Il surplus commerciale canadese di agosto offre un elemento favorevole al dollaro canadese, ma richiede una lettura prudente. Il saldo ha raggiunto 4,2 miliardi di dollari canadesi, sostenuto dai prezzi dell’energia e dall’accelerazione delle spedizioni verso gli Stati Uniti prima dell’introduzione di nuovi dazi.
È la valutazione di Nathan Janzen, economista di Royal Bank of Canada, riportata da FXStreet nell’analisi sul commercio canadese del 6 ottobre. Il punto centrale riguarda la tenuta degli scambi oltre l’effetto temporaneo delle spedizioni anticipate.
Energia e scambi esenti dai dazi sostengono il quadro
Secondo RBC, ad agosto le esportazioni di prodotti raffinati, tra cui il diesel, sono aumentate del 13% al netto dell’effetto dei prezzi. Un segnale che il contributo dell’energia non dipende soltanto dall’aumento delle quotazioni.
La banca rileva inoltre una crescita annua di circa il 16% delle esportazioni verso gli Stati Uniti escludendo energia e prodotti colpiti dai dazi. RBC stima che oltre l’80% dell’export canadese diretto negli USA conservi l’accesso senza dazi previsto dal CUSMA, l’accordo commerciale nordamericano.
Questo elemento sostiene la previsione della banca di ricadute contenute sull’economia nel suo complesso, pur in presenza di effetti rilevanti sui settori direttamente colpiti.
Perché il surplus non basta a indicare la direzione del cambio
La distinzione decisiva è tra esportazioni aggiuntive ed esportazioni anticipate. Se le imprese hanno spedito ad agosto merci che avrebbero consegnato nei mesi successivi, il miglioramento del saldo può essere seguito da un rallentamento senza che ciò implichi, da solo, un nuovo deterioramento strutturale.
Per il dollaro canadese il dato rappresenta quindi un sostegno al quadro economico, non una garanzia di apprezzamento. Le prossime rilevazioni permetteranno di valutare quanto del surplus sia persistente: soprattutto la tenuta dei volumi esportati dopo l’entrata in vigore dei dazi e il contributo degli scambi non energetici.




