Starbucks chiude l’esercizio con una crescita delle vendite comparabili negli Stati Uniti del 7,7% nel quarto trimestre. I risultati pubblicati il 29 ottobre mostrano più transazioni e uno scontrino più alto, insieme a margini in recupero. Il calo del fatturato consolidato racconta invece soprattutto il cambiamento delle attività cinesi, ora organizzate attraverso una joint venture in licenza.
Per le azioni Starbucks, il punto è capire quanto della ripresa dipenda dal ritorno degli acquisti e quanto dalla spesa per transazione, dalle ristrutturazioni e dal nuovo perimetro. Sono le verifiche anticipate nella nostra analisi prima dei risultati, ora confrontabili con dati effettivi e con le prime indicazioni per il 2027.
Vendite USA: il 7,7% comprende due segnali diversi
Il comunicato ufficiale Starbucks riguarda le 13 settimane del quarto trimestre fiscale e le 52 settimane dell’esercizio concluso il 27 settembre 2026. Negli Stati Uniti, le transazioni comparabili crescono del 2,4% e lo scontrino medio del 5,2%, portando le vendite comparabili al +7,7%.
Le transazioni misurano gli acquisti effettuati, non il numero di clienti unici: lo stesso consumatore può tornare più volte. Lo scontrino riflette invece quanto viene speso per acquisto e può cambiare per prezzi, prodotti scelti, aggiunta di cibo e canale di vendita. Il 5,2% va quindi letto come aumento della spesa media, evitando di trasformarlo in un rincaro uniforme del listino.
La combinazione dei due fattori spiega il risultato: moltiplicando 1,024 per 1,052 si ottiene circa 1,077. È una ricostruzione sui valori arrotondati, utile a capire perché crescita delle transazioni e dello scontrino si combinino senza coincidere esattamente con una semplice somma.
La ripresa è più forte in Nord America
| Quarto trimestre fiscale 2026 | Vendite comparabili | Transazioni | Scontrino medio |
|---|---|---|---|
| Stati Uniti | +7,7% | +2,4% | +5,2% |
| Nord America | +7,9% | +2,7% | +5,0% |
| Internazionale | +0,9% | −2,8% | +3,7% |
| Globale | +7,2% | +1,8% | +5,2% |
Fonte: Starbucks; variazioni rispetto al periodo comparabile dell’esercizio precedente.
Il segmento internazionale mostra una composizione più fragile: lo scontrino più alto compensa la diminuzione delle transazioni. Negli Stati Uniti entrambe le componenti sono positive, ma gli acquisti crescono meno dello scontrino. Per valutare la durata del rilancio sarà importante seguire la continuità delle transazioni, anche quando il confronto sui prezzi diventerà meno favorevole.
Le vendite comparabili riguardano locali gestiti direttamente aperti da almeno 13 mesi, secondo la definizione aziendale, con esclusioni specifiche e senza effetto dei cambi. Misurano una base più omogenea rispetto al fatturato totale, sul quale pesano anche aperture, chiusure e trasformazioni societarie.
Margini in recupero, con il contributo delle ristrutturazioni
Il margine operativo contabile consolidato raggiunge il 10,8%, mentre quello rettificato non-GAAP è il 14%. Starbucks attribuisce il miglioramento contabile soprattutto a minori costi di ristrutturazione e al contributo delle vendite. L’utile per azione è di 0,59 dollari su base GAAP e di 0,80 dollari sulla misura rettificata.
La distanza fra le due misure merita attenzione perché i costi esclusi dal risultato rettificato restano parte della trasformazione aziendale. In Nord America il margine contabile sale dal 4,5% al 12,3%, con utile operativo di 898,4 milioni di dollari. Il recupero rispetto alla base debole dell’anno precedente è evidente, mentre la sua continuità richiede di osservare il costo del lavoro, la produttività e la frequenza degli acquisti.
Nel trimestre la rete nordamericana comprende 250 chiusure legate al nuovo piano di ristrutturazione e altre 19 collegate a quello precedente. Questo dettaglio aiuta a leggere il rilancio come un lavoro sulla qualità della rete oltre che sulla crescita: ridurre punti vendita meno produttivi può migliorare l’economia complessiva, con costi e benefici distribuiti nel tempo.
La Cina spiega perché ricavi e margini si muovono diversamente
I ricavi consolidati scendono del 4% a circa 9,1 miliardi di dollari. Starbucks indica come causa principale la conversione delle attività retail cinesi al modello di joint venture in licenza, avvenuta nel terzo trimestre fiscale. Con la gestione diretta entravano nel fatturato le vendite dei negozi; con il nuovo modello assumono peso vendite di prodotti ai licenziatari e royalties.
Nel segmento internazionale i ricavi diminuiscono del 37% a 1,306 miliardi, mentre l’utile operativo aumenta del 15% a 256,9 milioni. Il margine sale dal 10,8% al 19,7%, anche per effetto della diversa struttura. La percentuale più alta va quindi confrontata con il profitto in dollari e con il capitale richiesto: una variazione del perimetro modifica sia il numeratore sia il denominatore.
Cassa e dividendi: la verifica annuale
Nell’intero esercizio 2026 la cassa operativa è di 4,988 miliardi di dollari, contro 4,748 miliardi nel 2025. Gli investimenti in immobili e attrezzature scendono da 2,306 a 1,264 miliardi. La differenza fra cassa operativa e questi investimenti è quindi di circa 3,725 miliardi, rispetto a 2,442 miliardi un anno prima: è un’elaborazione redazionale del rendiconto.
I dividendi pagati nell’anno ammontano a 2,825 miliardi, lasciando circa 900 milioni dopo queste due voci. Questo confronto offre una prima misura della copertura, da integrare con debito, altre operazioni e necessità future. I 2,544 miliardi di incassi netti da cessioni sono invece classificati fra gli investimenti e vanno tenuti separati dalla generazione operativa ricorrente.
Il 2027 avrà una settimana in più
La guidance prevede vendite comparabili nordamericane in crescita di circa il 4%, margine operativo rettificato fra il 13,5% e il 14% e utile per azione rettificato fra 3,15 e 3,25 dollari. Sono obiettivi aziendali per il nuovo esercizio, distinti dai risultati appena realizzati.
Il calendario conta: il 2027 comprende 53 settimane, con la settimana aggiuntiva nel quarto trimestre. Starbucks stima un contributo di circa 700 milioni di ricavi e poco più di dieci centesimi all’utile per azione. La previsione sulle vendite comparabili resta invece su una base di 52 settimane. Il calo atteso dei ricavi consolidati di circa l’1% incorpora ancora il cambiamento della Cina.
Per il titolo, lo scenario favorevole richiede acquisti in crescita, margini sostenuti dalla gestione e cassa sufficiente a finanziare rete e remunerazione degli azionisti. Uno scenario più debole emergerebbe con transazioni in rallentamento e maggiore dipendenza dallo scontrino. I nuovi conti documentano il recupero; distinguere domanda, ristrutturazioni e calendario permette di valutare quanto possa durare.






