Nordea ha mantenuto uno scenario di due ulteriori rialzi dei tassi della Banca centrale europea, a dicembre 2026 e marzo 2027. Nella valutazione ripresa da FXStreet il 18 settembre, ciascun intervento sarebbe di un quarto di punto percentuale. La previsione resta più graduale delle attese di mercato descritte dagli analisti, mentre il rincaro dell’energia aumenta il rischio di una stretta già a ottobre.
Dicembre e marzo restano lo scenario centrale di Nordea
Secondo la sintesi pubblicata da FXStreet, il gruppo di analisti ritiene che una cadenza trimestrale sia ancora coerente con i dati economici e con i messaggi della BCE. Nella loro lettura, la comunicazione della banca centrale non segnala un’urgenza tale da giustificare come scenario principale una sequenza più ravvicinata di aumenti.
Il punto non è l’assenza di pressioni sui prezzi. Nordea si aspetta che queste si allarghino gradualmente e che emergano effetti di secondo impatto, cioè ripercussioni dello shock iniziale su altre componenti dell’economia. Per ora, tuttavia, considera tale evoluzione compatibile con un irrigidimento progressivo della politica monetaria.
Già in un approfondimento pubblicato sul proprio sito l’11 agosto, Nordea indicava rialzi a settembre, dicembre e nel primo trimestre del 2027. Quel documento offre il contesto della previsione precedente; la scansione aggiornata a dicembre e marzo è quella riportata nel resoconto del 18 settembre.
Il gas può anticipare i tempi, ma ottobre resta un rischio
Gli analisti individuano nell’aumento dei prezzi energetici e nell’incertezza sul Medio Oriente i principali fattori che hanno spinto verso l’alto le attese sui tassi. Il nuovo rincaro del gas, in particolare, rende più concreta la possibilità che la BCE debba muoversi più rapidamente di quanto previsto nello scenario centrale.
Un aumento già alla riunione di ottobre rientra quindi fra i rischi segnalati da Nordea. Non va presentato come la previsione principale della banca, né come una decisione annunciata dalla BCE. Il resoconto distingue esplicitamente una traiettoria di base ancora graduale da un’alternativa di accelerazione.
Anche il confronto con il mercato richiede precisione. FXStreet riferisce che le attese incorporate nei prezzi sono diventate più aggressive di quelle di Nordea, ma la sintesi non offre una curva completa o probabilità numeriche per ogni riunione. Non consente quindi di quantificare quanto un rialzo a ottobre sia ritenuto probabile dagli operatori.
La BCE ha alzato i tassi a settembre, senza fissare le prossime mosse
Il dato ufficiale da cui partire è la decisione del 10 settembre: la BCE ha aumentato i tre tassi di riferimento di un quarto di punto percentuale. Dal 16 settembre il tasso sui depositi è al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sui prestiti marginali al 2,90%.
Nel comunicato, il Consiglio direttivo conferma che valuterà i dati e deciderà riunione per riunione, senza impegnarsi in anticipo su un percorso dei tassi. Fra gli elementi da esaminare figurano le prospettive d’inflazione, la dinamica dei prezzi di fondo e la trasmissione della politica monetaria all’economia.
Per leggere i prossimi sviluppi occorre dunque tenere separati tre livelli: le decisioni già entrate in vigore, le previsioni degli analisti e le attese di mercato. Il calendario dicembre-marzo appartiene al secondo livello. La sua tenuta dipenderà dall’evoluzione dei dati e dei rischi energetici, non da un automatismo trimestrale della BCE.







