US Nuclear Corp ha ridotto del 72,1% la perdita operativa nel primo trimestre 2026, portandola a 145.903 dollari dai 523.880 dello stesso periodo del 2025. Il miglioramento, evidenziato dalla società il 13 ottobre, riguarda i tre mesi chiusi al 31 marzo: è un aggiornamento pubblicato in ritardo, non il risultato del trimestre appena concluso.
Il Form 10-Q depositato alla SEC conferma una riduzione delle perdite, ma anche vendite più basse e un maggiore assorbimento di liquidità. US Nuclear produce strumenti per rilevare e misurare le radiazioni; il ticker indicato nel documento è UCLE, sul mercato OTC Expert.
Meno perdite, ma vendite e margine lordo arretrano
I ricavi sono scesi da 476.705 a 352.209 dollari, una contrazione del 26,1%. Il margine lordo in valore è diminuito da 348.917 a 154.995 dollari; in rapporto alle vendite è passato dal 73,19% al 44,01%. La società attribuisce la compressione a maggiori costi indiretti del lavoro, al diverso mix tra servizi e prodotti e alle oscillazioni dei costi delle materie prime.
Il recupero operativo arriva soprattutto dalle spese commerciali, generali e amministrative, scese da 872.797 a 300.898 dollari. Il 10-Q indica tra le cause principali del calo il confronto con 451.099 dollari di compensi basati su azioni nel periodo precedente, oltre a minori onorari professionali e commissioni.
La lettura redazionale è quindi precisa: il 72% non misura una crescita del business. Il risparmio di 571.899 dollari nelle spese operative supera la riduzione di 193.922 dollari del margine lordo; la differenza, 377.977 dollari, coincide con il miglioramento del risultato operativo. Una parte rilevante del confronto riflette componenti contabili senza esborso monetario.
La cassa racconta una ripresa ancora incompleta
La perdita netta si riduce a 187.086 dollari da 560.232, ma il denaro assorbito dall’attività operativa aumenta: 126.563 dollari contro 92.486. Sono 34.077 dollari in più, circa il 36,8%, secondo il calcolo sui valori del rendiconto finanziario.
Al 31 marzo la liquidità era di 67.318 dollari e le passività correnti superavano le attività correnti di 991.377 dollari. La nota sulla continuità aziendale segnala dubbi sostanziali sulla capacità della società di proseguire l’attività, legandone la sostenibilità alla redditività futura o alla raccolta di finanziamenti. Questi importi descrivono la situazione di marzo, non la cassa disponibile oggi.
Depositi arretrati e obiettivi: cosa resta da verificare
Nel comunicato aziendale del 13 ottobre, il direttore finanziario Michael Hastings collega i ritardi a difficoltà nel recupero dei dati, cambi di personale e interventi richiesti dal nuovo revisore. La società prevede di depositare il secondo trimestre entro tre-quattro settimane.
Il management indica inoltre un portafoglio ordini attuale di 1,2 milioni di dollari e punta a 2,9 milioni a fine anno. Prospetta il ritorno alle contrattazioni dopo la pubblicazione del terzo trimestre, attesa intorno alla prima settimana di dicembre: è una previsione aziendale, non una conferma indipendente della riapertura.
Per valutare il risanamento, i prossimi riscontri saranno il deposito dei bilanci arretrati, la conversione degli ordini in vendite e la capacità di ridurre il consumo di cassa. Il miglioramento della perdita operativa è documentato; un ritorno stabile alla redditività resta da dimostrare.



