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Morgan Stanley, ricavi a 20,3 miliardi nel trimestre: trading azionario in crescita del 41%

I risultati sono già disponibili: EPS a 3,03 dollari e ricavi in aumento dell’11,6%. Il trading azionario traina la crescita, mentre il reddito fisso e Investment Management arretrano.
Torre finanziaria in miniatura accanto a portafogli d’investimento e un registro contabile
In sintesi
  • Ricavi netti di 20,34 miliardi di dollari e utile di 4,91 miliardi, in crescita su base annuale.
  • Il trading azionario sale del 41%; i ricavi del reddito fisso scendono del 7%.
  • Wealth Management raccoglie 232 miliardi di nuovi asset netti, oltre metà legati a flussi da IPO.

Morgan Stanley ha già pubblicato i risultati del terzo trimestre 2026: i ricavi netti raggiungono 20,338 miliardi di dollari e l’utile attribuibile al gruppo 4,909 miliardi. Il quadro della giornata passa quindi dalle attese ai conti effettivi. Rispetto a un anno prima, i ricavi aumentano dell’11,6% e l’utile del 6,5%, secondo calcoli redazionali sui dati ufficiali.

Il comunicato trimestrale riporta un utile diluito per azione di 3,03 dollari, contro 2,80 dollari nel terzo trimestre 2025: un aumento di circa l’8,2%. La crescita è sostenuta soprattutto dal trading azionario e dalla gestione patrimoniale, con differenze importanti fra le divisioni.

Il trading azionario guida Institutional Securities

Institutional Securities, la divisione che comprende investment banking e attività sui mercati, registra ricavi netti di 10,029 miliardi, contro 8,523 miliardi un anno prima. Il trading azionario cresce del 41% a 5,799 miliardi, grazie a una maggiore attività dei clienti e alla forza del business in Asia, secondo la banca.

Il reddito fisso arretra invece del 7% a 2,011 miliardi. Morgan Stanley segnala minori risultati nei prodotti cartolarizzati e un’attività strutturata più debole nelle materie prime. La forza di un’area non va quindi estesa automaticamente all’intera attività di negoziazione.

Nell’investment banking, i ricavi salgono del 2% a 2,159 miliardi. La consulenza sulle operazioni cresce a 887 milioni, da 684 milioni; le sottoscrizioni azionarie diminuiscono a 525 milioni, da 652 milioni. L’aumento delle operazioni di fusione e acquisizione completate nelle Americhe compensa parte della debolezza di IPO e collocamenti a blocchi.

Wealth Management cresce, ma i flussi hanno origini diverse

La gestione patrimoniale realizza ricavi record di 9,065 miliardi, circa il 10% sopra gli 8,234 miliardi del 2025. L’utile prima delle imposte raggiunge circa 2,8 miliardi e il margine pre-imposte è del 30,4%.

I nuovi asset netti ammontano a 232,4 miliardi di dollari e i flussi verso attività remunerate a commissione a 80,5 miliardi. Il comunicato precisa però che poco più della metà dei nuovi asset netti è associata a flussi legati alle IPO; i flussi a commissione comprendono anche un nuovo mandato pensionistico aziendale.

Per l’analisi redazionale, questi elementi rendono importante distinguere raccolta, attività effettivamente remunerate e crescita dei ricavi. I nuovi asset netti non sono ricavi del trimestre: la loro capacità di produrre commissioni dipende da come vengono investiti e dai servizi utilizzati. Non è quindi corretto proiettare automaticamente un dato eccezionale di raccolta sui trimestri successivi.

Investment Management arretra nonostante la crescita degli asset

Investment Management registra ricavi di 1,459 miliardi, in calo del 12%. Le commissioni di gestione aumentano, ma il risultato risente dello storno di carried interest maturato, cioè compensi legati alla performance, principalmente su alcuni investimenti di un fondo privato.

Gli asset gestiti sono pari a 2.046 miliardi, contro 1.807 miliardi un anno prima, e i flussi netti di lungo periodo restano positivi per 15,8 miliardi. Il caso mostra perché più patrimonio gestito non equivale necessariamente a maggiori ricavi complessivi: i compensi variabili possono cambiare il risultato.

Più utile, rendimento del capitale leggermente inferiore

Il rendimento del patrimonio tangibile comune, ROTCE, è al 22,6%, dal 23,5%; il rendimento del capitale proprio, ROE, scende al 17,8%, dal 18%. L’utile cresce, ma questi rapporti dipendono anche dalla base patrimoniale impiegata.

Il rapporto spese/ricavi del trimestre resta al 67%. La banca riacquista azioni per circa 1,5 miliardi e dichiara un dividendo trimestrale di 1,15 dollari per azione, pagabile il 13 novembre ai titolari registrati il 30 ottobre.

Il punto da seguire è la continuità delle commissioni patrimoniali e dell’attività dei clienti, insieme ai costi necessari per sostenerle. Il trimestre mostra crescita dei ricavi e dell’utile, ma anche la dipendenza da attività di mercato e componenti che possono variare sensibilmente fra un periodo e l’altro.

Andamento recente di Morgan Stanley

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