Zcash prepara NU7 con l’obiettivo di attivarlo sulla rete principale il 5 novembre 2026. Il calendario pubblicato sul forum della comunità prevede blocchi ogni 25 secondi anziché 75, una modifica che potrebbe ridurre sensibilmente l’attesa per i pagamenti in ZEC. La data resta un traguardo operativo: la decisione finale sull’attivazione è prevista per il 20 ottobre, dopo le prove sulla rete di test.
Blocchi più frequenti: cosa significa per chi paga
La proposta tecnica ZIP 218 riduce a un terzo l’intervallo obiettivo tra i blocchi. Il beneficio più immediato riguarda la prima conferma, cioè l’inclusione di una transazione nella blockchain. Il documento indica un’attesa media di 25 secondi, contro i 75 attuali.
Il miglioramento va letto come una media attesa, non come una scadenza garantita per ogni trasferimento. A parità di conferme richieste, blocchi più frequenti possono accorciare l’attesa. Tuttavia, il tempo effettivo dipende anche dalle regole del servizio che riceve il pagamento e dal livello di sicurezza richiesto. La proposta non invita i servizi a ridurre il numero delle conferme.
La distinzione è rilevante per evitare di confondere velocità e definitività: vedere una transazione inclusa in un blocco non equivale a ottenere immediatamente ogni garanzia richiesta dal destinatario. Per chi utilizza Zcash, la misura concreta del vantaggio sarà quindi l’esperienza nei wallet e nei servizi dopo l’aggiornamento.
Commissioni accantonate per le ricompense future
NU7 includerebbe anche il Network Sustainability Mechanism. ZIP 235 propone di rimuovere temporaneamente dalla circolazione almeno il 60% delle commissioni delle transazioni, con arrotondamenti previsti dalla specifica. Lo scopo è reimmettere questi fondi attraverso ricompense future dei blocchi: non si tratta di una distruzione definitiva dei token né di una riserva gestita discrezionalmente.
Il calendario sul forum indica febbraio 2031 come inizio della reintroduzione, mantenendo gli halving, i dimezzamenti periodici dell’emissione. ZIP 218 precisa inoltre che la maggiore frequenza dei blocchi richiede di adeguare l’emissione per blocco, così da conservare quella giornaliera. Produrre blocchi più spesso non significa dunque creare automaticamente più ZEC ogni giorno.
Il meccanismo sposta nel tempo una parte delle risorse destinate alla sicurezza della rete. La sua rilevanza economica dipenderà anche dall’ammontare delle commissioni effettivamente generate: una quota percentuale, da sola, non indica quante risorse saranno disponibili per i miner.
Il passaggio decisivo sarà la verifica sulla rete di test
Il piano fissa il completamento del codice al 30 settembre e l’attivazione sulla testnet al 6 ottobre. Il 20 ottobre gli sviluppatori dovrebbero decidere se procedere sulla rete principale e scegliere l’altezza di attivazione, ossia il blocco da cui entreranno in vigore le nuove regole.
Il post di coordinamento prevede la disattivazione delle transazioni v4 e non si attende cambiamenti significativi per i wallet; nodi completi, indicizzatori ed esploratori potrebbero invece richiedere aggiornamenti. Il punto da monitorare resta l’esito dei test. Per ZEC è una notizia sul funzionamento della rete, che da sola non permette di dedurre un futuro movimento del prezzo.



