Le azioni Palantir si avvicinano ai conti con tre domande che aiutano a leggere il business dell’intelligenza artificiale: quanto cresce la domanda commerciale, quanta redditività resta dopo tutti i costi e quanto denaro entra realmente in cassa. I risultati del terzo trimestre sono attesi lunedì 2 novembre dopo la chiusura di Wall Street, con presentazione alle 23:00 italiane, secondo il calendario ufficiale.
Il punto di partenza è il secondo trimestre, chiuso a giugno e pubblicato ad agosto: ricavi per 1,935 miliardi di dollari, in crescita del 93% annuo, e un margine operativo contabile del 47%. Sono risultati già realizzati. Le indicazioni per settembre restano invece previsioni aziendali, da confrontare con quanto sarà comunicato lunedì. Questa distinzione permette di valutare la qualità della crescita senza attribuire ai prossimi conti numeri ancora da conoscere.
1. Crescita commerciale: dai contratti ai ricavi riconosciuti
Nei risultati ufficiali del secondo trimestre 2026, il dato più evidente è quello delle attività commerciali statunitensi: 764 milioni di dollari di ricavi, il 149% in più rispetto a un anno prima e il 28% in più rispetto al trimestre precedente. La divisione governativa americana ha generato 809 milioni, in aumento del 90% annuo.
Le attività commerciali USA rappresentano quindi circa il 39,5% dei ricavi complessivi, secondo il nostro calcolo sui valori pubblicati. È una quota utile per capire quanto l’adozione aziendale del software contribuisca al gruppo, mantenendo separato il peso delle amministrazioni pubbliche. Un’accelerazione delle imprese può ampliare la base della crescita, mentre il ritmo dei contratti governativi segue anche tempi di approvazione e di spesa specifici.
Il valore dei nuovi contratti commerciali USA, indicato come TCV, ha raggiunto 2,132 miliardi nel trimestre; il valore residuo degli accordi, o RDV, era pari a 6,238 miliardi a fine giugno. Queste grandezze descrivono opportunità distribuite su più periodi. Palantir precisa che includono ipotesi sull’esercizio delle opzioni e sull’assenza di risoluzioni anticipate: convertirle direttamente in fatturato futuro certo sovrastimerebbe la visibilità.
La verifica concreta sarà dunque seguire insieme ricavi riconosciuti e contratti. Un portafoglio in espansione accompagnato da maggiori vendite rafforzerebbe l’evidenza di domanda effettiva; tempi più lunghi di implementazione o cancellazioni potrebbero invece rinviare parte della conversione. Anche il numero degli accordi richiede attenzione: i contratti sopra 10 milioni sono compresi in quelli sopra 5 milioni e sopra 1 milione, quindi le tre fasce pubblicate dalla società si sovrappongono.
2. Margini: che cosa cambia fra il 47% contabile e il 62% rettificato
Nel secondo trimestre Palantir ha registrato 912 milioni di utile operativo secondo i principi contabili USA, pari al 47% dei ricavi. L’utile operativo rettificato è stato di 1,194 miliardi, con margine arrotondato al 62%. La distanza fra le due misure è di circa 282 milioni di dollari.
La riconciliazione aziendale spiega l’intera differenza: 265,2 milioni di compensi azionari e 17,3 milioni di imposte sul lavoro collegate a tali compensi vengono esclusi dal risultato rettificato. Per chi possiede il titolo, il costo delle azioni assegnate al personale resta rilevante perché può distribuire gli utili futuri su un numero maggiore di azioni.
