Il nuovo obiettivo d’inflazione dell’Ungheria rende più impegnativo il compito della banca centrale e, secondo Commerzbank, richiede maggiore apertura a possibili rialzi dei tassi per sostenere il fiorino. La Magyar Nemzeti Bank (MNB) ha mantenuto il tasso base al 5,50% nella riunione del 22 settembre e ha annunciato un target sui prezzi più basso dal 2028. La richiesta di un orientamento più restrittivo è la valutazione dell’analista Tatha Ghose, riportata da FXStreet il 25 settembre, non una stretta già decisa.
Il target scende, ma la decorrenza è nel 2028
La revisione approvata dalla MNB porta l’obiettivo di medio termine dal 3,0% al 2,5%, con effetto dal primo gennaio 2028. Resta la fascia di tolleranza simmetrica di un punto percentuale attorno al valore centrale. È quindi importante distinguere l’annuncio dalla sua entrata in vigore: il nuovo riferimento non sostituisce immediatamente quello attuale.
Nel comunicato dedicato alla revisione, la banca centrale collega la scelta alla convergenza dell’economia ungherese verso l’area euro. Un obiettivo più basso avvicina il quadro monetario alle pratiche regionali e sostiene il percorso verso i requisiti per l’adozione dell’euro. Questo non equivale però a un annuncio di ingresso nella moneta unica né a un calendario di adesione.
Le stime per il prossimo anno complicano il quadro
La previsione d’inflazione media per il 2026 resta all’1,8%, mentre quella per il 2027 sale al 3,1%. Nella ricostruzione di Commerzbank, la stima precedente per il prossimo anno era del 2,3%. Il confronto riguarda dunque due previsioni sul medesimo periodo, non una variazione dell’inflazione già misurata.
Il comunicato ufficiale MNB attribuisce la revisione per il 2027 all’energia e alla modifica dell’accisa sui prodotti del tabacco. L’istituto considera necessario mantenere le attuali condizioni sui tassi per raggiungere stabilmente l’obiettivo. La pausa al 5,50% va letta in questo contesto di cautela, non come una promessa sui successivi interventi.
Per Ghose, l’accostamento fra un traguardo più ambizioso e stime future più alte dovrebbe comportare una risposta monetaria più rigorosa. L’analista critica in particolare una comunicazione che, nella sua lettura, continua a concentrarsi sul mantenimento o sulla riduzione dei tassi senza dare spazio sufficiente all’ipotesi di aumentarli.
Per il fiorino conta la credibilità della risposta MNB
Commerzbank ritiene che un recupero duraturo della valuta resti difficile finché la banca centrale non includerà chiaramente i rialzi fra le opzioni possibili. È una valutazione condizionata al comportamento della MNB e al contesto esterno, non una previsione certa sul cambio.
Il meccanismo economico è questo: rendimenti relativamente più elevati possono rendere più interessanti le attività in fiorini, ma gli investitori valutano anche inflazione attesa e rischio Paese. Se aumentano i rischi percepiti, il solo livello del tasso nominale può non bastare a sostenere la valuta. Allo stesso modo, un target più basso acquista credibilità attraverso decisioni coerenti nel tempo.
Per chi segue EUR/HUF, un aumento del cambio indica che occorrono più fiorini per acquistare un euro, quindi un indebolimento della valuta ungherese. L’analisi esaminata non fornisce un livello obiettivo o quotazioni intraday verificabili: il punto da seguire è l’evoluzione della risposta monetaria, senza trasformare il giudizio di Commerzbank in un segnale operativo.




