I supervisori della Federal Reserve conoscevano, o avrebbero dovuto conoscere, le vulnerabilità di Silicon Valley Bank già nel marzo 2022. È la conclusione preliminare presentata il 18 settembre a Londra da Michelle Bowman, vicepresidente della Fed per la vigilanza. L’analisi di Starling Advisory Group ha riesaminato il fallimento del marzo 2023 e i ritardi nella risposta delle autorità.
Depositi concentrati e perdite sui titoli rendevano SVB fragile
Nella ricostruzione illustrata da Bowman, il 94% dei depositi non era assicurato e la clientela era concentrata nelle imprese tecnologiche sostenute dal venture capital. A questa fragilità si sommavano perdite non realizzate sul portafoglio titoli superiori al capitale e una preparazione insufficiente per accedere tempestivamente alla liquidità della Fed.
Il legame fra queste componenti aiuta a leggere il caso. Una perdita non realizzata riflette la diminuzione del valore di un’attività ancora in portafoglio; diventa particolarmente rilevante quando una banca deve procurarsi denaro per soddisfare richieste di rimborso. Il rischio dei titoli e quello della raccolta non possono quindi essere valutati come compartimenti separati.
Secondo il resoconto CNBC, la corsa ai depositi seguì l’annuncio di una vendita di titoli con una perdita di 1,8 miliardi di dollari e della necessità di raccogliere nuovo capitale. Il passaggio dalla debolezza del bilancio alla crisi di fiducia rese decisiva la disponibilità immediata di liquidità.
Le carenze di vigilanza erano già emerse nella revisione del 2023
Il nuovo esame non è il primo a individuare problemi nella supervisione. Il rapporto interno pubblicato dalla Fed nell’aprile 2023 rilevava sia errori del consiglio e del management di SVB nella gestione dei rischi, sia una comprensione insufficiente delle vulnerabilità da parte dei supervisori.
Quel documento segnalava inoltre che, quando i problemi erano stati identificati, non erano state adottate misure sufficienti per ottenere correzioni tempestive. Descriveva un processo troppo lento, orientato ad accumulare ulteriori elementi e a costruire consenso prima di agire.
La cronologia ufficiale colloca l’annuncio della ristrutturazione del bilancio all’8 marzo 2023, la corsa ai depositi al giorno successivo e la chiusura della banca da parte dell’autorità californiana al 10 marzo. È quindi un’indagine su una crisi passata, non l’annuncio di un nuovo dissesto.
Il nuovo esame mette al centro la capacità di intervenire
Bowman collega l’inerzia anche alla paura di assumere decisioni sbagliate e alla scarsa chiarezza sulle responsabilità operative. Ha annunciato rapporti mensili con cui i gruppi di vigilanza potranno segnalare ai vertici dubbi e ostacoli all’intervento.
Il punto da valutare sarà l’efficacia del passaggio dall’individuazione di un rischio alla sua correzione. Una procedura può produrre molte segnalazioni senza garantire che i problemi vengano affrontati in tempo; distinguere chi osserva, chi decide e chi verifica l’esecuzione è perciò centrale nell’analisi dei controlli.
Le conclusioni presentate sono iniziali e l’articolo si basa sul discorso ufficiale, non sull’esame autonomo del rapporto integrale Starling. Non stabiliscono responsabilità personali o giudiziarie. Il confronto con la revisione del 2023 permette di individuare continuità e differenze nelle letture della vigilanza, senza cancellare le carenze gestionali della banca già documentate.