C’è comunque un miglioramento documentabile: i compensi azionari passano da circa il 15,9% dei ricavi nel secondo trimestre 2025 al 13,7% nel 2026, calcolo redazionale effettuato dividendo la relativa spesa per il fatturato dei due periodi. L’importo assoluto aumenta, ma il suo peso sulle vendite diminuisce. Nei prossimi conti sarà utile verificare se questa tendenza prosegue insieme alla redditività contabile.
| Misura | Secondo trimestre 2026 effettivo | Terzo trimestre: guidance di agosto |
|---|---|---|
| Ricavi | 1,935 miliardi di dollari | 2,160–2,164 miliardi |
| Utile operativo rettificato | 1,194 miliardi | 1,292–1,296 miliardi |
| Margine operativo rettificato | Circa 61,7% | Circa 59,9% ai punti medi |
Il confronto mette in luce una sfumatura: la previsione di agosto implica più utile rettificato in dollari, ma un margine leggermente inferiore a quello del trimestre precedente. Il 59,9% è un nostro calcolo sui punti medi delle due forchette, distinto da un risultato realizzato. Servirà confrontarlo con i dati effettivi e con le nuove indicazioni, evitando di interpretare ogni aumento dell’utile come un’espansione automatica della percentuale di margine.
3. Cassa: distinguere incassi, rettifiche e diluizione
La cassa generata dall’attività operativa è stata di 1,216 miliardi nel secondo trimestre, contro 539 milioni un anno prima. Sottraendo 14,6 milioni di acquisti di immobili e attrezzature si ottengono circa 1,202 miliardi di cassa dopo questi investimenti: è un calcolo redazionale basato sul rendiconto.
Il free cash flow rettificato comunicato da Palantir è invece di 1,220 miliardi. La differenza nasce dall’aggiunta di 18,7 milioni di imposte sul lavoro effettivamente pagate e collegate ai compensi azionari. Entrambe le misure sono utili, purché si mantenga visibile questa rettifica: il dato rettificato supera persino la cassa operativa perché l’importo aggiunto è maggiore degli investimenti sottratti.
Per valutare la continuità degli incassi occorre poi leggere il capitale circolante. Nel primo semestre l’aumento dei crediti verso clienti ha assorbito circa 434 milioni, mentre l’incremento delle passività contrattuali ha contribuito per circa 257 milioni. Sono dati semestrali, distinti dalle cifre trimestrali appena esaminate, e mostrano come tempi di fatturazione e anticipi possano influire sulla liquidità.
I compensi azionari vengono inoltre riaggiunti nel rendiconto perché costituiscono un costo privo di esborso monetario nel periodo. Una conversione elevata in cassa va quindi letta insieme all’andamento delle azioni in circolazione. La crescita della liquidità del gruppo e quella del valore economico per ciascuna azione sono due verifiche complementari.
Come leggere le nuove previsioni senza confonderle con una promessa sul titolo
Ad agosto Palantir indicava per l’intero 2026 ricavi fra 8,150 e 8,158 miliardi e free cash flow rettificato fra 4,5 e 4,7 miliardi. Per le attività commerciali USA prevedeva oltre 3,424 miliardi di ricavi, con crescita di almeno il 134%. Il nuovo comunicato consentirà di capire se queste indicazioni vengono mantenute o modificate e quali ipotesi sostengono la parte finale dell’anno.
Uno scenario favorevole combinerebbe espansione commerciale, redditività contabile solida e incassi coerenti con le vendite. Uno scenario più impegnativo emergerebbe da contratti che impiegano più tempo a diventare ricavi, maggiori costi per sostenere la crescita o un aumento dei crediti più rapido degli incassi. Sono criteri di lettura redazionali, non previsioni sui risultati.
Per giudicare la convenienza delle azioni occorrerà anche confrontare questi fondamentali con il prezzo pagato e con le aspettative del mercato. L’analisi delle tre verifiche serve a capire la qualità del business; da sola non determina un prezzo obiettivo né garantisce la direzione della seduta successiva ai conti.
Questo articolo ha finalità informative e di analisi e non costituisce una raccomandazione personalizzata di investimento. Le previsioni possono cambiare e i risultati passati non garantiscono quelli futuri. Investire in azioni comporta il rischio di perdita del capitale.






