sviluppo. L’azienda sostiene una spesa importante anche per quanto riguarda la produzione, la distribuzione e i canali di marketing e vendita.

I 3 principali segmenti di business che generano ricavi per Pfizer, invece, sono:

  • Global Innovative Pharmaceutical (GIP)
  • Global Vaccines, Oncology and Consumer Healthcare (GVOC)
  • Global Established Pharmaceuticals (GEP).

Alla fine del 2021, la società ha toccato i suoi massimi storici in Borsa, in parallelo al rilascio di un bilancio straordinario che permetterà al business di porre le basi per il mantenimento di una tale crescita anche nel futuro. La compagnia, grazie al boom del suo vaccino covid, ha iniziato anche a pagare i dividendi ai suoi investitori, con un rendimento di oltre il 3%.

Pfizer: chi sono i competitor del settore?

I competitor di Pfizer sono numerosi, ma solo alcuni possono davvero minare la leadership dell’azienda di New York. Tra questi segnaliamo: Roche Holding, Eli Lilly and Co., AbbVie Inc., Novartis e Merck. Parliamo di cinque giganti farmaceutici che possono contrastare l’ascesa di Pfizer, pur non operando allo stesso livello della compagnia in ambito covid. In particolare, Roche, che è una holding svizzera, va a competere con Pfizer soprattutto nel segmento dell’oncologia. Non a caso, uno dei farmaci più venduti di Roche è Avastin, utilizzato per diversi tipi di cancro.

Vale la pena spendere due parole anche su Novartis, anch’essa svizzera. In questo caso, il duello con Pfizer è soprattutto nella ricerca. Anche Novartis si occupa di segmenti come oncologia e malattie cardiovascolari, ma soprattutto di immunologia. Il suo farmaco più venduto attualmente, infatti, è Cosentyx, un anticorpo monoclonale iniettabile.

In patria, Pfizer deve vedersela principalmente con Merck, che si contraddistingue per la sua leadership nel campo della medicina animale. I due big statunitensi sono particolarmente attivi nel campo dell’oncologia. Tra i farmaci più venduti di Merck, infatti, c’è Keytruda, particolarmente utilizzato per il cancro cervicale, ma anche per altri tipi di cancro.

Pfizer: le figure chiave

Tramite il passato professionale e formativo di chi dirige l’azienda è possibile capire la strategia di business della società. Il CEO di Pfizer è Albert Bourla, un veterinario greco-americano.
Bourla è cresciuto a Thessaloniki, dove ha conseguito un dottorato in biotecnologia della riproduzione presso l’Università Aristotele.
Entrato in Pfizer nel 1993, è stato inizialmente assunto come veterinario e direttore tecnico del settore per la salute degli animali della società. Dopodiché ha avuto modo di ricoprire il ruolo di presidente del dipartimento per la salute degli animali in Europa, Africa e Asia.
Dal 2010 al 2013, Albert Bourla ha preso il posto di presidente e direttore generale del dipartimento prodotti di Pfizer, dove è riuscito a promuovere dei farmaci che avevano da poco perso l’esclusività dei brevetti.
A partire dal 2014, ha prima coperto il ruolo di presidente nel dipartimento di Pfizer attivo nel settore dei vaccini e di oncologia, e successivamente il ruolo di presidente del gruppo Pfizer Innovative Health.
Bourla è diventato amministratore delegato di Pfizer nel 2018, succedendo a Ian Read, il suo mentore.
Nel 2020 è stato classificato come miglior CEO americano nel settore farmaceutico da Institutional Investor.

Il sentiment dei lavoratori dell’azienda Pfizer

La compagnia statunitense non si è fatta notare, nel corso degli anni, per una politica mirata al benessere dei dipendenti. Addirittura, dopo il successo del vaccino covid, la società ha avviato un licenziamento collettivo. Tutto ciò appare piuttosto in contrasto con la sostenibilità sociale in cui si è fortemente impegnata l’azienda. Molto probabilmente, le recenti scelte della direzione del personale sono legate ad un rinnovamento generale del comparto produttivo. Le esigenze di maggiori tecnologie per la produzione e il trasporto del vaccino hanno forse minato la stabilità dell’operato umano.

Al momento, la società non si è ancora esposta pubblicamente per spiegare le sue decisioni. Dal punto di vista degli investimenti, per ora la questione non sembra aver influito sull’andamento del titolo.

Livello di indebitamento di Pfizer

Per investire 200 euro su Pfizer, i trader devono necessariamente valutare il livello di indebitamento dell’azienda. Negli ultimi cinque anni, questo livello è rimasto pressoché costante, attorno al 60%. E sorprendentemente, i più grandi ricavi la società non li ottiene dal comparto vaccini, nemmeno quando si è trattato del siero per il covid19. Ad ogni modo, il bilancio della compagnia è particolarmente solido, il che porta gli analisti a consigliare il Titolo Pfizer tra i più adatti per un investimento a lungo termine poco rischioso.

La RoadMap societaria

Nel 2023 Pfizer desidera lanciare nel mercato 10 nuovi trattamenti, dei quali 5 sono vaccini. Tra il 2026 e il 2029, invece, Pfizer prevede di perdere la protezione brevettuale su prodotti dal valore che va dai 17 ai 20 miliardi di dollari. Per compensare questi cali, Pfizer mira a portare un guadagno aggiuntivo di 25 miliardi entro il 2030 tramite accordi esterni con altre società.