PepsiCo chiude il terzo trimestre sopra le attese su ricavi e utile rettificato per azione, ma riduce le previsioni sugli utili per l’intero 2026. I risultati diffusi l’8 ottobre mostrano vendite per 25,27 miliardi di dollari e un utile per azione “core” di 2,34 dollari. La crescita annua di quest’ultimo è ora prevista tra il 2,5% e il 3,5%, rispetto alla precedente indicazione vicina al limite inferiore della fascia 5–7%.
Risultati sopra le stime, con due misure di utile da distinguere
Il comunicato dei risultati trimestrali riporta ricavi in aumento del 5,6% e una crescita organica del 3,1%, depurata dagli effetti di cambi e operazioni sul perimetro aziendale. L’utile netto attribuibile a PepsiCo sale a 3,048 miliardi di dollari da 2,603 miliardi; l’utile contabile per azione passa da 1,90 a 2,23 dollari.
Nel confronto con il consenso degli analisti LSEG, le attese erano di 2,29 dollari per l’utile rettificato per azione e 24,96 miliardi per i ricavi. Il vantaggio è quindi di 5 centesimi per azione, circa il 2,2%, e di circa 310 milioni sulle vendite. Per questo confronto va usato il dato rettificato di 2,34 dollari, non quello contabile di 2,23.
Il taglio riguarda gli utili, le vendite sono attese a +6%
PepsiCo indica una crescita dei ricavi totali di circa il 6%, all’estremo superiore della precedente fascia 4–6%, e una crescita organica intorno al 3%. La previsione sull’utile “core” a cambi costanti scende invece all’1–2%, dal limite inferiore della fascia 4–6%.
Il nuovo obiettivo del 2,5–3,5% per l’utile “core” include un contributo favorevole dei cambi stimato in circa 1,5 punti percentuali. Le due previsioni sugli utili misurano quindi basi diverse: il cambio sostiene il dato espresso in dollari, senza eliminare la revisione al ribasso della crescita sottostante.
Nord America e margini spiegano la prudenza
Il trimestre mostra volumi delle bevande nordamericane in calo del 2% e volumi alimentari sostanzialmente stabili. Le attività internazionali crescono, mentre il gruppo prevede ulteriori riduzioni strutturali dei costi per finanziare innovazione e marketing e attenuare l’inflazione dei fattori produttivi.
Il margine operativo contabile sale al 16,9%, ma quello “core” si contrae di 35 punti base rispetto a un anno prima. L’utile operativo rettificato cresce del 3%, meno dei ricavi: il miglioramento delle vendite non si trasferisce integralmente alla redditività. È questa distinzione a rendere compatibili un trimestre sopra le stime e prospettive annuali più prudenti.







