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Roche, la FDA accetta fenebrutinib: esame prioritario per due forme di sclerosi multipla

La domanda riguarda le forme recidivanti e primariamente progressive. Per Roche è un passo regolatorio: approvazione e impatto sui ricavi restano da definire.
Illustrazione di un modello di cervello in un laboratorio di ricerca neurologica
In sintesi
  • La FDA ha accettato la domanda di fenebrutinib con esame prioritario per due forme di sclerosi multipla.
  • Il dossier comprende tre studi di fase III; la non inferiorità rispetto a Ocrevus non equivale a superiorità.
  • Autorizzazione, tempi di lancio e contributo economico restano da definire.

Roche avanza nell’iter statunitense di fenebrutinib. Il 30 settembre il gruppo svizzero ha annunciato che la Food and Drug Administration ha accettato la domanda di autorizzazione del farmaco sperimentale, assegnandole un esame prioritario per la sclerosi multipla recidivante e quella primariamente progressiva. Secondo la società, è il primo inibitore della tirosin-chinasi di Bruton, o BTK, a raggiungere questa fase per entrambe le forme della malattia.

L’esame prioritario apre una fase distinta dall’approvazione

L’accettazione permette alla FDA di valutare il dossier. Non autorizza ancora la commercializzazione e non garantisce un esito favorevole. Il comunicato non indica una data per la decisione: sarebbe quindi prematuro tradurre il passo regolatorio in una scadenza di lancio o in ricavi attesi.

Fenebrutinib è una terapia orale progettata per attraversare la barriera emato-encefalica. Il suo bersaglio coinvolge cellule immunitarie associate sia all’infiammazione che provoca le ricadute sia ai processi nel sistema nervoso centrale collegati alla progressione della disabilità. L’obiettivo è ampliare le opzioni terapeutiche oltre la sola gestione degli episodi acuti.

Tre studi sostengono il dossier, con confronti diversi

La domanda si basa su FENhance 1 e FENhance 2, nelle forme recidivanti, e su FENtrepid, nella forma primariamente progressiva. Nei primi due studi Roche ha riportato una riduzione del tasso annualizzato di ricadute rispettivamente del 51,1% e del 58,5% rispetto a teriflunomide nell’arco di 96 settimane. Sono riduzioni relative rispetto al trattamento di confronto, non percentuali di pazienti guariti.

FENtrepid ha invece raggiunto l’obiettivo primario di non inferiorità rispetto a Ocrevus, il trattamento Roche già autorizzato per la forma primariamente progressiva. La riduzione numerica del rischio di progressione della disabilità è stata del 12%, con un rapporto di rischio di 0,88 e un intervallo di confidenza al 95% compreso tra 0,75 e 1,03. Poiché l’intervallo comprende 1, questa stima non dimostra una superiorità statistica sul parametro primario.

La sicurezza resta parte centrale della valutazione

Il comunicato segnala eventi avversi gravi nel 9% dei partecipanti di entrambi i gruppi in FENhance 1; in FENhance 2 le percentuali sono state 11% con fenebrutinib e 6% con teriflunomide. In FENtrepid erano circa il 19% in entrambi i gruppi. Roche riferisce inoltre aumenti degli enzimi epatici più frequenti rispetto a Ocrevus e uno squilibrio nei decessi riportati nei tre studi, avvenuti in momenti diversi e per cause differenti. L’accettazione del dossier non risolve questi aspetti della valutazione beneficio-rischio.

Per Roche conta l’estensione dell’offerta neurologica

Il confronto con l’annuncio di febbraio chiarisce il progresso: allora Roche pianificava la presentazione del dossier dopo l’ultimo studio nelle forme recidivanti; ora la domanda è entrata nell’esame FDA. Il valore industriale potenziale consiste nell’affiancare a Ocrevus un’opzione orale per entrambe le indicazioni. Questa è una prospettiva condizionata all’approvazione: il comunicato non quantifica prezzi, vendite incrementali o possibili trasferimenti di pazienti fra i trattamenti del gruppo.

Andamento recente di Roche

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