Gli azionisti di Leonteq hanno eletto Andreas Casutt presidente del consiglio di amministrazione e approvato una proposta di riacquisto di azioni proprie fino a 100 milioni di franchi svizzeri. Le decisioni sono state prese nell’assemblea straordinaria del 21 settembre 2026. Il voto favorevole al buyback non ne determina però l’avvio immediato: tempi e importo effettivo dipenderanno dalle valutazioni del consiglio e dall’approvazione FINMA.
Il voto sul buyback non fissa ancora la spesa effettiva
La proposta è stata presentata da Rainer-Marc Frey, indicato nel comunicato come il maggiore azionista di Leonteq. Il limite di 100 milioni di franchi rappresenta il valore massimo degli acquisti approvato dall’assemblea, non una somma già impiegata né un impegno a utilizzare integralmente il plafond.
Il consiglio ha ribadito l’intenzione, già comunicata il 23 luglio, di avviare un riacquisto all’inizio del 2027. La condizione è mantenere stabilmente il coefficiente CET1 a un livello significativamente superiore al 15%. La società valuterà inoltre una distribuzione complessiva agli azionisti in linea con l’utile netto del gruppo per l’intero 2026.
Rispetto all’indicazione di luglio, la novità è quindi l’approvazione assembleare della proposta con un tetto massimo. Il comunicato non annuncia acquisti già eseguiti né un calendario operativo definitivo.
Perché il capitale condiziona il ritorno agli azionisti
Il CET1 misura il rapporto tra capitale primario di migliore qualità e attività ponderate per il rischio. È utile perché collega la capacità di assorbire perdite ai rischi assunti, anziché limitarsi alla liquidità disponibile.
Lettura editoriale: un riacquisto restituisce risorse agli azionisti che vendono, ma può ridurre il capitale disponibile per sostenere l’attività. Per questo il plafond approvato va letto insieme al margine patrimoniale richiesto dal consiglio. Un coefficiente appena superiore al 15% non soddisferebbe, da solo, l’indicazione di un livello significativamente e stabilmente più alto.
Il comunicato sull’assemblea non fornisce un nuovo valore corrente del CET1. Non permette quindi di calcolare quanto spazio sia oggi disponibile per il buyback, né di stimarne l’importo effettivo.
Casutt alla presidenza, Suter entra nel consiglio
L’assemblea ha eletto Andreas Casutt e Reto Suter come nuovi amministratori. Casutt assume anche la presidenza del consiglio e un posto nel comitato nomine e remunerazioni. Secondo Leonteq, entrambi hanno ricevuto l’approvazione regolamentare.
La società riferisce inoltre che FINMA considera Horizon21 AG un azionista qualificato, data la sua influenza sostanziale sulle decisioni d’investimento di H21 Macro Ltd. Poiché Casutt siede anche nel consiglio di Horizon21 AG, il regolatore lo considera un amministratore non indipendente.
Questa qualificazione è rilevante per leggere la composizione del consiglio e i rapporti con gli azionisti. Non equivale, di per sé, a un giudizio negativo sulla nomina o a una contestazione della sua validità.
Remunerazione variabile in azioni e altri voti
Gli azionisti hanno approvato anche la proposta di Frey di modificare lo statuto per consentire agli amministratori, oltre ai compensi fissi, una remunerazione variabile in titoli azionari della società. FINMA si è riservata di chiedere ulteriori dettagli sullo schema prima di approvare le modifiche statutarie.
In due votazioni distinte è stato inoltre approvato il discarico dei membri del consiglio e del comitato esecutivo per gli esercizi 2024 e 2025. La partecipazione complessiva all’assemblea virtuale ha rappresentato circa il 57% delle azioni emesse.
I prossimi passaggi per il titolo Leonteq
Per Leonteq, quotata alla SIX Swiss Exchange con simbolo LEON e attiva nelle soluzioni d’investimento strutturate, l’assemblea definisce un nuovo assetto di governance e sostiene la proposta di remunerazione degli azionisti. La sua attuazione resta però legata a passaggi successivi.
Gli elementi da seguire saranno l’eventuale autorizzazione FINMA, la decisione del consiglio su tempi e dimensioni degli acquisti e i risultati dell’esercizio. Il massimo approvato non è una previsione di rialzo del titolo: l’effetto economico dipenderà dall’importo realmente eseguito, dal prezzo degli acquisti e dall’evoluzione del capitale e degli utili.



