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S&P 500, lavoro debole e utili in crescita: perché lo scenario rialzista resta condizionato

Zacks stima utili trimestrali in aumento del 24,6%. Il rallentamento delle assunzioni può frenare la stretta Fed, ma contano anche concentrazione e domanda.
Illustrazione generata con IA: toro di bronzo, blocchi luminosi degli utili e un pannello astratto sull’occupazione davanti a Manhattan.
In sintesi
  • Zacks prevede utili S&P 500 in crescita del 24,6% nel terzo trimestre.
  • La media dei nuovi posti USA di luglio-settembre è circa 50.700 al mese dopo le revisioni.
  • I primi risultati aggregati sono molto influenzati da Micron e non rappresentano l’intero indice.

Il lavoro statunitense registra un rallentamento, mentre le previsioni sugli utili societari restano robuste. Zacks stima per il terzo trimestre una crescita dei profitti S&P 500 del 24,6% rispetto a un anno prima, a fronte di ricavi in aumento dell’11,6%. È la combinazione che alimenta una lettura favorevole alle azioni: meno pressione sui tassi senza una caduta della redditività. Si tratta però di uno scenario, non di un rialzo già assicurato.

Il lavoro rallenta anche dopo le revisioni

Il rapporto sul lavoro pubblicato dal BLS il 2 ottobre registra 29.000 nuovi posti non agricoli a settembre e una disoccupazione al 4,2%. I salari orari medi aumentano dello 0,1% sul mese e del 3% su base annua.

Il dettaglio dei mesi precedenti aggiunge cautela: luglio viene rivisto a −10.000 posti e agosto a +133.000, con una correzione complessiva di −60.000. Dai tre valori aggiornati la redazione calcola una media luglio-settembre di circa 50.700 nuovi posti al mese. La revisione non va sottratta ai 29.000 di settembre: riguarda periodi diversi.

Nella lettura redazionale, un rallentamento delle assunzioni può ridurre la necessità di ulteriori aumenti dei tassi. Ma può anche indebolire consumi e vendite. Per le azioni il risultato dipende da quale effetto prevale; il rapporto occupazionale, da solo, non determina la decisione della Federal Reserve.

Utili attesi solidi, ma con pesi molto differenti

Nell’analisi del 2 ottobre di Zacks Investment Research, le stime per il terzo trimestre indicano crescita dei profitti in 15 dei 16 settori della sua classificazione. Escludendo la tecnologia, l’incremento atteso degli utili dell’indice scende dal 24,6% al 14,6%: dieci punti percentuali in meno. La crescita non si esaurisce quindi nella tecnologia, ma ne dipende in misura rilevante.

Anche i primi risultati richiedono una distinzione. Nel campione di 16 società già monitorate da Zacks, gli utili aggregati aumentano del 188,3%; escludendo Micron, la crescita delle altre 15 è dell’11,7%. Il dato del campione iniziale non descrive l’intero S&P 500.

Il comunicato Micron allegato alla comunicazione alla SEC del 30 settembre conferma risultati eccezionali: ricavi trimestrali di 54,23 miliardi di dollari contro 11,32 miliardi un anno prima e utile netto GAAP di 37,70 miliardi. Il periodo fiscale si è chiuso il 3 settembre; non coincide con il trimestre solare luglio-settembre.

Il test è la tenuta dei margini, oltre il sostegno dei tassi

La conclusione redazionale è che lo scenario favorevole alle azioni richieda due condizioni insieme: una politica monetaria meno restrittiva del temuto e profitti capaci di resistere al rallentamento. Se la domanda si indebolisse abbastanza da ridurre gli utili, il beneficio di tassi più contenuti potrebbe non compensarlo.

Nei prossimi conti sarà quindi utile distinguere crescita dei ricavi, margini e previsioni delle aziende. Un miglioramento concentrato in poche società non offre la stessa conferma di risultati diffusi. Anche stime elevate possono diventare un ostacolo: utili in aumento non bastano a sostenere le quotazioni se il mercato si aspettava di più.

Andamento recente di Micron

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