AWS continua a essere il principale motore dell’utile operativo di Amazon, ma i risultati del terzo trimestre mostrano anche un recupero significativo delle attività commerciali. È questo equilibrio a rendere interessante la lettura dei conti pubblicati il 29 ottobre: il cloud accelera, mentre Nord America e attività internazionali producono più risultato per ogni dollaro di vendite.
Per le azioni Amazon, distinguere i contributi permette di capire quanto la crescita dipenda da una sola divisione e quanto si stia allargando la base dei profitti. L’analisi completa il precedente approfondimento su margini, cassa e previsioni delle trimestrali, concentrandosi questa volta sulla composizione del risultato.
AWS pesa il 23% dei ricavi e il 63% dell’utile operativo
Nel comunicato ufficiale Amazon, AWS registra ricavi per 45,984 miliardi di dollari e utile operativo per 17,773 miliardi. Rispetto ai 33,006 miliardi di ricavi di un anno prima, la crescita è del 39,3%. Il margine operativo, calcolato dividendo risultato e vendite, sale dal 34,6% al 38,7%.
La divisione genera circa il 22,8% del fatturato consolidato e il 63,3% dell’utile operativo. La differenza fra le due quote mostra la sua importanza economica: una parte relativamente contenuta delle vendite produce quasi due terzi del risultato della gestione operativa.
La quota dell’utile operativo era però il 65,6% un anno prima. Il suo lieve calo, mentre AWS cresce rapidamente, segnala che anche il resto del gruppo sta migliorando. Presentare Amazon come sempre più dipendente dal cloud in ogni misura farebbe perdere proprio questa informazione.
Il confronto fra i tre segmenti
| Terzo trimestre 2026 | Ricavi, miliardi di dollari | Utile operativo, miliardi | Margine 2026 | Margine 2025 |
|---|---|---|---|---|
| Nord America | 112,852 | 8,723 | 7,7% | 4,5% |
| Internazionale | 43,108 | 1,580 | 3,7% | 2,9% |
| AWS | 45,984 | 17,773 | 38,7% | 34,6% |
Fonte: prospetti societari. Margini e quote sono elaborazioni redazionali sui dati non arrotondati; confronti con il terzo trimestre 2025.
Il Nord America aumenta i ricavi del 6,2%, ma l’utile operativo cresce di circa l’82%, da 4,789 a 8,723 miliardi. La differenza indica una forte leva operativa nel trimestre: una parte più ampia delle vendite si traduce in risultato. Il segmento internazionale porta l’utile da 1,199 a 1,580 miliardi, con un miglioramento più contenuto del margine.
Questi segmenti comprendono più attività del semplice negozio online. Leggere il loro risultato come margine della sola vendita diretta di prodotti confonderebbe commercio, servizi e altre componenti del modello Amazon. Il confronto è utile proprio mantenendo le definizioni adottate dalla società.
Da dove arrivano i nuovi profitti
L’utile operativo consolidato aumenta di 10,654 miliardi rispetto a un anno prima. AWS contribuisce per 6,339 miliardi, circa il 59,5% dell’incremento, mentre Nord America e Internazionale insieme aggiungono 4,315 miliardi, circa il 40,5%.
Questa scomposizione offre un criterio concreto per i prossimi trimestri. Una crescita sostenuta sia dal cloud sia dalle attività commerciali distribuisce le fonti del miglioramento. Se invece il progresso del commercio si fermasse, una quota maggiore della crescita futura dovrebbe arrivare da AWS o da altre attività.
Il management collega il miglioramento commerciale alla selezione dei prodotti e alla velocità di consegna. L’attribuzione resta aziendale: il prospetto dei segmenti permette di verificare il risultato complessivo, mentre quantificare separatamente ogni iniziativa richiederebbe dati ulteriori.
Prime Day e pubblicità: leggere il calendario prima della domanda
Il confronto annuale delle vendite risente dello spostamento del Prime Day nel secondo trimestre per molti grandi Paesi, mentre nel 2025 l’evento era interamente nel terzo. Amazon stima che, senza questo spostamento, la crescita consolidata sarebbe stata superiore di circa quattro punti percentuali.
È una rettifica indicativa fornita dalla società, utile a interpretare il calendario e distinta dai ricavi effettivamente contabilizzati. Anche la pubblicità risente dei tempi delle campagne: il gruppo riporta una crescita del 12% a cambi costanti nel trimestre e prevede una crescita nella fascia alta dell’intervallo fra il 10% e il 20% nel quarto trimestre. Quest’ultima è un’aspettativa del management, da verificare nei prossimi risultati.
Per valutare il commercio durante le festività sarà quindi utile affiancare andamento delle vendite, costi di consegna e redditività, usando periodi comparabili. Una promozione può anticipare gli acquisti e spostare il confronto fra trimestri senza descrivere da sola un cambiamento strutturale dei consumi.
La crescita del cloud va confrontata con il capitale necessario
Andy Jassy indica per AWS una crescita dei ricavi superiore al 40% sia nel 2027 sia nel 2028. Si tratta di una previsione aziendale, non di vendite già realizzate. Anche il ritmo annualizzato di 184 miliardi citato nel comunicato proietta il trimestre su dodici mesi e va distinto dal fatturato di un esercizio completo.
La verifica finanziaria resta la capacità di trasformare la domanda in ritorni dopo gli investimenti. Amazon conferma circa 220 miliardi di spese in conto capitale per cassa nel 2026; il flusso di cassa libero degli ultimi dodici mesi è negativo per 42,4 miliardi secondo la definizione aziendale. Sono dati consolidati, che non permettono di attribuire integralmente il fabbisogno ad AWS.
Il margine operativo elevato del cloud dimostra una redditività contabile robusta, mentre il rendimento degli investimenti dipende anche dal capitale impiegato e dai tempi di utilizzo delle infrastrutture. Per un azionista, tenere separate queste misure evita di equiparare automaticamente crescita dell’utile e liquidità disponibile.
Che cosa può cambiare le prospettive delle azioni Amazon
Lo scenario favorevole combina domanda cloud sostenuta, infrastrutture utilizzate in modo efficiente e miglioramenti commerciali capaci di durare anche oltre il trimestre. Una maggiore pluralità delle fonti di utile renderebbe il gruppo meno esposto a una singola variabile operativa.
Lo scenario più impegnativo vede invece un rallentamento dei nuovi carichi cloud o costi commerciali in aumento, mentre gli impegni di investimento restano elevati. Il punto da seguire è la distanza fra l’espansione del risultato operativo e la cassa disponibile dopo gli investimenti. I conti appena usciti mostrano due motori in miglioramento; il loro rendimento nel tempo determinerà quanto di questa crescita potrà tradursi in valore per gli azionisti.






