Il patrimonio digitale gestito da BlackRock aumenta di circa il 63% nel terzo trimestre 2026, passando da 48,839 miliardi di dollari a fine giugno a 79,632 miliardi a fine settembre. Il recupero emerge dai risultati pubblicati il 14 ottobre, ma non cancella la distanza dai livelli del 2025.
Il comunicato dei risultati depositato alla SEC permette di distinguere due motori della crescita: 7,907 miliardi di raccolta netta e 22,889 miliardi di rivalutazione di mercato, con un impatto valutario negativo di 3 milioni. Non si tratta quindi di 30,8 miliardi di nuovi acquisti da parte dei clienti.
Quanto pesa la rivalutazione nel recupero
L’aumento complessivo è di 30,793 miliardi. Dividendo questa differenza per il patrimonio iniziale si ottiene una crescita del 63,05%, secondo il calcolo redazionale. La rivalutazione spiega circa il 74,3% dell’incremento, mentre la raccolta contribuisce per circa il 25,7%; il cambio ha un effetto marginale.
La distinzione conta perché il patrimonio in dollari può aumentare anche senza un ingresso equivalente di denaro: basta che cresca il valore degli asset già detenuti. La raccolta netta misura invece la differenza fra sottoscrizioni e rimborsi. Per valutare la domanda dei clienti occorre leggere entrambe le componenti.
Il confronto con il 2025 resta negativo
A fine settembre 2025, la stessa categoria riportava 103,965 miliardi di dollari. Il dato di settembre 2026 è inferiore di 24,333 miliardi, pari a circa il 23,4%. Questo è un confronto fra due chiusure trimestrali omogenee; non identifica il massimo giornaliero raggiunto dai singoli ETF nel 2025.
Sui dodici mesi, BlackRock registra 6,305 miliardi di raccolta netta digitale, compensati da 30,629 miliardi di riduzione del valore di mercato e da un modesto effetto valutario negativo. Afflussi positivi e patrimonio in calo possono dunque convivere: il risultato dipende anche dai prezzi degli strumenti sottostanti.
Un rimbalzo trimestrale non equivale a un nuovo record
Rispetto ai 78,435 miliardi di fine dicembre 2025, il patrimonio di settembre cresce di circa l’1,5%. Nei primi nove mesi del 2026, la raccolta netta di 5,726 miliardi compensa una variazione di mercato negativa di 4,516 miliardi e un effetto cambi negativo di 13 milioni.
I tre confronti raccontano periodi diversi: un recupero vigoroso dal secondo trimestre, un valore poco sopra fine 2025 e un livello ancora inferiore a settembre dell’anno precedente. Confonderli trasformerebbe un rimbalzo in una crescita uniforme che i numeri non mostrano.
Che cosa osservare nei prossimi conti
Per l’analisi redazionale, la continuità della raccolta e la sensibilità ai prezzi restano i due punti centrali. Una ripresa sostenuta dagli afflussi può indicare maggiore domanda, mentre una rivalutazione può invertirsi con il mercato. Il +63% riguarda il patrimonio della categoria digitale riportata da BlackRock: non è il rendimento garantito di un ETF, né un aumento equivalente dei ricavi della società.




