Per le azioni AbbVie, i risultati del terzo trimestre pubblicati il 30 ottobre portano due notizie concrete: ricavi in crescita del 10,3% e un aumento del dividendo trimestrale del 5,2%, a partire dal pagamento di febbraio 2027. Skyrizi e Rinvoq continuano a compensare il calo di Humira e arrivano insieme a quasi metà del fatturato. Il gruppo alza inoltre le previsioni sull’utile per azione rettificato per il 2026.
Il punto da approfondire è la qualità di questa crescita. Il progresso degli utili supera ampiamente quello delle vendite anche perché il confronto con il 2025 beneficia di minori oneri per ricerca acquisita e traguardi contrattuali. Per capire cosa cambia per gli azionisti occorre separare andamento commerciale, rettifiche contabili e impegno finanziario del nuovo dividendo.
Skyrizi e Rinvoq valgono il 48,7% dei ricavi
Nel bilancio trimestrale ufficiale AbbVie, i ricavi raggiungono 17,404 miliardi di dollari, contro 15,776 miliardi un anno prima. A cambi costanti l’aumento è del 10,5%, vicino al 10,3% riportato: le oscillazioni valutarie hanno quindi un ruolo contenuto nel tasso di crescita complessivo.
Skyrizi genera 5,776 miliardi, in aumento del 22,7%, e Rinvoq 2,706 miliardi, +23,9%. La somma è 8,482 miliardi, pari al 48,7% del fatturato totale: un’elaborazione redazionale che rende visibile la concentrazione economica del portafoglio. Humira scende invece del 31,2%, a 683 milioni.
La transizione commerciale è ormai evidente. Due prodotti in forte espansione sostengono una quota crescente dei risultati, mentre il peso del farmaco storico si riduce. Per l’investitore, il vantaggio è una crescita sostenuta da attività già commercializzate; il rischio è una maggiore sensibilità alle condizioni di prezzo, alla concorrenza e all’accesso ai trattamenti dei prodotti principali.
Le neuroscienze offrono un secondo contributo, con ricavi di 3,389 miliardi e crescita del 19,4%. L’oncologia aumenta dello 0,8%, mentre l’estetica scende dell’1,4%. Il progresso del gruppo è quindi forte, ma presenta velocità diverse fra le divisioni.
Utili più che raddoppiati: quanto conta la base di confronto
L’utile per azione diluito contabile è 2,37 dollari, contro 0,10 del terzo trimestre 2025. Quello rettificato passa da 1,86 a 3,82 dollari. Anche quest’ultimo confronto richiede una lettura attenta: entrambe le misure includono i costi di ricerca e sviluppo acquisiti e i pagamenti collegati a traguardi contrattuali, indicati come IPR&D e milestones.
Questi oneri pesano per 0,11 dollari per azione nel trimestre corrente, contro 1,50 dollari un anno prima. Una parte importante del balzo dell’utile riflette dunque una diversa intensità di tali spese. Presentare l’intero aumento come accelerazione delle vendite o della redditività ordinaria darebbe una lettura incompleta.
Per rendere il confronto più omogeneo si può aggiungere il relativo impatto agli utili rettificati di entrambi i periodi: 3,82 più 0,11 dà 3,93 dollari; 1,86 più 1,50 dà 3,36 dollari. L’aumento di questa misura illustrativa è circa il 17%. È un calcolo redazionale sui valori per azione arrotondati, diverso dall’EPS pubblicato da AbbVie e utile soltanto a isolare l’effetto delle spese indicate.
Margini e acquisizioni: cosa resta fuori dall’utile rettificato
Il margine operativo contabile è del 36%, mentre quello rettificato raggiunge il 48,7%. La distanza di 12,7 punti percentuali riflette gli aggiustamenti riportati dalla società. Fra le componenti della riconciliazione figurano ammortamenti di attività immateriali, costi di acquisizione e integrazione e variazioni del valore degli impegni di pagamento condizionati.
AbbVie ha completato l’acquisizione di Apogee Therapeutics per ampliare i progetti nell’immunologia. Nel trimestre i costi di acquisizione e integrazione esclusi dall’utile rettificato ammontano a 408 milioni prima delle imposte, riferiti principalmente a questa operazione. Sono distinti dai 216 milioni di ricerca acquisita e milestones che rimangono invece inclusi nei risultati rettificati.
La distinzione conta perché un gruppo farmaceutico può sostenere la crescita sia sviluppando prodotti internamente sia comprando progetti. I risultati clinici, le autorizzazioni e la futura adozione commerciale determinano il ritorno di questi investimenti. La disponibilità di nuovi candidati amplia le opportunità, mentre i ricavi futuri restano soggetti ai rischi di sviluppo.
Il dividendo sale a 1,82 dollari: aumento e rendimento sono diversi
Il consiglio ha portato il dividendo trimestrale da 1,73 a 1,82 dollari per azione. Il primo pagamento al nuovo livello è previsto per il 16 febbraio 2027, con data di registrazione il 15 gennaio. L’incremento di 9 centesimi corrisponde a circa il 5,2%.
Annualizzare il nuovo importo produce 7,28 dollari per azione, contro 6,92 dollari al livello precedente: 36 centesimi annui aggiuntivi, ipotizzando quattro pagamenti invariati. Si tratta di un’annualizzazione illustrativa, non di quattro dividendi già deliberati. Il 5,2% misura l’aumento dell’importo distribuito, mentre il rendimento da dividendo dipende anche dal prezzo pagato per l’azione.
La nostra precedente analisi su AbbVie, cassa e dividendi poneva il tema della copertura finanziaria delle distribuzioni. Il comunicato odierno offre ricavi, conto economico e riconciliazioni, ma non un rendiconto finanziario completo: l’aumento del dividendo va quindi distinto da una dimostrazione aggiornata della sua copertura tramite cassa libera.
La nuova previsione sugli utili e le condizioni per sostenerla
AbbVie alza la previsione 2026 dell’EPS rettificato a 13,95–13,99 dollari, dalla precedente fascia 13,76–13,96. Il punto medio sale da 13,86 a 13,97 dollari, circa lo 0,8%, mentre l’intervallo si restringe. La previsione include un impatto negativo di 0,69 dollari per ricerca acquisita e milestones già sostenute nei nove mesi; esclude eventuali nuovi oneri analoghi successivi al terzo trimestre, che la società dichiara di non poter stimare in modo affidabile.
Lo scenario favorevole combina crescita dei farmaci principali, sviluppo delle neuroscienze e conversione degli utili in liquidità. Le pressioni da osservare riguardano concentrazione dei ricavi, costi delle acquisizioni e condizioni commerciali. I dati pubblicati rafforzano la prospettiva operativa del gruppo, mentre una valutazione completa del rendimento per l’azionista richiede anche prezzo del titolo, debito e flussi finanziari aggiornati.



