Il Tesoro statunitense ha sanzionato il 2 ottobre tre persone e due associazioni accusate di finanziare Hamas attraverso raccolte presentate come umanitarie e trasferimenti in criptovalute. Secondo l’autorità, la rete ha raccolto oltre 2 milioni di dollari fra il 2020 e il 2026.
Il totale raccolto non coincide con la quota crypto
Nel comunicato ufficiale del Tesoro, l’OFAC indica Saleem Abdallah Saleem al-Zaq, Faouzi Barika e Amel Oualid, oltre ad Association Baraka ed Ensemble C Mieux, entrambe basate in Francia. L’autorità sostiene che i fondi destinati apparentemente agli aiuti ai civili di Gaza siano stati indirizzati a Hamas.
Il Tesoro distingue due cifre: oltre 2 milioni raccolti complessivamente, di cui 1,5 milioni dopo l’attacco del 7 ottobre 2023, e centinaia di migliaia inviati in criptovalute ad al-Zaq. Non precisa un importo crypto esatto né attribuisce l’intero totale a questo canale. Non è quindi possibile ricavare dal comunicato una percentuale affidabile del finanziamento passata attraverso asset digitali.
Le accuse penali aggiungono un secondo piano
Il Dipartimento di Giustizia ha annunciato, nello stesso giorno, accuse contro al-Zaq e arresti negli Stati Uniti. Riferisce inoltre l’arresto in Francia di Faouzi Barika, Amel Oualid e Nordine Barika da parte della sicurezza interna francese.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, al-Zaq avrebbe raccolto oltre 1,7 milioni attraverso campagne presentate come caritative dal gennaio 2020. Questa cifra descrive il perimetro del procedimento penale: non è un importo aggiuntivo da sommare automaticamente ai 2 milioni del Tesoro. I documenti non forniscono una riconciliazione che consenta di escludere sovrapposizioni.
Il DOJ ricorda che le imputazioni sono accuse e che gli imputati sono presunti innocenti fino alla prova della colpevolezza in tribunale. Le designazioni OFAC e il procedimento penale sono atti distinti: le prime applicano restrizioni finanziarie, il secondo richiede l’accertamento giudiziario delle responsabilità.
Perché conta per gli operatori dei pagamenti
La FAQ 560 dell’OFAC chiarisce che gli obblighi sanzionatori restano gli stessi per valuta tradizionale e digitale. I soggetti statunitensi, e quelli comunque sottoposti alla sua giurisdizione, devono bloccare i beni dei soggetti designati e delle entità possedute almeno al 50%, anche cumulativamente, da persone bloccate. Non possono effettuare transazioni vietate e non autorizzate con loro.
La guida richiama controlli sulle liste sanzionatorie e programmi di conformità calibrati sul rischio, anche per gestori di valute digitali e processori di pagamento. Nella lettura redazionale, il caso mostra perché l’analisi non possa fermarsi al mezzo utilizzato: contano anche beneficiario, proprietà delle entità e collegamenti fra i diversi canali di trasferimento. La presenza di crypto nella rete descritta non dimostra che tutti i fondi siano transitati su blockchain, né misura da sola il rischio dell’intero settore.







