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Petrolio in rialzo: i colloqui USA-Iran restano senza progressi concreti

Brent e WTI guadagnano terreno nella mattina del 24 settembre, mentre resta incerta una soluzione diplomatica al conflitto in Medio Oriente. L’Asia è avviata verso importazioni di greggio superiori ad agosto.
Petroliera al largo in una luce mattutina, immagine illustrativa del mercato del greggio
In sintesi
  • Nella rilevazione CNBC delle 03:10 ET, Brent e WTI a novembre sono in rialzo rispettivamente dello 0,37% e dello 0,3%.
  • I colloqui USA-Iran non mostrano ancora progressi chiari verso una soluzione diplomatica, secondo CNBC.
  • Reuters, su dati Kpler, stima importazioni asiatiche di greggio superiori ad agosto di oltre mezzo milione di barili al giorno.

Il petrolio ha esteso i rialzi nelle prime ore di giovedì 24 settembre 2026, mentre gli operatori attendevano segnali concreti dai colloqui tra Stati Uniti e Iran. Alle 03:10 ET, secondo la rilevazione riportata da CNBC, il Brent per consegna a novembre saliva dello 0,37% a $103.46 al barile; il West Texas Intermediate, anch’esso con scadenza novembre, guadagnava lo 0,3% a $92.44. Sono prezzi riferiti a un preciso momento della seduta, non quotazioni di chiusura o valori correnti.

La diplomazia resta incerta e il mercato misura il rischio sulle forniture

CNBC riferisce che non si vedevano ancora progressi chiari verso una soluzione diplomatica del conflitto in Medio Oriente. La tensione tra Washington e Teheran è rimasta elevata dopo il discorso all’Assemblea generale delle Nazioni Unite del presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che ha accusato Stati Uniti e Israele di alimentare l’instabilità internazionale e ha ribadito una posizione di resistenza. Queste dichiarazioni descrivono il clima politico, ma non equivalgono da sole a una nuova interruzione dei flussi petroliferi.

Per il greggio conta soprattutto l’eventuale effetto della diplomazia sulle esportazioni e sui trasporti nella regione. Una prospettiva credibile di distensione potrebbe ridurre il premio per il rischio incorporato nei prezzi; un’impasse potrebbe mantenerlo. Si tratta di possibili reazioni del mercato, non di esiti già accertati. Il rialzo contenuto registrato da Brent e WTI nella rilevazione di CNBC non permette di isolare il contributo di ciascun fattore.

Il confronto fra i due benchmark richiede inoltre cautela: il Brent è il riferimento internazionale, mentre il WTI riflette il mercato statunitense. Entrambi salgono nell’aggiornamento citato, ma con prezzi e variazioni differenti. Non è corretto leggere la distanza tra le due quotazioni come una misura diretta del rischio geopolitico, perché risente anche delle caratteristiche dei contratti, della qualità del greggio e delle condizioni regionali di offerta e domanda.

Importazioni asiatiche più alte: un dato di domanda da interpretare

Un secondo elemento seguito dagli operatori riguarda l’Asia. CNBC cita un’analisi Reuters basata su dati della società Kpler: le importazioni regionali di greggio in settembre sono avviate al livello più alto dall’inizio della guerra con l’Iran e superano quelle di agosto di oltre mezzo milione di barili al giorno. Il confronto indica una maggiore quantità di greggio in arrivo, ma non dice da solo se a guidarla siano consumi finali più robusti, accumulo di scorte o modifiche nelle rotte commerciali.

Per capire quanto il dato sostenga davvero i prezzi occorrerà confrontarlo con consumi, scorte e produzione nei principali Paesi importatori. Anche il calendario dei carichi conta: le stime sulle importazioni di un mese possono cambiare quando le consegne effettive vengono confermate. Nel frattempo, il mercato resta esposto sia agli sviluppi dei negoziati sia alle notizie sui flussi fisici di petrolio.

Il quadro della mattina è quindi misto: i prezzi salgono moderatamente in un contesto diplomatico ancora incerto e una stima segnala più greggio destinato all’Asia rispetto al mese precedente. Nessuno dei due elementi, isolato, prova un cambiamento duraturo dell’equilibrio tra domanda e offerta. La verifica nelle prossime sedute sarà se emergono progressi negoziali documentati e se l’aumento delle importazioni si traduce in consumi effettivi, anziché in scorte più elevate.

Il dato di mercato è una fotografia intraday: non va presentato come un prezzo attuale o una chiusura. Per valutare la persistenza del rialzo servono notizie verificabili sui negoziati, sui flussi di greggio e sulle scorte. Un aumento delle importazioni asiatiche può accompagnarsi a una domanda finale più forte, ma può anche riflettere ricostituzione delle riserve o spostamenti logistici.

Andamento recente di petrolio Brent

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