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Serbia e Romania, Erste prevede inflazione in rialzo al 3,9% e al 6,6%

Le stime di Erste per settembre e il calendario delle pubblicazioni: il rialzo atteso è più ampio in Serbia, il livello resta maggiore in Romania.
Illustrazione di panieri alimentari e scontrini con i profili urbani di Belgrado e Bucarest
In sintesi

Erste Group Research prevede un’accelerazione dell’inflazione annua di settembre in Serbia e Romania. Nel CEE Market Insights del 12 ottobre, gli analisti stimano il 3,9% per la Serbia, contro il 2,2% di agosto, e il 6,6% per la Romania, dopo circa il 6,2%. Sono previsioni del gruppo bancario in vista delle pubblicazioni statistiche, non dati ufficiali già comunicati.

Il rialzo atteso è più ampio in Serbia

La differenza tra stima e mese precedente è di 1,7 punti percentuali in Serbia e circa 0,4 punti in Romania. La Romania resterebbe però il Paese con il tasso annuo più elevato tra i due: il divario atteso sarebbe di 2,7 punti. Accelerazione e livello dell’inflazione raccontano quindi due aspetti diversi.

Questi confronti riguardano il ritmo di aumento dei prezzi rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Un passaggio dal 2,2% al 3,9% non significa che il paniere serbo rincari dell’1,7% nel solo settembre. Per conoscere la variazione nell’ultimo mese serve il dato congiunturale, calcolato rispetto ad agosto.

Effetto base in Serbia, energia e cambio in Romania

Per la Serbia, Erste richiama gli effetti base e i maggiori prezzi dell’energia. L’effetto base nasce dal confronto con il livello dei prezzi di un anno prima: quando cambia quel termine di paragone, il tasso annuo può accelerare anche senza un aumento altrettanto brusco nel mese corrente.

Per la Romania, il calendario analitico del rapporto indica una stima del 6,60% annuo contro un precedente del 6,17%: usando questi valori più precisi, il rialzo atteso è di 0,43 punti percentuali. Gli analisti individuano nei carburanti, nel mercato energetico e nel recente deprezzamento del leu fattori di pressione sui prezzi fino alla fine dell’anno. Si tratta della loro valutazione, non di un effetto già misurato per settembre.

Le date dei dati e la lettura per i mercati

Il calendario di Erste colloca il CPI serbo di settembre il 12 ottobre e quello romeno il 13 ottobre. Il passaggio decisivo sarà confrontare i risultati con le stime, poi verificare quali categorie abbiano contribuito alla variazione. Un’inflazione annua più alta, da sola, non chiarisce quanto dipenda da energia, confronto con l’anno precedente o pressioni diffuse sugli altri prezzi.

Nel rapporto Erste descrive un orientamento prudente delle banche centrali della regione e considera persistente l’inflazione di fondo in Romania, prospettando possibili tagli dei tassi soltanto dal secondo trimestre 2027. È uno scenario degli analisti, non un impegno della banca centrale.

Per chi segue obbligazioni e valute dell’Europa centro-orientale, la distinzione conta: una sorpresa inflazionistica può modificare le aspettative sui tassi, ma non determina automaticamente una decisione monetaria o la direzione dei cambi. Il confronto tra dato effettivo, previsione e composizione del paniere offrirà una lettura più utile del solo numero annuo.

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