Novo Nordisk sta valutando possibili acquisizioni per rafforzare la pipeline mentre aumenta la concorrenza nei trattamenti contro obesità e diabete. L’amministratore delegato Mike Doustdar ha spiegato a CNBC che il gruppo è interessato a operazioni capaci di colmare aree nelle quali altre società abbiano sviluppato farmaci migliori o più avanzati rispetto ai programmi interni.
La dichiarazione apre alla crescita esterna, ma non equivale all’annuncio di una transazione. Doustdar non ha indicato società, molecole, valore degli investimenti o calendario. Per gli investitori, il punto riguarda l’allocazione futura del capitale e la capacità di ampliare il portafoglio oltre i prodotti basati su semaglutide.
Acquisizioni mirate per colmare le lacune della ricerca
L’approccio descritto dal CEO appare selettivo. Novo intende individuare le lacune della pipeline e valutare se un’acquisizione possa offrire una soluzione più efficace dello sviluppo interno, concentrandosi su tecnologie, meccanismi d’azione o farmaci già avanzati.
Il contesto competitivo è diventato più impegnativo. Novo rimane uno dei principali protagonisti nel mercato GLP-1 con Ozempic e Wegovy, ma deve confrontarsi con Eli Lilly e con numerosi programmi sperimentali. Acquisire un’attività clinica promettente può accorciare i tempi di sviluppo, ma introduce rischi legati al prezzo, all’integrazione e alla possibilità che gli studi non confermino le attese.
Gli obiettivi della pipeline alzano la posta
L’apertura all’M&A arriva dopo il Capital Markets Day. Novo punta a lanciare più di cinque prodotti con potenziale da multi-blockbuster entro il 2030 e stima oltre 150 miliardi di corone danesi di vendite corrette per il rischio generate dalla pipeline nel 2035. Prevede inoltre almeno cinque programmi di fase 3 nell’obesità e nel diabete e almeno altri cinque nelle restanti aree terapeutiche.
Questi traguardi spiegano perché le acquisizioni possano affiancare la ricerca interna. L’M&A potrebbe aggiungere candidati già validati o nuove piattaforme e ridurre la dipendenza da pochi marchi. Gli obiettivi societari restano però aspirazioni strategiche, non previsioni finanziarie garantite.
CagriSema mostra progressi, ma non elimina il bisogno di diversificare
La pipeline interna continua intanto a produrre risultati. Nei dati di fase 3 presentati il 21 settembre, CagriSema ha ottenuto una riduzione media del peso del 12,4% contro il 9,1% di tirzepatide 5 mg nello studio REIMAGINE 5 su persone con diabete di tipo 2. La riduzione dell’emoglobina glicata è risultata non inferiore: 1,71% contro 1,67%. Nello studio REDEFINE 9, condotto su persone con sovrappeso o obesità, la perdita di peso ha raggiunto il 21,0% rispetto al 2,0% del placebo.
Il confronto richiede cautela: REIMAGINE 5 ha utilizzato una specifica dose di tirzepatide e non dimostra superiorità rispetto a tutte le dosi o popolazioni. CagriSema resta sperimentale. Novo ha presentato la domanda alla Food and Drug Administration nel dicembre 2025 e prevede una decisione nel quarto trimestre 2026.
Cosa cambia per il titolo Novo Nordisk
La dichiarazione del CEO amplia le opzioni strategiche del gruppo, ma non consente ancora di calcolare un impatto su ricavi, utili o debito. Un’eventuale acquisizione andrà valutata sulla qualità dell’attività comprata, sulla fase clinica, sul prezzo e sulla compatibilità con la pipeline. Il segnale concreto è la volontà di difendere la posizione nell’obesità e nel diabete diversificando la ricerca. Per gli investitori conteranno disciplina finanziaria e capacità di trasformare eventuali accordi in farmaci approvati.







