Lo yen fatica a recuperare terreno sul dollaro mentre salgono i rendimenti dei titoli di Stato statunitensi. I dati sull’attività economica USA più solidi hanno rafforzato l’idea che la Federal Reserve possa mantenere una linea restrittiva. Per la coppia USD/JPY, un rialzo significa che servono più yen per acquistare un dollaro.
La Fed ha già aumentato i tassi di 25 punti base il 16 settembre, portando l’intervallo obiettivo al 3,75%-4,00%. Un eventuale nuovo rialzo resta invece un’aspettativa di mercato, non una decisione presa. Anche la Bank of Japan ha alzato i tassi a settembre, ma il divario tra i rendimenti delle due economie continua a favorire il dollaro.
Perché il dato sull’attività conta
Il PMI composito preliminare degli Stati Uniti è salito a 58,4 in settembre da 56,0 in agosto, secondo S&P Global. Un valore superiore a 50 indica espansione: l’accelerazione suggerisce che l’economia potrebbe sostenere tassi elevati più a lungo. È questa la lettura che ha contribuito a spingere i rendimenti dei Treasury e a mettere pressione sullo yen. Il dato, da solo, non dimostra però che la Fed aumenterà ancora i tassi.
Rendimenti statunitensi più alti possono attirare capitali verso gli attivi in dollari. Il rapporto può invertirsi se i prossimi dati USA deludono, se la Bank of Japan segnala una stretta più rapida o se aumenta la domanda di yen come valuta rifugio.
Che cosa osservare
Nelle analisi del 24 settembre, USD/JPY si muoveva nell’area 158; la media mobile a 200 giorni, intorno a 158,5, era indicata come riferimento tecnico. Sono livelli osservati in quella seduta, non soglie che garantiscono la direzione futura. Per valutare la tenuta del movimento conteranno soprattutto i prossimi dati USA, l’andamento dei Treasury e le indicazioni delle due banche centrali.






