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Dollaro sostenuto dai rendimenti Treasury: OCBC guarda ai payroll USA

Secondo OCBC, rendimenti statunitensi elevati, dati economici resilienti e rischi d'inflazione sostengono il dollaro. Il prossimo rapporto sul lavoro sarà un test per le attese sui tassi Fed.
Illustrazione del dollaro USA accanto a un grafico generico di rendimenti in rialzo.
In sintesi
  • OCBC lega la tenuta del dollaro a rendimenti Treasury elevati, dati USA solidi e rischi d'inflazione.
  • Il consenso riportato nella nota prevede 100.000 nuovi occupati in settembre, contro 162.000 in agosto, e disoccupazione al 4,1%.
  • La probabilità di un rialzo Fed di 25 punti base in ottobre era stimata intorno al 70% al momento della nota; può cambiare.

Il dollaro statunitense trova sostegno nell’aumento dei rendimenti dei Treasury, alimentato dalla tenuta dell’economia USA e dai timori che l’inflazione resti elevata. È la lettura degli strategist di OCBC Sim Moh Siong e Christopher Wong, riportata da FXStreet il 25 settembre 2026. Il banco di prova più vicino è il rapporto sull’occupazione di settembre: un dato più forte delle attese potrebbe rafforzare l’ipotesi di un ulteriore rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve.

Rendimenti più alti, ma per ragioni diverse

OCBC collega il sostegno al dollaro a tre fattori: dati statunitensi ancora solidi, energia costosa e inflazione persistente. In questo quadro gli investitori chiedono rendimenti più elevati sui titoli del Tesoro USA e ridimensionano la possibilità di una Fed meno restrittiva. Il maggiore rendimento delle attività in dollari può rendere la valuta più attraente rispetto ad altre, ma il rapporto non è automatico: contano anche l’inflazione attesa, i tassi negli altri Paesi e la propensione al rischio.

La distinzione è rilevante perché un rialzo dei rendimenti provocato da crescita robusta non ha necessariamente lo stesso significato di uno causato soltanto da nuove pressioni sui prezzi. Nel secondo caso il vantaggio in termini reali, cioè al netto dell’inflazione, può essere più contenuto. OCBC presenta uno scenario di sostegno al biglietto verde, non una garanzia che il dollaro continui a salire.

Il confronto atteso per il lavoro di settembre

Secondo le stime di consenso Bloomberg riportate nella nota, i nuovi occupati non agricoli sono attesi a 100.000 in settembre, contro 162.000 in agosto; il tasso di disoccupazione è previsto stabile al 4,1%. Sono previsioni, non risultati già pubblicati. Il confronto con agosto indica un rallentamento atteso delle assunzioni, mentre la stabilità della disoccupazione suggerirebbe un mercato del lavoro ancora relativamente resistente.

Gli analisti osservano che le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione sono diminuite nel corso del mese. Da qui il rischio, a loro giudizio, che i payroll superino il consenso. Una sorpresa al rialzo potrebbe spingere ancora i rendimenti e il dollaro; un rapporto più debole potrebbe invece ridurre le aspettative di ulteriori strette. Anche salari e revisioni dei mesi precedenti saranno necessari per interpretare il dato complessivo.

Fed e cambi: scenari, non obiettivi di prezzo

Nella ricostruzione di OCBC, il mercato attribuiva al momento della nota una probabilità intorno al 70% a un rialzo Fed di 25 punti base in ottobre. È una stima di mercato soggetta a cambiamenti, non una decisione della banca centrale. Gli strategist richiamano inoltre dichiarazioni di esponenti della Fed che mantengono l’attenzione sui rischi d’inflazione.

Per le coppie EUR/USD e USD/JPY, un ulteriore aumento del differenziale dei rendimenti a favore degli Stati Uniti potrebbe, a parità di altre condizioni, favorire il dollaro. Questa è un’implicazione del quadro descritto, non un obiettivo di cambio formulato nella nota. OCBC non fornisce livelli di prezzo per le due coppie: il prossimo dato sul lavoro servirà soprattutto a verificare se la forza dei rendimenti abbia basi sufficienti per durare.

Andamento recente di EUR/USD

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