Il franco svizzero perde terreno contro il dollaro dopo l’accelerazione dell’inflazione americana. Nel resoconto di mercato di FXStreet del 14 ottobre 2026 delle 15:44 GMT, le 17:44 in Italia, USD/CHF viene indicato intorno a 0,8390, in rialzo dello 0,77% nella giornata. Il livello è una fotografia di quella rilevazione, non una quotazione in tempo reale.
La reazione del cambio accompagna un rafforzamento delle aspettative di una Federal Reserve più restrittiva. Il punto centrale è il confronto con la Banca nazionale svizzera, che a settembre ha mantenuto il proprio tasso allo zero. Le aspettative del mercato non costituiscono una decisione della Fed.
Inflazione USA: aumenta anche la componente core
Il comunicato del Bureau of Labor Statistics conferma che il CPI di settembre cresce del 3,7% annuo, contro il 3,4% di agosto. Su base mensile destagionalizzata l’aumento è dello 0,6%, dopo lo 0,4% precedente.
Escludendo alimentari ed energia, la componente core sale del 2,6% annuo, dal 2,4%, e dello 0,3% sul mese, come in agosto. La benzina aumenta del 9,1% mensile e spiega oltre metà dell’incremento complessivo del CPI; l’energia cresce del 5,2%.
Il confronto chiarisce perché la lettura riguarda più del solo carburante: l’inflazione generale accelera di 0,3 punti percentuali su base annua, quella core di 0,2 punti. Questo non prova che la pressione persisterà, ma rende più difficile interpretare il dato come uno shock interamente isolato all’energia.
La BNS mantiene il tasso allo 0%
Nella valutazione di politica monetaria del 24 settembre, la BNS lascia il tasso allo 0% e indica un’inflazione media dello 0,7% nel 2026 e dello 0,8% nel 2027 e nel 2028. Sono previsioni condizionate all’ipotesi di un tasso invariato lungo l’intero orizzonte, non impegni sulle decisioni future.
La banca centrale riconosce che il deprezzamento del franco contribuisce a una previsione di inflazione a medio termine leggermente più alta. Conferma inoltre la disponibilità a intervenire sul mercato valutario quando necessario: una facoltà generale, non l’annuncio di un intervento effettuato oggi.
Perché USD/CHF sale quando il franco si indebolisce
Il cambio esprime quanti franchi servono per acquistare un dollaro. A 0,8390, un importo di 1.000 dollari corrisponde a 839 franchi, prima di commissioni e differenze tra prezzo di acquisto e vendita. Un aumento di USD/CHF significa quindi un dollaro più costoso per chi paga in franchi.
Nell’analisi redazionale, aspettative di tassi americani più elevati possono accrescere l’attrattiva relativa degli impieghi in dollari. L’effetto sul cambio non è automatico: contano anche copertura valutaria, rischio e domanda di attività considerate rifugio.
Gli scenari da distinguere dai fatti
Se la pressione sui prezzi americani resterà persistente, le aspettative di restrizione monetaria potranno continuare a sostenere il dollaro. Un rallentamento dell’inflazione o un indebolimento dell’attività economica potrebbe invece ridimensionarle e attenuare la pressione sul franco.
Per la Svizzera, un franco meno forte può favorire la conversione in valuta locale dei ricavi esteri, ma aumentare il costo degli acquisti denominati in dollari. Il risultato netto cambia da impresa a impresa, secondo costi, vendite e coperture. Il dato certo resta la nuova lettura del CPI; il percorso dei tassi e del cambio resta uno scenario.







