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Roche, enicepatide riduce HbA1c e peso nello studio di fase II

Alla dose di 24 mg, enicepatide riduce l’HbA1c di 2,65 punti e il peso del 15,5% in 48 settimane. Roche prepara la fase III.
Penna iniettabile senza marchio in un laboratorio mentre una ricercatrice analizza dati metabolici
In sintesi
  • Lo studio di fase II ha raggiunto gli endpoint primari su controllo glicemico e peso corporeo.
  • Alla dose di 24 mg, il 90% dei partecipanti ha raggiunto un’HbA1c pari o inferiore al 6,5%.
  • I dati sono una sintesi iniziale dello sponsor e richiedono conferma in studi di fase III più ampi.

Roche ha comunicato risultati positivi di fase II per enicepatide, agonista sperimentale dei recettori GLP-1 e GIP somministrato una volta alla settimana. Alla dose massima di 24 mg, dopo 48 settimane il farmaco ha ridotto in media l’emoglobina glicata di 2,65 punti percentuali e il peso corporeo del 15,5% negli adulti con diabete di tipo 2 e sovrappeso o obesità. Lo studio ha raggiunto entrambi gli endpoint primari, ma i dati sono ancora preliminari e dovranno essere confermati in fase III.

L’HbA1c scende dal valore medio iniziale dell’8,1%

CT-388-104 è uno studio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo che ha coinvolto 447 adulti. Gli endpoint principali misuravano la variazione dell’HbA1c e del peso corporeo alla settimana 48.

Nel gruppo trattato con 24 mg, l’HbA1c media è diminuita di 2,65 punti partendo dall’8,1%. Il dato conta perché l’HbA1c riassume l’andamento della glicemia nei due o tre mesi precedenti e viene usata sia per la diagnosi sia per monitorare il controllo del diabete.

Tra i partecipanti che all’inizio avevano un controllo glicemico particolarmente scarso, con HbA1c superiore all’8,5%, la riduzione media è stata di 4,13 punti. Il comunicato non fornisce però in questa fase il dettaglio completo per ogni dose e per il placebo, necessario per valutare con precisione la dimensione relativa dell’effetto.

Il 90% raggiunge il target glicemico alla dose massima

Alla settimana 48, il 90% dei partecipanti nel braccio da 24 mg aveva raggiunto un’HbA1c pari o inferiore al 6,5%, mentre il 62% era sceso sotto il 5,7%, soglia indicata come normoglicemia.

Queste percentuali descrivono l’esito osservato nel campione dello studio. Non significano che il farmaco abbia eliminato definitivamente il diabete né permettono di prevedere la risposta di ogni paziente. Enicepatide resta un prodotto sperimentale e non è ancora approvato per l’uso clinico.

Il peso cala del 15,5% senza un plateau evidente

Alla dose più alta, la perdita di peso media è stata del 15,5% dopo 48 settimane. Secondo Roche, la curva non aveva ancora raggiunto un plateau, cioè non mostrava una stabilizzazione evidente dell’effetto alla fine del periodo osservato.

Il risultato sostiene lo sviluppo del farmaco anche nella gestione cronica del peso, ma non costituisce un confronto diretto con altre terapie incretiniche. Differenze nella popolazione, nel disegno dello studio, nelle dosi e nella durata rendono improprio confrontare percentuali provenienti da sperimentazioni separate.

Gli eventi più comuni sono stati gastrointestinali

Roche ha definito il profilo di sicurezza coerente con quello della classe delle incretine. Gli eventi avversi più frequenti sono stati disturbi gastrointestinali prevalentemente lievi o moderati. Le interruzioni dovute a eventi avversi hanno riguardato il 2% dei pazienti trattati con enicepatide e nessun partecipante nel gruppo placebo.

Il comunicato segnala che non sono emersi nuovi problemi di sicurezza. Questa valutazione resta limitata dalla dimensione e dalla durata di una fase II: eventi rari e rischi di lungo periodo richiedono studi più ampi e un’analisi completa dei dati.

Roche prepara la fase III sul controllo glicemico

Enicepatide, inizialmente identificata come CT-388, è progettata per attivare contemporaneamente i recettori GLP-1 e GIP, coinvolti nella regolazione dell’appetito e della glicemia. Roche ha già avviato ENITH-1 ed ENITH-2 per la gestione cronica del peso.

Il gruppo prevede inoltre di iniziare nella prima metà del 2027 un programma di fase III sul controllo glicemico e studi sugli esiti cardiovascolari. Per l’azienda, il candidato amplia il portafoglio cardiometabolico in un mercato molto competitivo; per gli investitori, il valore dipenderà dalla capacità di replicare l’efficacia in popolazioni più numerose e di mantenere un profilo di sicurezza favorevole.

I dati completi saranno il prossimo test

I risultati diffusi sono “topline”, una sintesi iniziale preparata dallo sponsor. Mancano ancora la pubblicazione completa, le analisi statistiche dettagliate e una valutazione indipendente in sede scientifica.

I fatti disponibili indicano che lo studio ha centrato i due obiettivi principali e che l’effetto è aumentato con la dose. L’interpretazione più prudente è che enicepatide abbia fornito un segnale clinico rilevante, sufficiente per sostenere la fase III, senza dimostrare ancora un vantaggio definitivo rispetto alle terapie già disponibili.

Andamento recente di Roche

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Il grafico verrà caricato quando i dati saranno disponibili.

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