Secondo una rilevazione riportata da CoinDesk nella mattinata del 28 settembre, il funding medio annualizzato dei futures perpetui su Bitcoin è sceso intorno a −0,3%. Chi mantiene posizioni corte paga quindi chi è lungo per tenere aperta la scommessa ribassista. Nello stesso momento, l’open interest dei futures era di circa 652.000 BTC, vicino ai livelli più bassi dell’anno. Il prezzo del Bitcoin si collocava intorno a 82.800 dollari, in calo di oltre il 2% nelle 24 ore precedenti: sono valori riferiti a quella rilevazione, non quotazioni in tempo reale.
Dai contratti aperti al picco di inizio anno
CoinDesk, sulla base dei dati CoinGlass, colloca il massimo dell’open interest intorno a 800.000 BTC all’inizio dell’anno. La differenza rispetto ai 652.000 BTC attuali è di 148.000 BTC: un calo del 18,5% calcolato sul livello iniziale. Il confronto è espresso in Bitcoin e non in dollari; da solo non quantifica un deflusso netto di capitale né dice se la riduzione derivi da chiusure volontarie, liquidazioni o variazioni nella copertura delle piattaforme osservate.
L’open interest conta le posizioni ancora aperte. Un suo arretramento segnala minore esposizione tramite futures nel perimetro misurato, anche quando il prezzo del sottostante si muove in una direzione diversa. Per valutare se il disimpegno continui servono rilevazioni successive con la stessa unità e lo stesso insieme di mercati.
Che cosa segnala il funding negativo
Nei contratti perpetui ogni posizione corta ha una controparte lunga: il numero delle due parti non può essere usato, da solo, per misurare il pessimismo. Il funding aiuta a leggere quale parte è disposta a pagare per mantenere l’esposizione. Quando il tasso è negativo, il trasferimento periodico va dagli short ai long. Il segno riportato da CoinDesk indica quindi una maggiore aggressività delle posizioni ribassiste in quel momento, non un ribasso futuro già acquisito.
La documentazione metodologica di Glassnode aggiunge una distinzione: la media del funding tra piattaforme è ponderata per l’open interest di ciascuna. Un mercato con più contratti aperti pesa più di uno piccolo; il valore aggregato non è una semplice media dei tassi mostrati dagli exchange. CoinDesk riporta il dato intorno a −0,3% su base annualizzata, ma la fotografia può cambiare con il prezzo e con il posizionamento.
Il segnale ribassista ha un limite preciso
Funding negativo e open interest in calo descrivono un mercato dei derivati più cauto, ma non costituiscono un segnale sufficiente per prevedere il prossimo movimento del Bitcoin. Una rapida risalita del prezzo potrebbe costringere alcuni short a chiudere le posizioni, mentre un nuovo calo potrebbe rafforzare la domanda di copertura. Sono scenari, non eventi già osservati.
Per chi segue il mercato contano ora la persistenza del funding sotto zero, l’andamento dei contratti aperti nelle prossime sedute e il confronto con il prezzo spot. Anche i rendimenti dei Treasury e la forza del dollaro, citati da CoinDesk come parte del quadro macro, possono influenzare la propensione al rischio. L’interpretazione va aggiornata con dati successivi e non trasforma una lettura del posizionamento in un’indicazione di investimento.







