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BTP 2037, febbraio o Green ottobre? Rendimenti e rischio a confronto

Il BTP 4% febbraio 2037 e il Green 4,05% ottobre 2037 hanno prezzi e sensibilità diversi: confronto dei rendimenti, rateo ed esempi su 10.000 euro nominali.
Illustrazione di due documenti obbligazionari con un nastro tricolore e un ramo di ulivo davanti ad architetture romane.
In sintesi
  • Confronto fra IT0003934657 e IT0005596470, con dati di rendimento al 15 ottobre.
  • La cedola del Green arriva il 30 ottobre, ma il compratore paga il rateo maturato.
  • Uno spostamento dei rendimenti può incidere sul prezzo più della differenza fra le cedole.

Chi cerca il BTP 2037 trova titoli differenti. Due emissioni a tasso fisso sono il 4% con scadenza 1° febbraio 2037, ISIN IT0003934657, e il BTP Green 4,05% con scadenza 30 ottobre 2037, ISIN IT0005596470. La differenza non si esaurisce in cinque centesimi di cedola annua: cambiano prezzo, rendimento e durata residua.

L’avvicinarsi della cedola di ottobre del Green rende utile un confronto rigoroso. Per evitare di mescolare momenti diversi, i rendimenti e i prezzi di riferimento riportati sotto sono quelli delle schede di Borsa Italiana riferiti al 15 ottobre 2026. Non sono prezzi eseguibili garantiti né rendimenti calcolati sulle successive quotazioni intraday.

Le due emissioni a confronto

La scheda del BTP febbraio 2037 e quella del BTP Green ottobre 2037 consentono di confrontare caratteristiche e rendimenti sulla stessa data. I dati di rendimento sono elaborati da Skipper Informatica e pubblicati nelle schede del mercato.

Dato al 15 ottobre 2026 BTP febbraio 2037 BTP Green ottobre 2037
ISIN IT0003934657 IT0005596470
Cedola annua lorda 4% 4,05%
Prezzo di riferimento, per 100 nominali 96,73 96,14
Rendimento a scadenza lordo 4,44% 4,54%
Rendimento a scadenza netto indicato 3,92% 4,01%
Duration modificata 8,08 8,41
Rateo lordo, per 100 nominali 0,8587 1,90328

Entrambi pagano cedole semestrali e sono negoziati a corso secco, con lotto minimo di 1.000 euro. “Netto” nella scheda non significa risultato finale personale dopo ogni costo: commissioni, eventuali oneri del conto e situazione fiscale possono modificare il rendimento effettivamente realizzato.

Cedola e rendimento: due misure diverse

La cedola si applica al valore nominale, non al prezzo pagato. Su 10.000 euro nominali il 4% distribuisce 400 euro lordi l’anno; il 4,05% ne distribuisce 405. La differenza è appena 5 euro annui. Il rendimento a scadenza considera invece l’esborso iniziale e l’intera sequenza dei flussi, compreso il rimborso del nominale secondo le condizioni del titolo.

Acquistare sotto 100 aggiunge quindi una componente potenziale di recupero verso il rimborso, oltre alle cedole. Ma quel recupero si distribuisce nel tempo: non è un guadagno annuale immediato. Il rendimento indicato è una misura finanziaria dei flussi contrattuali; il risultato composto dipende anche da come vengono reinvestite le cedole e dalla regolare esecuzione dei pagamenti.

Il Green mostra nel confronto un rendimento lordo superiore di circa 0,10 punti percentuali. Non basta per definirlo migliore: occorre affiancare la durata più lunga e il maggiore rischio di oscillazione del prezzo.

Quanto serve per acquistare 10.000 euro nominali

Al prezzo di riferimento, il controvalore a corso secco è 9.673 euro per il febbraio e 9.614 euro per il Green. Il conto non termina qui: al venditore spetta la quota di cedola già maturata, il rateo.

Applicando i ratei lordi della tabella, la componente maturata vale rispettivamente 85,87 e 190,33 euro. Il prezzo “tel quel” lordo illustrativo, cioè corso secco più rateo lordo, diventa circa 9.758,87 e 9.804,33 euro. Sono calcoli redazionali sui dati di riferimento: non preventivi di addebito. Regolamento, fiscalità e commissioni determinano il conteggio finale dell’intermediario.

Il titolo che appare meno costoso guardando soltanto il corso secco può dunque richiedere un esborso maggiore includendo la cedola maturata. Non è una contraddizione: una parte del pagamento tornerà con la prossima cedola.

La cedola del 30 ottobre non è un regalo per chi compra prima

Il Green paga 2,025 euro lordi ogni semestre per 100 nominali, quindi 202,50 euro su 10.000 nominali. Acquistare poco prima della data cedolare non permette di incassare gratuitamente l’intera remunerazione del semestre: gran parte è stata riconosciuta al venditore nel rateo.

La convenienza va misurata dall’effettiva data di regolamento, non dal solo calendario dello stacco. Anche il rateo della tabella è riferito alla data di calcolo della fonte e non va riutilizzato senza aggiornamento per un ordine successivo. Questa distinzione evita di scambiare un flusso di cassa visibile per un rendimento interamente guadagnato in pochi giorni.

La sensibilità ai tassi: una simulazione semplice

La duration modificata approssima quanto cambia percentualmente il prezzo quando varia il rendimento richiesto. La relazione di primo ordine è: variazione percentuale del prezzo uguale a meno duration modificata moltiplicata per variazione del rendimento.

Con un aumento ipotetico dei rendimenti di 0,50 punti percentuali, l’effetto stimato è circa -4,04% per il febbraio e -4,21% per il Green. Con un calo equivalente, la stima lineare cambia segno. È una simulazione, non una previsione; trascura la convessità, il trascorrere del tempo, i flussi incassati e variazioni non uniformi della curva. L’errore aumenta per movimenti più ampi.

Il messaggio è che una variazione dei rendimenti può incidere sul prezzo molto più della differenza fra le due cedole. Inoltre il rendimento di un BTP può salire anche per un aumento del premio per il rischio italiano, senza una variazione identica dei tassi della banca centrale.

Vendere prima o aspettare il 2037

Chi vende prima della scadenza dipende dal prezzo disponibile sul mercato. Chi conserva il titolo fino al rimborso riduce il problema di dover realizzare un’oscillazione intermedia, ma continua a sostenere rischio dell’emittente, inflazione e costo opportunità: il capitale rimane impegnato mentre possono emergere alternative più remunerative.

La denominazione Green non elimina questi rischi e non rende il capitale protetto dall’inflazione. Per scegliere fra le due emissioni occorre confrontare flussi e orizzonte effettivo: il febbraio scade prima ed è meno sensibile nel confronto; l’ottobre offre un rendimento di riferimento leggermente maggiore in cambio di una durata più lunga. Nessuno dei due è automaticamente conveniente perché quota sotto la pari.

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