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Nadia Lovell: le azioni devono meritarsi il prossimo rialzo, dagli investimenti agli utili

La stratega UBS resta positiva sulle azioni. Il prossimo passo dipende dalla produttività degli investimenti: IA, energia e filiere, con costi e ritorni da confrontare.
Illustrazione generata con IA: robot industriale assembla componenti elettrici, con reti energetiche e data center sullo sfondo.
In sintesi
  • Lovell resta positiva sulle azioni, ma lega ulteriori rialzi alla produttività degli investimenti.
  • UBS stima 1.200 miliardi di dollari di spesa IA nel 2027: 300 miliardi in più rispetto al 2026.
  • Spesa, ricavi e utili sono grandezze diverse: i prossimi bilanci dovranno mostrare i ritorni.

Nadia Lovell di UBS ha ribadito il 2 ottobre una visione positiva sulle azioni, accompagnandola però con una condizione: il prossimo rialzo dovrà essere sostenuto dai risultati. Nella sintesi pubblica del suo intervento descrive un nuovo ciclo di investimenti, oltre l’intelligenza artificiale, che coinvolge energia, catene di fornitura e difesa. Il beneficio atteso dipende dalla capacità di trasformare questa spesa in maggiore produttività, non dal solo annuncio dei progetti.

Dalla spesa ai ritorni: il passaggio decisivo

Il ragionamento distingue l’espansione degli investimenti dal loro rendimento economico. La costruzione di infrastrutture può generare ordini per i fornitori; per chi le acquista, invece, il ritorno dipende dall’utilizzo e dall’efficienza ottenuta. Sono due fasi diverse dello stesso ciclo, che non producono necessariamente utili nello stesso momento.

Un approfondimento UBS del 25 settembre firmato da Michael Bolliger offre un contrappeso all’ottimismo. L’autore stima che l’IA abbia contribuito a quasi metà della crescita degli utili dell’S&P 500 quest’anno. Segnala però che maggiori costi del capitale, concorrenza e ammortamenti possono pesare sui risultati futuri. Questa valutazione appartiene a Bolliger e non va presentata come una previsione personale di Lovell.

300 miliardi in più, secondo le stime UBS

Nella strategia UBS del 18 settembre, firmata da Sagar Khandelwal, la banca mantiene una previsione di 1.200 miliardi di dollari di investimenti del settore IA nel 2027, contro i 900 miliardi stimati per il 2026. La differenza, calcolata dalla redazione, è di 300 miliardi: un incremento del 33,3%, coerente con il 33% arrotondato nel documento.

Si tratta di stime di spesa, non di ricavi già realizzati né di un aumento garantito degli utili. Il calcolo misura la dimensione del capitale aggiuntivo che le imprese dovrebbero impiegare; non consente di ricavare un rendimento per le azioni.

Lo stesso documento individua opportunità nelle reti elettriche, nelle risorse e nelle società che applicano l’IA. Il confronto con Lovell mostra una convergenza sul ruolo degli investimenti, ma non dimostra che tutte le aziende coinvolte beneficeranno nella stessa misura.

Che cosa osservare nei prossimi bilanci

La lettura redazionale è che la prova del nuovo ciclo arriverà dal confronto tra crescita dei ricavi, margini e cassa prodotta. Per i fornitori conterà convertire gli ordini in consegne; per gli utilizzatori, ottenere risparmi o nuovi ricavi sufficienti a coprire i costi. Un aumento della spesa può precedere questi benefici e, nel frattempo, assorbire liquidità.

L’ottimismo di Lovell è quindi uno scenario condizionato. L’ampliamento degli investimenti rende più estese le possibilità di crescita, ma la produttività resta il collegamento da verificare tra nuovi progetti e risultati aziendali.

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