Volkswagen Group ha consegnato 6.011.000 veicoli nei primi nove mesi del 2026, il 9% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. In Europa, però, le auto interamente elettriche rappresentano circa il 40% del portafoglio ordini, contro il 20% delle consegne già effettuate nella regione. È questa la distanza tra domanda futura e vendite realizzate che emerge dal comunicato sulle consegne pubblicato dal gruppo il 12 ottobre.
Il dato riguarda l’intero gruppo Volkswagen, comprese le diverse marche e i veicoli commerciali: non soltanto il marchio Volkswagen. Il totale mondiale scende da 6.604.300 unità del gennaio-settembre 2025. Nel terzo trimestre la flessione è più marcata: 1.885.300 veicoli, il 14,3% in meno su base annua.
La Cina pesa quasi quanto l’intero calo mondiale
In Cina le consegne sono passate da 1.974.000 a 1.378.800 veicoli nei nove mesi, con una diminuzione del 30,2%. Nel solo trimestre luglio-settembre il calo raggiunge il 38,5%.
Un calcolo sui valori pubblicati chiarisce il peso della regione: Volkswagen ha perso 595.200 consegne in Cina, mentre la contrazione mondiale è di 593.300 unità. Al netto della Cina, il saldo delle altre aree è quindi leggermente positivo, per 1.900 veicoli. È un confronto tra volumi aggregati, non una misura dei ricavi o della redditività: mostra quanto la debolezza cinese condizioni il risultato complessivo.
L’Europa cresce dell’1,7%, a 2.956.000 veicoli, mentre il Sud America avanza del 4,3%, a 502.500. In Nord America le consegne diminuiscono del 4%, a 680.200; negli Stati Uniti la flessione è del 7,8%. Questi andamenti si compensano quasi completamente fuori dalla Cina.
Il 40% riguarda il portafoglio ordini, non le consegne
Le elettriche a batteria, indicate come BEV, costituiscono circa quattro auto su dieci nel portafoglio ordini europeo. Non significa che il 40% delle auto consegnate in Europa sia già elettrico: nei primi nove mesi questa quota è circa il 20%, rispetto al 18% dell’anno precedente.
Il portafoglio ordini BEV europeo è raddoppiato rispetto a fine 2025, mentre quello complessivo è cresciuto di circa l’11%. La raccolta di nuovi ordini elettrici nel terzo trimestre è aumentata di oltre il 60% su base annua; per tutte le motorizzazioni, la raccolta dei primi nove mesi è salita del 4%.
Il gruppo segnala quasi 150.000 ordini per la Electric Urban Car Family, che comprende Volkswagen ID. Polo e ID. Cross, Škoda Epiq e CUPRA Raval. Martin Sander, responsabile vendite nel comitato esecutivo allargato, attribuisce l’accelerazione europea agli elevati prezzi dei carburanti e a un’offerta più ampia di modelli d’ingresso. Si tratta della spiegazione fornita dal management.
Per leggere il 40% occorre dunque separare tre indicatori: il portafoglio fotografa gli ordini ancora da evadere, la raccolta misura quelli acquisiti in un periodo e le consegne contano i veicoli già arrivati ai clienti. Il confronto segnala un possibile aumento del peso dell’elettrico nelle consegne successive, ma non ne garantisce tempi, conversione integrale o margini.
Elettrico europeo in crescita, totale mondiale in discesa
Le consegne BEV globali sono state 678.700, in diminuzione del 5,4% rispetto alle 717.700 del gennaio-settembre 2025. In Europa, invece, sono cresciute del 12,1%, a 586.100, con un’accelerazione del 19,6% nel terzo trimestre.
La divergenza è netta: negli Stati Uniti le BEV del gruppo scendono del 78,4%, a 14.900, e in Cina del 42,5%, a 48.900. Il gruppo richiama per il mercato statunitense la fine dei programmi di incentivi e la pressione dei dazi. Sui dati comunicati, circa l’86,4% delle consegne elettriche mondiali di Volkswagen si concentra in Europa: 586.100 diviso 678.700.
Non va confuso il calo delle BEV cinesi con l’aumento di circa il 30% delle consegne di veicoli elettrificati in Cina nel terzo trimestre. Quest’ultimo indicatore comprende anche ibridi plug-in e modelli con estensore di autonomia. A livello mondiale, queste due categorie hanno raggiunto insieme 368.000 consegne nei nove mesi, circa il 23% in più su base annua.
Cosa dicono i numeri agli investitori
Il rapporto mette in evidenza due elementi da seguire: la trasformazione degli ordini elettrici europei in consegne effettive e l’andamento dei volumi in Cina. Il primo può modificare il mix dei prodotti; il secondo resta determinante per la scala commerciale del gruppo.
Il comunicato fornisce quantità di veicoli, non prezzi medi, profitti o flussi di cassa. Per valutare se l’accelerazione elettrica compensa anche economicamente il calo delle altre consegne serviranno i risultati finanziari: un portafoglio più ricco di BEV, da solo, non dimostra un miglioramento dei margini.







