L’S&P 500 registra un calo dello 0,2% venerdì 18 settembre, mentre risalgono i rendimenti dei titoli di Stato americani. Nell’aggiornamento CNBC delle 10:10 di New York, le 16:10 in Italia, il Dow Jones perde lo 0,5% e il Nasdaq Composite si muove intorno alla parità. Il Treasury decennale torna vicino al 5%. La seduta è ancora in corso: anche il bilancio della settimana resta provvisorio.
Il decennale americano riporta i tassi al centro della seduta
Secondo il resoconto CNBC, il rendimento del Treasury a dieci anni sale al 4,996%, con un incremento superiore a quattro punti base. Il nuovo movimento riporta l’attenzione sul mercato obbligazionario dopo il recupero delle azioni nella giornata precedente.
Un rendimento più elevato può pesare sulle valutazioni azionarie perché aumenta il tasso utilizzato per riportare al presente gli utili futuri. Può inoltre rendere più competitivo il rendimento delle obbligazioni rispetto alle azioni. Si tratta di meccanismi generali: non consentono, da soli, di attribuire ogni oscillazione degli indici a un’unica causa.
La politica monetaria resta un riferimento concreto. Il comunicato ufficiale della Federal Reserve del 16 settembre conferma un aumento di un quarto di punto percentuale, che porta la fascia obiettivo dei federal funds al 3,75–4%. La decisione è stata unanime e la banca centrale ha indicato un’inflazione ancora elevata. Il livello del Treasury decennale, tuttavia, è determinato dal mercato e non coincide con il tasso fissato dalla Fed.
Il recupero di giovedì non basta a S&P 500 e Dow Jones
Nella fotografia intraday di CNBC, l’S&P 500 accumula una perdita settimanale dello 0,5%, mentre il Dow Jones arretra del 2%. Quest’ultimo si avvia verso la terza settimana consecutiva negativa. Il Nasdaq Composite conserva invece un progresso settimanale dello 0,3%, mostrando una maggiore tenuta relativa.
Il confronto arriva dopo una seduta positiva giovedì: l’S&P 500 aveva guadagnato l’1,1%, il Nasdaq l’1,7% e il Dow lo 0,6%. Il rimbalzo aveva seguito le vendite di mercoledì, giorno della decisione della Fed. La sequenza mostra un mercato capace di recuperare, ma ancora sensibile alle variazioni dei rendimenti.
È essenziale separare questi dati: i rialzi di giovedì sono risultati di chiusura, mentre le variazioni di venerdì e quelle settimanali sono rilevazioni a mercati aperti. Non permettono ancora di descrivere il risultato definitivo della settimana.
Utili e costo del denaro restano le due variabili da confrontare
La diversa tenuta degli indici richiama il confronto fra prospettive degli utili e costo del capitale. Nel resoconto CNBC, alcuni commentatori collegano il recupero dei titoli tecnologici alle aspettative sugli investimenti nell’intelligenza artificiale. È una lettura del mercato, non una garanzia che la crescita dei profitti compensi qualsiasi aumento dei tassi.
Per valutare la prosecuzione della seduta serviranno nuove rilevazioni dei rendimenti e degli indici. Un decennale vicino al 5% costituisce un riferimento osservabile, ma non una soglia che imponga automaticamente vendite o acquisti. Anche il bilancio settimanale richiederà i prezzi di chiusura di venerdì: fino ad allora, la debolezza di S&P 500 e Dow e la tenuta del Nasdaq descrivono soltanto il quadro disponibile alle 16:10 italiane.






