Il mercato del lavoro britannico torna al centro dell’attenzione nella seduta del 7 ottobre. Royal Mail ha annunciato una riorganizzazione che potrebbe comportare fino a 2.500 uscite entro la fine del 2027. Il piano si inserisce in un quadro occupazionale già fragile e complica le prospettive per la sterlina.
Nell’analisi pubblicata alle 13:43 italiane, Kathleen Brooks di XTB descrive una crescente avversione al rischio: petrolio più caro, azioni europee sotto pressione e dollaro sostenuto dalla ricerca di protezione. Il rafforzamento della valuta americana può pesare sul cambio GBP/USD anche quando la sterlina tiene meglio nei confronti dell’euro.
Royal Mail: una ristrutturazione distribuita nel tempo
Il piano riguarda le funzioni centrali e di supporto. La società intende semplificare processi e ridurre duplicazioni mentre adegua il servizio alla diminuzione delle lettere e alla crescita della domanda di consegna dei pacchi, secondo la comunicazione aziendale riportata da ITV.
Il termine previsto è essenziale: le possibili uscite si estendono fino al 2027. Non rappresentano una perdita di 2.500 posti già registrata nelle statistiche occupazionali di oggi.
I dati ONS confermano la fragilità dell’occupazione
Il bollettino ONS di settembre stima per agosto 30,2 milioni di dipendenti a libro paga: 145.000 in meno rispetto a un anno prima e 26.000 in meno rispetto a luglio. La stima di agosto è provvisoria e soggetta a revisione.
Il tasso di disoccupazione del 4,9% riguarda invece il trimestre maggio–luglio 2026. Le due misure hanno periodi e metodologie differenti: il calo dei dipendenti non può essere trasformato automaticamente in un aumento equivalente dei disoccupati.
Il dilemma per sterlina e obbligazioni
Un’occupazione più debole può frenare consumi e pressioni salariali, aumentando il peso dei rischi per la crescita nelle decisioni della Bank of England. Il rincaro dell’energia può invece alimentare l’inflazione.
Ulteriori perdite di posti non garantiscono da sole una politica monetaria più accomodante o un recupero dei titoli di Stato britannici. Il mercato dovrà valutare insieme occupazione, salari e prezzi. Anche la sterlina può muoversi diversamente contro euro e dollaro: una tenuta relativa rispetto alla moneta unica non basta a indicare un rafforzamento generalizzato.
Verificato da Alessandro Pace.







