L’attenzione dei trader che scelgono di giocare in Borsa è rivolta, in particolare, a diversi dati macroeconomici che riguardano la zona Euro e il Regno Unito. Buone notizie in arrivo dalla Germania, con il settore manifatturiero tedesco che si è stabilizzato a luglio, evitando la contrazione. Sarebbe stata la prima volta in 19 mesi. La notizia infonde speranza agli investitori, per una ripresa da una lunga recessione esacerbata dalla pandemia di COVID-19.

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I dati macroeconomici tedeschi nel dettaglio

L’Indice di produzione PMI flash di IHS Markit è salito a 50,0 da 45,2 di giugno, raggiungendo il valore limite che separa la crescita dalla contrazione, per la prima volta dal dicembre 2018.

La lettura ha superato le previsioni di consenso in un sondaggio di Reuters rivolto agli analisti, i quali si aspettavano un aumento minore dell’indice, a 48,0.

L’indice composito flash per gli acquisti , che traccia i settori manifatturieri e dei servizi (che insieme rappresentano oltre i due terzi dell’economia), è balzato a 55,5. Si tratta della sua prima espansione da febbraio e sopra le previsioni, per un aumento complessivo a 50,3.

Phil Smith, direttore associato di IHS Markit, ha affermato che:

La PMI di luglio ha registrato una solida crescita nel territorio e ben al di sopra delle aspettative. Chiaro segno che le condizioni commerciali stanno migliorando in tutta la Germania, man mano che l’attività e la domanda si riprendono.

Inoltre, per un’economia che è guidata principalmente dalle esportazioni, è decisamente incoraggiante vedere i produttori registrare una notevole ripresa delle vendite all’estero.

Le fabbriche hanno visto la prima crescita di nuovi ordini da settembre 2018, da quando i produttori della più grande economia europea hanno affrontato la domanda in calo dopo la decisione della Gran Bretagna di lasciare l’Unione europea e il peggioramento delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina.

L’indagine ha anche mostrato che il settore dei servizi, che fino all’introduzione del lockdown aveva compensato la flessione della produzione, è aumentato per la prima volta da febbraio.

Anche le aspettative e i nuovi ordini sono aumentati nel settore dei servizi. I datori di lavoro hanno richiesto l’assunzione di nuovo personale per la prima volta da febbraio.

Il quadro dell’occupazione non è stato altrettanto roseo nel settore manifatturiero, dove il ritmo dei licenziamenti sarebbe aumentato a luglio. Tuttavia, i nuovi ordini di esportazione sono aumentati per la prima volta dall’agosto 2018.

La spesa al dettaglio nel Regno Unito si avvicina ai livelli pre-lockdown

Buone notizie anche dall’Inghilterra, dove le vendite al dettaglio, a giungo, sono tornate quasi ai livelli pre pandemia. La riapertura dei negozi ha dato una spinta importante soprattutto al segmento dell’abbigliamento.

Nello specifico, i volumi di vendita a giugno sono aumentati del 13,9%, rispetto a maggio.

Un aumento del 70% nelle vendite di abbigliamento e calzature ha invertito gran parte della crisi degli ultimi mesi, sebbene il settore rimanga uno dei più colpiti, con una spesa del 35% al di sotto dei livelli pre-pandemici.

I volumi di vendita complessivi sono saliti allo 0,6% rispetto al livello di febbraio. Escludendo le vendite di carburanti, colpite dalla riduzione obbligatoria degli spostamenti delle persone, i volumi sono aumentati del 2,4% rispetto a febbraio.

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