L’uscita di Patrick Witt riapre il tema di chi coordinerà la politica sulle criptovalute alla Casa Bianca. Un funzionario dell’amministrazione ha confermato a The Block, il 14 ottobre, che il suo incarico temporaneo era terminato. Witt era direttore esecutivo del consiglio presidenziale per gli asset digitali e aveva seguito il confronto sul CLARITY Act. Alla domanda della testata su un successore, la Casa Bianca non aveva fornito una risposta.
La formulazione è importante: la fine di un incarico temporaneo non dimostra un licenziamento, né autorizza a concludere che l’amministrazione abbia abbandonato il proprio programma crypto. Il problema immediato è la continuità del lavoro politico in una fase nella quale il negoziato legislativo resta difficile.
Perché il ruolo di coordinamento conta
L’ordine esecutivo del 23 gennaio 2025 chiarisce l’architettura originaria del lavoro federale sugli asset digitali: un gruppo nel National Economic Council, con Tesoro, SEC, CFTC e altre amministrazioni. Al direttore esecutivo attribuisce il coordinamento quotidiano delle attività.
Questo aiuta a capire il peso di una successione. Un interlocutore stabile può raccogliere posizioni diverse, organizzare confronti e tradurre le priorità politiche in proposte operative. L’assenza di una figura identificata può rendere questi passaggi meno fluidi; è un rischio organizzativo, non una sospensione automatica della vigilanza.
Lo stesso ordine precisa infatti che non modifica le autorità attribuite per legge ai dipartimenti e alle agenzie. Casa Bianca, Congresso e regolatori non sono intercambiabili: coordinare una riforma, approvarla e applicare le norme sono funzioni differenti.
Il voto sul CLARITY Act: che cosa è stato fermato
Il resoconto ufficiale del Senato del 15 settembre 2026 registra 49 voti favorevoli e 50 contrari alla chiusura del dibattito sulla mozione per procedere all’esame di H.R. 3633. Si tratta del Digital Asset Market Clarity Act, dedicato al sistema di regolamentazione delle attività digitali fra SEC e CFTC.
Non era il voto finale sul disegno di legge. Il passaggio procedurale non riuscito ha ostacolato l’avanzamento dell’esame; il resoconto registra anche una mozione per riconsiderare il voto. Parlare di una legge già definitivamente respinta o di nuove regole già operative sarebbe quindi scorretto.
Secondo la ricostruzione di The Block, tra i nodi del confronto figurano il trattamento delle remunerazioni sulle stablecoin e le disposizioni etiche. Sono questioni politiche e normative che la nomina di un nuovo coordinatore, da sola, non risolverebbe.
Il possibile costo economico è nei tempi
La nostra lettura è che l’incertezza possa pesare soprattutto sulla pianificazione di piattaforme, intermediari e progetti che attendono confini regolamentari più chiari. Quando non sono definiti tempi e contenuti di una riforma, le imprese possono mantenere più opzioni aperte o rinviare investimenti legati alle nuove regole. Questo è un possibile canale di trasmissione, non un effetto già misurato dell’uscita di Witt.
Per valutare gli sviluppi servono tre segnali concreti: l’individuazione del responsabile del coordinamento, eventuali cambiamenti al testo negoziato e nuovi passaggi nel calendario del Senato. Una successione rapida favorirebbe la continuità; un vuoto prolungato aggiungerebbe un ostacolo organizzativo a quelli legislativi. Nessuno dei due scenari permette, da solo, di prevedere la direzione dei prezzi delle criptovalute.







