Eleving Group ha fissato al 9% annuo il tasso del nuovo prestito obbligazionario senior garantito da 200 milioni di euro, con prezzo di emissione alla pari. L’annuncio del 1° ottobre 2026 riguarda un collocamento privato: 25 milioni della stessa emissione sono riservati a un’offerta di scambio per i possessori del bond in scadenza nel 2028, ancora subordinata all’approvazione del prospetto.
Rifinanziamento e nuovi prestiti: le destinazioni dei fondi
Nel comunicato dell’emittente, Eleving indica tre impieghi principali dei proventi: rifinanziare il prestito da 90 milioni di euro in scadenza nel 2028, sostituire una parte delle passività sulla piattaforma Mintos e sostenere lo sviluppo del portafoglio prestiti. Il nuovo titolo ha ISIN XS3517354141; quello da rifinanziare è identificato da DE000A3LL7M4.
Il confronto fra le dimensioni chiarisce che l’operazione va oltre la sola sostituzione del bond precedente. I 90 milioni rappresentano il 45% dei 200 milioni annunciati. La differenza di 110 milioni non può però essere considerata tutta nuova liquidità per crescere: comprende anche l’altro rifinanziamento previsto, e il comunicato non ripartisce gli importi fra le destinazioni.
Dal 13% al 9%: il confronto sul costo cedolare
Il documento ufficiale dell’offerta del 2023 attribuisce al bond DE000A3LL7M4 una cedola fissa del 13% annuo e scadenza nel 2028. Il nuovo tasso del 9% è quindi inferiore di quattro punti percentuali. Il confronto riguarda le cedole dei due titoli, non il rendimento di mercato del vecchio bond.
Un calcolo redazionale rende visibile la differenza: su un identico capitale nominale di 90 milioni di euro, il 13% corrisponde a 11,7 milioni di interessi annui e il 9% a 8,1 milioni. La differenza teorica è di 3,6 milioni all’anno, prima di commissioni, premi di rimborso, tempi di sostituzione ed eventuale sovrapposizione dei prestiti.
Applicato all’intera nuova emissione da 200 milioni, il 9% equivale invece a 18 milioni di interessi annui su base nominale, se tutto il capitale resta in essere per un anno. Una cedola più bassa non implica dunque, da sola, una riduzione dell’esborso totale: il nuovo prestito ha una dimensione maggiore.
Lo scambio da 25 milioni non si aggiunge ai 200 milioni
Eleving ha destinato 25 milioni della nuova emissione allo scambio con i possessori dei titoli DE000A3LL7M4. Questa quota è il 12,5% dei 200 milioni e ne fa parte: non porta il totale annunciato a 225 milioni.
La finestra indicativa va dal 6 al 20 ottobre 2026, ma l’avvio dipende dall’approvazione del prospetto da parte della CSSF, l’autorità di vigilanza lussemburghese. Termini e condizioni saranno comunicati dopo l’approvazione. Non sono quindi ancora documentati nel comunicato il rapporto di scambio, le modalità operative o tutti i costi per gli aderenti.
La società annuncia inoltre l’intenzione di esercitare il diritto di rimborso del vecchio prestito. È un’intenzione dichiarata: non equivale alla conferma che i titoli siano già stati rimborsati.
Domanda istituzionale e quotazione prevista
L’amministratore delegato Modestas Sudnius riferisce una domanda vicina a 1,5 volte l’offerta e la interpreta come segnale di fiducia degli investitori. Il dato e la valutazione sono attribuiti alla società; il comunicato non fornisce il dettaglio del libro ordini o della distribuzione degli investitori.
L’ammissione dei nuovi titoli al mercato regolamentato di Francoforte, segmento General Standard, e al mercato regolamentato baltico di Nasdaq Riga è prevista intorno al 20 ottobre. Si tratta di una tempistica attesa, non di un’ammissione già avvenuta.
Cosa verificare nel prospetto
Per Eleving, il punto economico è sostituire una parte delle fonti di finanziamento e sostenere l’attività creditizia a un tasso cedolare più contenuto rispetto al bond 2028. Per i possessori dei vecchi titoli, la valutazione dello scambio richiederà però il confronto completo delle condizioni.
Il comunicato non precisa la scadenza del nuovo bond, il calendario dei pagamenti, le clausole finanziarie o il dettaglio delle garanzie. La definizione di prestito senior garantito descrive la struttura, ma non elimina il rischio di credito dell’emittente. Senza queste informazioni non è possibile confrontare integralmente durata, protezioni e costo effettivo dei due prestiti.







