Binance dichiara di avere ricostituito circa il 95% delle attività colpite dall’attacco, rispetto al 90% indicato nel precedente aggiornamento, e annuncia una riapertura progressiva dei prelievi. È la novità del comunicato del 1° novembre, che sposta l’attenzione dalla gestione dell’emergenza alla possibilità concreta per i clienti di trasferire i propri fondi.
La piattaforma aveva indicato per l’avvio della prima fase la finestra fra le 7:00 e le 10:00 italiane. L’annuncio descrive un processo graduale: la disponibilità effettiva dipende dalla combinazione fra criptovaluta e rete utilizzata. Nel controllo della pagina pubblica di stato effettuato prima della pubblicazione, BTC, ETH e USDT risultavano associati a sospensioni parziali dei prelievi, mentre SOL riportava prelievi sospesi. Sono indicazioni operative suscettibili di aggiornamento, che impediscono di descrivere il ripristino come generalizzato. Il comunicato ufficiale Binance invita a verificare la singola combinazione di attività e rete.
Il 95% riguarda la ricostituzione delle attività
La percentuale comunicata misura il progresso dichiarato da Binance nella copertura delle attività interessate. Va distinta dal recupero delle criptovalute sottratte agli aggressori: acquistare token per ricostituire le disponibilità e recuperare quelli rubati sono operazioni diverse.
Nel precedente aggiornamento, Binance aveva spiegato di utilizzare risorse della tesoreria aziendale, una parte del fondo SAFU e una quota del fondo assicurativo dei futures. Aveva inoltre indicato acquisti sul mercato e attraverso operazioni fuori mercato per procurarsi le attività necessarie, come illustrato nella comunicazione del 31 ottobre.
Per il cliente, la distinzione economica è rilevante: il recupero dai responsabili dell’attacco riguarda l’esito delle indagini; la ricostituzione delle riserve riguarda le risorse che la società mette a disposizione per sostenere i saldi. È un passaggio successivo rispetto al primo aggiornamento sull’attacco e sui fondi congelati.
Riserve e prelievi hanno tempi diversi
Binance ha comunicato una nuova fotografia delle riserve riferita alle 00:00 UTC del 31 ottobre. La società stima che la prova crittografica completa, necessaria per le verifiche previste sui saldi interessati, sia pronta entro il 3 novembre, citando un’elaborazione di circa 40–50 ore.
Occorre quindi distinguere la pubblicazione della fotografia dalla disponibilità della prova completa. Inoltre, una verifica riferita a un determinato istante risponde a una domanda diversa dalla possibilità di eseguire un trasferimento adesso.
È il punto già approfondito nella guida ai controlli su custodia, riserve e prelievi: la lettura dei documenti e il funzionamento dei servizi vanno esaminati insieme.
L’FBI attribuisce l’attacco alla Corea del Nord
Sul fronte investigativo è arrivato un passaggio ulteriore rispetto alle prime valutazioni degli operatori specializzati. In un avviso datato 31 ottobre, l’FBI attribuisce alla Corea del Nord il furto di oltre 6 miliardi di dollari di attività virtuali da Binance, avvenuto intorno al 29 ottobre, associandolo all’attività denominata TraderTraitor.
L’agenzia riferisce di avere osservato, insieme a Secret Service e IRS-CI, conversioni delle attività sottratte principalmente in Ethereum. Invita gli operatori del settore a bloccare transazioni collegate agli indirizzi identificati. È un’attribuzione investigativa dell’autorità statunitense, distinta dalle comunicazioni dell’exchange sulla copertura dei clienti, documentata nell’avviso ufficiale FBI.
Che cosa conta nel prossimo aggiornamento
Il riscontro più utile sarà la corrispondenza fra servizi annunciati e trasferimenti effettivamente disponibili. Per valutare il ritorno alla normale operatività serviranno informazioni precise sulle reti abilitate, sulle eventuali limitazioni e sul completamento delle verifiche.
La ricostituzione delle attività, l’accesso ai fondi e l’accertamento delle responsabilità restano tre passaggi distinti. Seguirli separatamente permette di misurare i progressi senza trasformare una dichiarazione di copertura in una certificazione complessiva della piattaforma.


