Bitcoin ha recuperato quota 86.000 dollari nella rilevazione pubblicata da QCP il 5 ottobre 2026. Il recupero accompagna aspettative più favorevoli a una pausa della Federal Reserve, dopo i dati deboli sul lavoro USA: una lettura di mercato che non equivale a una decisione della banca centrale.
La pausa guadagna terreno, il rialzo non scompare
Nella nota QCP del 5 ottobre, Bitcoin è indicato vicino a 86.700 dollari, con un rialzo dell’1,8%. La società colloca intorno al 22% la probabilità di una stretta Fed a ottobre. Il dato ridimensiona l’idea che gli operatori abbiano cancellato del tutto questa eventualità.
La fotografia di QCP non è una quotazione aggiornata continuamente: prezzi e probabilità possono cambiare durante la seduta. La nota segnala inoltre un rendimento del Treasury decennale al 5,25%, attribuendo la sua tenuta all’offerta di titoli e al premio richiesto per detenere debito a lunga scadenza.
Il lavoro rallenta anche rispetto alla propria media
Il rapporto ufficiale BLS su settembre, pubblicato il 2 ottobre, registra 29.000 occupati non agricoli in più, contro una media mensile di 45.000 nei dodici mesi precedenti. La disoccupazione è al 4,2% e la crescita annuale delle retribuzioni orarie al 3%.
Il confronto redazionale mostra 16.000 posti in meno rispetto alla media: una variazione inferiore del 35,6%, calcolata come (29.000 ÷ 45.000 − 1) × 100. È un confronto con la serie osservata, non con il consenso degli economisti. Il BLS descrive occupazione e disoccupazione come poco variate: il dato non dimostra da solo una recessione.
Il livello da superare secondo QCP
La società individua a 87.200 dollari una resistenza da superare stabilmente per confermare un ulteriore movimento rialzista. È un criterio della sua analisi tecnica, non una soglia che garantisce il prossimo rialzo. Rispetto agli 86.700 dollari della nota, la distanza è di 500 dollari, circa lo 0,58%.
Perché una pausa non risolve tutto
La possibile stabilità dei tassi ufficiali può alleggerire il timore di una stretta immediata. I rendimenti a lunga scadenza, però, dipendono anche da inflazione attesa, offerta di debito e remunerazione richiesta per il rischio: possono restare elevati mentre la Fed attende.
Nella lettura redazionale, questo spiega perché un dato sul lavoro favorevole alla pausa non basta a rendere automatico il recupero di Bitcoin. Un rendimento obbligazionario alto mantiene un’alternativa remunerata per il capitale, mentre i flussi verso le criptovalute restano variabili.
Il prossimo elemento utile sarà il contenuto dei verbali Fed richiamati da QCP: servirà a valutare quanto siano diffuse le ragioni per attendere. Il risultato sul lavoro è un fatto; la pausa e il superamento della resistenza restano scenari da verificare.







