Il rapporto CFTC ha registrato una riduzione delle posizioni nette rialziste sui futures in yen: nella settimana al 22 settembre 2026 il saldo non-commercial passa da 120.359 a 71.982 contratti. Il calo è di 48.377 contratti, circa il 40,2%. La posizione resta comunque positiva.
Da dove arriva la contrazione del saldo
Nel rapporto CFTC sui futures CME, le posizioni lunghe non-commercial sono 192.274 e quelle corte 120.292. Rispetto alla settimana precedente, le prime diminuiscono di 45.677 contratti e le seconde aumentano di 2.700.
La scomposizione redazionale attribuisce circa il 94,4% della riduzione del saldo alla contrazione dei long e il restante 5,6% all’aumento degli short. Il calcolo somma le due variazioni che riducono la differenza fra posizioni lunghe e corte.
È una distinzione utile: un saldo meno rialzista può derivare soprattutto da una minore esposizione lunga, senza che aumentino nella stessa misura le posizioni ribassiste. Qui entrambe le componenti contribuiscono, ma con pesi molto diversi.
Anche il mercato dei contratti si restringe
L’open interest, cioè i contratti ancora aperti, scende da 542.802 a 378.701. Il nostro calcolo misura una contrazione del 30,2%; il saldo netto resta più piccolo anche rispetto alla dimensione del mercato, passando da circa il 22,2% al 19%.
Il confronto delle serie storiche ufficiali 2026, limitato al contratto yen CME e alla medesima categoria, conferma che questa riduzione settimanale del saldo è più ampia di quelle registrate dall’inizio di agosto.
La percentuale sul totale aiuta a distinguere due fenomeni: il restringimento del mercato e il cambiamento del posizionamento al suo interno. Non misura, invece, quanti dollari siano usciti dal Giappone o quanto capitale sia stato investito sul cambio USD/JPY.
Che cosa il dato non dice sul rischio
La metodologia CFTC precisa che l’autorità non conosce le ragioni specifiche delle posizioni dei trader. Inoltre, la categoria non-commercial del rapporto Legacy non coincide automaticamente con il solo insieme degli hedge fund.
Definire il movimento una presa di profitto richiederebbe quindi altre prove. Lo stesso vale per l’idea che segnali minore paura geopolitica: il conteggio dei contratti non identifica quale motivazione abbia guidato ciascun operatore.
Come lettura redazionale, il dato indica un’esposizione netta meno orientata al rialzo dello yen. Non dimostra che tutti gli investitori abbiano abbandonato una strategia difensiva, né consente di ricostruire l’intero mercato valutario dai soli futures.
Una fotografia settimanale, non un segnale in tempo reale
La data delle posizioni è essenziale: questa analisi riguarda il 22 settembre, non la situazione intraday del 1° ottobre. Un rapporto settimanale non incorporerà automaticamente gli eventi successivi alla rilevazione.
Per valutare il rischio, le prossime osservazioni dovranno distinguere se proseguirà la riduzione dei long, se cresceranno gli short e se cambierà ancora l’open interest. Il risultato attuale mostra un ridimensionamento del saldo positivo; trasformarlo in una previsione certa sullo yen aggiungerebbe una conclusione che i dati non sostengono.






