Le azioni Palantir hanno un nuovo punto di riferimento: i risultati del terzo trimestre 2026, pubblicati il 2 novembre, mostrano ricavi in crescita del 96% a 2,313 miliardi di dollari. La domanda commerciale americana supera per la prima volta il fatturato governativo statunitense. Per capire quanto valgano questi progressi per l’azionista, però, occorre seguire anche i costi della crescita, la cassa e la capacità dei nuovi contratti di alimentare le vendite future.
Il comunicato con i prospetti finanziari depositato alla SEC consente di separare tre piani: i risultati già realizzati a settembre, le rettifiche usate dalla società e le previsioni per la fine dell’anno. È il passaggio dai quesiti della nostra analisi prima delle trimestrali Palantir alle risposte effettivamente disponibili.
Il sorpasso commerciale cambia la composizione dei ricavi
Le attività commerciali USA hanno prodotto 984 milioni di dollari, con un aumento annuo del 148%, contro 953 milioni delle attività governative americane. Il sorpasso è significativo perché mostra quanto il software stia entrando nei processi delle imprese private, oltre alla tradizionale domanda pubblica.
Secondo il nostro calcolo sui valori arrotondati comunicati, il comparto commerciale statunitense rappresenta circa il 42,5% del fatturato complessivo. Sommando attività commerciali e governative USA si arriva a circa l’83,7% delle vendite. L’espansione della clientela privata si accompagna quindi a una forte concentrazione geografica: diversificare per tipo di cliente e diversificare per Paese sono due risultati distinti.
Per l’investitore questo significa seguire la continuità dei progetti aziendali, i rinnovi e l’estensione delle piattaforme ai diversi reparti. Un’applicazione iniziale può aprire la strada a contratti più ampi, ma richiede che il cliente riconosca benefici sufficienti a sostenere la spesa. Il fatturato registra la monetizzazione già avvenuta; la crescita futura dipenderà dalla capacità di ripetere questo processo su una base più grande.
Il margine contabile migliora, ma le rettifiche restano importanti
L’utile operativo contabile è pari a 1,085 miliardi di dollari, rispetto a 393 milioni un anno prima. Rapportando gli importi ai rispettivi ricavi, il margine passa da circa il 33,3% al 46,9%: un’espansione di circa 13,6 punti percentuali, calcolata dalla redazione.
È un segnale di leva operativa: i ricavi aumentano più rapidamente dei costi necessari a sostenerli. Il beneficio economico diventa particolarmente visibile quando la stessa piattaforma può servire più clienti e progetti. La verifica successiva sarà capire quanto di questo vantaggio resista agli investimenti richiesti per personale, sviluppo e implementazione.
Il risultato operativo rettificato raggiunge invece 1,427 miliardi, con un margine arrotondato al 62%. La distanza rispetto al dato contabile è di circa 342 milioni e comprende 318,9 milioni di compensi azionari e 23,1 milioni di imposte sul lavoro collegate a quei compensi.
Le azioni assegnate al personale permettono di remunerare competenze senza un equivalente esborso immediato, ma hanno un costo economico per gli azionisti. Per questo il margine contabile resta essenziale accanto a quello rettificato. La crescita del business va valutata anche per azione: un’impresa può aumentare gli utili complessivi mentre una parte del beneficio viene assorbita dalla maggiore base azionaria.
Quanta cassa resta dopo gli investimenti
La cassa operativa trimestrale è di 1,205 miliardi di dollari. Sottraendo gli 8 milioni di acquisti di immobili e attrezzature, il nostro calcolo restituisce circa 1,197 miliardi di cassa dopo questi investimenti, pari al 51,7% dei ricavi.
Il free cash flow rettificato dichiarato dall’azienda è leggermente superiore, pari a 1,216 miliardi. La riconciliazione riaggiunge circa 19,5 milioni di imposte sul lavoro pagate e legate ai compensi azionari. È questa rettifica a spiegare perché la misura presentata dalla società superi la stessa cassa operativa, pur sottraendo gli investimenti.
La distinzione è utile per confrontare società diverse. Due imprese possono usare entrambe l’espressione “free cash flow” e includere voci differenti: leggere la riconciliazione evita di attribuire a una maggiore efficienza ciò che dipende dal metodo di calcolo. Anche la cassa di un singolo trimestre risente dei tempi degli incassi e dei pagamenti, quindi la sua continuità conta quanto il livello raggiunto.
Nuovi contratti e ricavi crescono a velocità diverse
Il valore complessivo dei contratti conclusi nel trimestre, indicato come TCV, è di 2,918 miliardi di dollari, in aumento del 6% annuo. Il confronto con il +96% dei ricavi merita attenzione, perché le due misure descrivono momenti diversi del ciclo commerciale.
Le vendite possono beneficiare di accordi firmati nei periodi precedenti, mentre il TCV risente della dimensione e della durata dei contratti sottoscritti nel periodo. Una singola variazione trimestrale offre quindi un’indicazione da approfondire, soprattutto quando il fatturato accelera così rapidamente.
Palantir precisa inoltre che il valore potenziale degli accordi include ipotesi sull’esercizio delle opzioni e sull’assenza di risoluzioni anticipate. Per giudicare la visibilità futura conviene osservare come i contratti si trasformano in prestazioni effettivamente erogate, ricavi riconosciuti e incassi. Presentare tutto il valore contrattuale come fatturato già garantito attribuirebbe ai numeri una certezza maggiore di quella documentata.
La nuova guidance richiede un altro trimestre di crescita
Per il quarto trimestre la società prevede ricavi fra 2,649 e 2,653 miliardi di dollari. Il punto medio, confrontato con i ricavi effettivi del terzo trimestre, implica una crescita sequenziale di circa il 14,6%: è un’elaborazione redazionale della previsione aziendale, distinta da un risultato già realizzato.
L’obiettivo annuale sale a 8,530–8,534 miliardi di ricavi, mentre il free cash flow rettificato atteso per il 2026 raggiunge 4,8–5 miliardi. Queste indicazioni definiscono ciò che il management si aspetta dal business, senza stabilire automaticamente il rendimento delle azioni.
Uno scenario favorevole vedrebbe la domanda commerciale continuare a trasformarsi in vendite, con una redditività contabile elevata e incassi coerenti. Uno scenario più impegnativo emergerebbe se l’espansione richiedesse maggiori costi o se i progetti impiegassero più tempo a diventare ricavi. Sono criteri di analisi, non previsioni sulla prossima seduta.
Per valutare il titolo occorre infine confrontare questi fondamentali con il prezzo pagato e con la crescita già attesa dal mercato. Un ottimo trimestre può rafforzare l’impresa senza rendere automaticamente conveniente qualsiasi valutazione. La domanda decisiva resta quanta crescita duratura, utile per azione e cassa futura si stiano acquistando.
Questo articolo ha finalità informative e di analisi e non costituisce una raccomandazione personalizzata di investimento. Le previsioni possono cambiare e investire in azioni comporta il rischio di perdita del capitale.






