Le azioni Amgen arrivano alla settimana dei risultati con due prospettive da tenere insieme: i farmaci più dinamici stanno aumentando le vendite, mentre la ricerca richiede risorse e alcuni prodotti storici perdono terreno. Il gruppo ha confermato il 3 novembre per i conti del terzo trimestre, dopo la chiusura di Wall Street, con conference call alle 22:30 italiane.
L’ultimo bilancio trimestrale disponibile offre una base precisa per tre domande: quali prodotti finanziano la crescita, quanta redditività assorbe la ricerca e quale spazio rimane per dividendi e debito. Sono domande sui risultati ancora attesi, mentre i numeri analizzati qui si riferiscono al secondo trimestre e al primo semestre 2026.
1. I farmaci in crescita compensano l’erosione dei prodotti maturi?
Nel comunicato del 4 agosto, Amgen ha riportato ricavi trimestrali per 10,05 miliardi di dollari, in aumento del 10%. Le vendite di prodotti sono cresciute del 9%, a 9,54 miliardi, trainate dai volumi. La media nasconde però differenze decisive per chi valuta il titolo.
Repatha ha raggiunto 953 milioni di ricavi, con un aumento del 37%, ed Evenity 714 milioni, in crescita del 38%. In entrambi i casi la società indica i volumi come motore. Uplizna è arrivato a 335 milioni, con un incremento del 90%, mentre Imdelltra e Imdylltra hanno generato complessivamente 288 milioni, più che raddoppiando rispetto all’anno precedente.
Sull’altro versante, Prolia è sceso del 32%, a 759 milioni, e Xgeva del 34%, a 352 milioni, con pressioni sia sui volumi sia sui prezzi netti dopo l’ingresso di biosimilari. Il confronto in dollari rende il problema più chiaro: Repatha ed Evenity hanno aggiunto insieme 453 milioni rispetto al secondo trimestre 2025; Prolia e Xgeva ne hanno persi complessivamente 543 milioni. È un’elaborazione redazionale delle tabelle societarie, non un confronto dell’intero portafoglio.
Gli altri prodotti consentono al gruppo di crescere, ma questo scarto mostra perché il risultato complessivo dipenda dalla diffusione commerciale di più terapie. Nei prossimi conti sarà utile osservare il contributo aggiuntivo in dollari, oltre alle percentuali: una crescita molto elevata su una base piccola può ancora compensare solo una parte della flessione di un farmaco maturo.
2. Quanto costa preparare la prossima fase di crescita?
La ricerca e sviluppo contabilizzata nel secondo trimestre è salita del 7%, a 1,87 miliardi. Su base rettificata è aumentata del 10%, a 1,85 miliardi, soprattutto per programmi clinici avanzati, fra cui MariTide, e per il supporto ai prodotti già commercializzati. Questa spesa finanzia opportunità future, con tempi e probabilità di successo diversi da quelli delle vendite correnti.
L’aggiornamento più recente aggiunge un elemento concreto: il 27 ottobre Amgen ha diffuso nuovi dettagli sul programma dazodalibep nella malattia di Sjögren, in vista della presentazione congressuale dell’11 novembre. La società riferisce risultati statisticamente significativi nello studio di fase 3 OASIZ-301 e prevede il completamento di OASIZ-303 nel quarto trimestre. Il prodotto resta sperimentale: questi avanzamenti possono modificare le aspettative, mentre ricavi commerciali e autorizzazioni richiedono passaggi ulteriori.
Anche la lettura dei margini richiede attenzione. Amgen indica un margine operativo contabile del 36,8%, in aumento di 6,5 punti, e uno rettificato del 48,4%, in calo di mezzo punto. Entrambi sono calcolati sulle vendite di prodotti, anziché sui ricavi totali: il denominatore va conservato quando si confrontano i numeri.
Il miglioramento contabile beneficia di minori ammortamenti collegati alle acquisizioni. Su base rettificata, invece, aumentano costi di produzione, quote di profitto riconosciute ai partner e spesa di ricerca. La conseguenza è visibile nell’utile per azione: quello contabile sale del 65%, a 4,37 dollari, mentre quello rettificato cresce del 4%, a 6,29 dollari.
I due indicatori rispondono a domande diverse. Il risultato contabile incorpora il costo economico delle acquisizioni; quello rettificato aiuta a confrontare la gestione secondo le esclusioni adottate dalla società. Il terzo trimestre sarà più informativo se chiarirà insieme andamento dei costi, ammortamenti e capacità dei nuovi prodotti di sostenere il margine.
3. Cassa e dividendo: quanto resta dopo gli investimenti?
Nel secondo trimestre Amgen ha generato 4 miliardi di cassa operativa e investito 513 milioni, ottenendo 3,49 miliardi di flusso di cassa libero secondo la propria definizione. Un anno prima il saldo era di 1,91 miliardi. La società precisa che il confronto beneficia anche dell’ultimo pagamento dell’imposta sul rimpatrio degli utili sostenuto nel secondo trimestre 2025: attribuire tutto il progresso alla crescita industriale sovrastimerebbe il miglioramento ricorrente.
Nel semestre il flusso libero è stato di 4,97 miliardi, rispetto a 2,89 miliardi. Nel solo secondo trimestre i dividendi pagati sono stati circa 1,4 miliardi; il dividendo per azione di 2,52 dollari era superiore del 6% a quello dello stesso periodo 2025. Questi dati mostrano una copertura nel periodo osservato, mentre la sostenibilità futura dipende da risultati, investimenti e decisioni del consiglio.
A giugno la liquidità era di circa 14 miliardi e il debito di 57,3 miliardi, contro rispettivamente 9,1 e 54,6 miliardi a fine 2025. Sottraendo la cassa dal debito riportato si ottengono circa 43,3 miliardi, rispetto a 45,5 miliardi a dicembre: un calcolo redazionale semplificato, utile per evidenziare che l’aumento del debito lordo ha accompagnato un incremento più ampio della liquidità.
La previsione diffusa ad agosto indicava ricavi annui fra 38,2 e 39,4 miliardi, utile rettificato per azione fra 22,30 e 23,50 dollari e investimenti per circa 2,6 miliardi. Il prossimo aggiornamento dovrà chiarire se la crescita dei prodotti consente di finanziare questa spesa, sostenere le distribuzioni e mantenere flessibilità finanziaria.
La lettura decisiva dei prossimi risultati
Uno scenario favorevole vedrebbe i farmaci in espansione assorbire l’erosione dei prodotti maturi, con costi di ricerca coerenti con gli avanzamenti clinici e cassa sufficiente a sostenere gli impegni. Uno scenario più debole emergerebbe se la pressione sui prezzi accelerasse mentre aumentano i costi, riducendo lo spazio finanziario anche in presenza di ricavi crescenti.
Per chi segue Amgen, il punto è collegare vendite, redditività e risorse disponibili, mantenendo separato il valore potenziale della ricerca dai risultati già incassati. Il bilancio del 3 novembre offrirà nuovi elementi per questo confronto; la reazione del titolo dipenderà anche dalle aspettative già incorporate nelle quotazioni.






