Il franco svizzero ha guadagnato terreno nei confronti del dollaro prima della decisione di politica monetaria della Banca nazionale svizzera (BNS) del 24 settembre. Nelle ore asiatiche USD/CHF scambia intorno a 0,8240, dopo un modesto rialzo nella seduta precedente. La discesa della coppia indica che serve una quantità leggermente minore di franchi per acquistare un dollaro; il movimento coincide anche con un arretramento della valuta statunitense e non può essere attribuito soltanto alle attese sulla BNS.
La BNS è attesa sui tassi, ma contano le nuove previsioni
La BNS aveva lasciato il tasso guida invariato allo 0% nella valutazione di giugno, mantenendo un’elevata disponibilità a intervenire sul mercato dei cambi contro un apprezzamento rapido ed eccessivo del franco. Quella è l’ultima decisione ufficiale disponibile prima della riunione odierna.
Secondo gli economisti di DBS citati da FXStreet, anche questa volta il tasso dovrebbe restare allo 0%. La banca ritiene però possibile una revisione al rialzo delle previsioni d’inflazione a breve termine, per effetto dei prezzi dell’energia e dell’incertezza in Medio Oriente. Si tratta di una previsione degli analisti, non di una decisione già comunicata dalla BNS. Il mercato valuterà quindi sia il livello dei tassi sia il linguaggio sulle prospettive dei prezzi e sul franco.
Il confronto con giugno aiuta a capire perché una conferma del tasso non esaurirebbe la notizia. Allora la BNS osservava che l’energia aveva già spinto l’inflazione corrente verso l’alto, mentre la pressione a medio termine era rimasta quasi invariata. Una nuova previsione più elevata segnalerebbe un cambiamento nella valutazione dei rischi, senza implicare automaticamente un prossimo rialzo dei tassi.
Il dollaro arretra nonostante le attese sulla Fed
FXStreet rileva che il dollaro ha interrotto una sequenza di tre sedute di rialzo. La debolezza della valuta americana contribuisce alla flessione di USD/CHF, pur in un contesto nel quale le aspettative sulla Federal Reserve restano orientate verso una politica restrittiva. Il PMI manifatturiero preliminare statunitense di settembre è salito a 52,0, indicando espansione dell’attività e alimentando il dibattito sui tassi USA.
Per chi segue la coppia, la distinzione è essenziale: un calo di USD/CHF può derivare dalla forza del franco, dalla debolezza del dollaro o da entrambe. La decisione della BNS e le indicazioni della Fed possono quindi spingere il cambio in direzioni opposte. Il livello osservato nelle ore asiatiche è una fotografia del mercato prima del comunicato, non un prezzo obiettivo.
Dopo la riunione, il dato da confrontare con le attese sarà la combinazione tra decisione sui tassi, nuova previsione d’inflazione e commenti della BNS sull’eventuale eccesso di forza del franco. Solo allora sarà possibile attribuire con maggiore precisione la successiva reazione di USD/CHF alla politica svizzera anziché al movimento generale del dollaro.
Il tasso BNS allo 0% è un fatto relativo alla decisione di giugno; la sua conferma a settembre è un’aspettativa attribuita a DBS. L’andamento intraday del cambio non dimostra da solo quale fattore prevalga tra politica svizzera e dollaro. Per un confronto utile serviranno il comunicato ufficiale della BNS e la reazione della coppia dopo la pubblicazione.



