Aggiungi TradingCenter.it alle fonti preferite su Google

Notizia

FinCEN ritira la proposta di segnalazione crypto oltre 10.000 dollari per i wallet privati

La proposta del 2020 prevedeva segnalazioni e registrazioni per gli intermediari. Il ritiro riguarda obblighi mai entrati in vigore, non cancella il quadro antiriciclaggio.
Illustrazione di un dispositivo per la custodia crypto e una chiave davanti a un fascicolo regolatorio e al Tesoro USA.
In sintesi
  • Ritirata la proposta del 2020 sui trasferimenti con wallet privati: non era una norma già applicata.
  • Il progetto distingueva segnalazioni oltre 10.000 dollari e registrazioni oltre 3.000 dollari.
  • Il ritiro non annuncia un’esenzione generale dagli obblighi antiriciclaggio.

FinCEN, l’agenzia del Tesoro statunitense contro i reati finanziari, ha annunciato il ritiro della proposta che avrebbe imposto a banche e imprese di trasferimento di denaro di segnalare determinate operazioni crypto oltre 10.000 dollari con wallet privati. Il comunicato del 5 ottobre riguarda un progetto normativo del dicembre 2020: non è l’abolizione di un obbligo già entrato in vigore.

Due soglie, con adempimenti diversi

Il documento di ritiro di FinCEN, depositato per la pubblicazione nel Federal Register del 6 ottobre, ricostruisce due livelli di adempimenti. Oltre 10.000 dollari, banche e money services businesses avrebbero dovuto inviare una segnalazione contenente informazioni sull’operazione e sulla controparte, verificando l’identità del cliente. La soglia avrebbe incluso più transazioni complessivamente superiori a 10.000 dollari nell’arco di 24 ore.

Una seconda soglia, oltre 3.000 dollari, prevedeva invece conservazione dei dati sull’operazione e sulla controparte, insieme alla verifica del cliente. Il ritiro interessa anche questa parte, meno evidente nel richiamo ai soli 10.000 dollari.

Un esempio redazionale chiarisce la differenza: un trasferimento isolato di 5.000 dollari, nelle condizioni previste dalla proposta, avrebbe richiesto la registrazione dei dati, ma da solo non avrebbe superato la soglia della segnalazione. Tre trasferimenti da 4.000 dollari in 24 ore avrebbero raggiunto 12.000 dollari, oltrepassandola. Sono esempi del meccanismo proposto, non descrizioni degli obblighi attuali.

La proposta riguardava gli intermediari

I wallet non custoditi consentono all’utilizzatore di gestire direttamente i propri asset senza affidarne la custodia a un intermediario. La proposta non chiedeva a ogni proprietario di un wallet di inviare personalmente un rapporto a FinCEN: gli adempimenti sarebbero ricaduti sulle banche e sulle imprese coinvolte nei trasferimenti.

Il perimetro comprendeva depositi, prelievi, scambi e altri pagamenti o trasferimenti attraverso questi operatori. Includeva anche determinate controparti con wallet custoditi presso istituzioni estere non soggette al Bank Secrecy Act e situate in giurisdizioni identificate dall’agenzia. Non riguardava quindi indistintamente qualsiasi portafoglio estero.

FinCEN dichiara che non proseguirà l’iter di questa proposta. Collega la decisione all’agenda di deregolamentazione dell’amministrazione Trump e all’obiettivo di adeguare le regole sugli asset digitali: è la motivazione dell’autorità, non una valutazione sulla sicurezza di ogni trasferimento.

Che cosa cambia per il settore

La conseguenza è la chiusura di un procedimento rimasto aperto per quasi sei anni, non una riduzione immediata degli adempimenti già operativi introdotti da quella proposta. Per gli intermediari viene meno il rischio che questo specifico progetto aggiunga raccolta di dati e segnalazioni sui rapporti con i wallet privati.

Il ritiro non equivale però a un’esenzione generale dall’antiriciclaggio. Nel quadro illustrato da FinCEN sulle valute virtuali, determinati operatori sono qualificati come money transmitters, con responsabilità di registrazione, programmi antiriciclaggio, conservazione dei dati e segnalazione. Il nuovo documento ritira il progetto specifico, senza annunciare la cancellazione di quel quadro.

L’agenzia ha inoltre annunciato il ritiro separato della proposta sui mixer, servizi che mescolano transazioni crypto. Le due decisioni condividono l’indirizzo politico, ma hanno oggetti distinti: la chiusura dei procedimenti non costituisce un’autorizzazione indiscriminata a usare questi servizi.

Articoli correlati

Vedi tutti →