La Grecia propone un’imposta del 10% sulle plusvalenze delle persone fisiche derivanti dalla cessione di criptoattività. Il disegno di legge è in consultazione pubblica: non si tratta di una nuova aliquota già entrata in vigore.
Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha illustrato il progetto il 7 ottobre. La consultazione terminerà il 22 ottobre alle 10; il governo punta al passaggio parlamentare e all’approvazione nella prima settimana di novembre.
Esenzione fino a 500 euro e scambi tra crypto
La proposta esenta le plusvalenze fino a 500 euro per anno fiscale. Gli scambi di una criptoattività con un’altra non genererebbero plusvalenze imponibili. Il guadagno sarebbe calcolato, di regola, dalla differenza tra prezzo di acquisto e di cessione, con criteri per documentare le operazioni e il costo medio degli acquisti successivi.
I proventi da prestito, fornitura di liquidità e staking sarebbero tassati come interessi al 10%. È prevista anche una finestra di 12 mesi dalla pubblicazione della legge per dichiarare plusvalenze pregresse senza sanzioni o interessi, alle condizioni stabilite.
Il costo di acquisto conta quanto l’aliquota
Per capire il meccanismo, si può separare il ricavato dal guadagno: una vendita da 2.000 euro di criptoattività acquistate a 1.600 produce una differenza di 400 euro, prima di eventuali altri elementi rilevanti. Il 10% proposto riguarda la plusvalenza, non automaticamente l’intero incasso. È un esempio aritmetico, non un calcolo dell’imposta dovuta.
La soglia annuale richiede inoltre una lettura complessiva delle operazioni: un singolo guadagno di 400 euro non dimostra che tutte le plusvalenze dell’anno restino entro 500. Per importi superiori, la sintesi ministeriale non basta a stabilire come applicare ogni dettaglio dell’esenzione.
Il passaggio operativo sarà quindi ricostruire acquisti, cessioni e proventi, distinguendo il capitale investito dai risultati realizzati. Anche la finestra per dichiarare i guadagni precedenti resta legata alla futura legge: i 12 mesi non decorrono dall’annuncio. Il testo definitivo e la sua entrata in vigore restano da seguire.







